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Informazione Corretta Rassegna Stampa
22.02.2020 Elezioni Iran, la grande farsa
Analisi di Loredana Biffo

Testata: Informazione Corretta
Data: 22 febbraio 2020
Pagina: 1
Autore: Loredana Biffo
Titolo: «Elezioni Iran, la grande farsa»
Elezioni Iran, la grande farsa
Analisi di Loredana Biffo

Con questo articolo Loredana Biffo inizia la collaborazione con Informazione Corretta. Scrittrice e giornalista, esperta di Iran e della condizione femminile nel mondo islamico. Di recente pubblicazione il saggio "Granelli di sabbia" edizioni CELID (a destra la copertina), recensito su IC http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=77540

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E’ giunta la data della grande farsa del Regime degli Ayatollah, il 21 febbraio si apparecchia il nuovo/vecchio mostro, il Parlamento, o meglio l’Assemblea Islamica. In Iran da 40 governa incontrastato il clero sciita del Giureconsulto, dove la “Guida Religiosa Suprema”, incarnata nella figura di Khamenei, la fa da padrone nell’applicazione del velayat e-faqui, un sistema che garantisce la perfetta identificazione tra politica e religione. Chi scrive si è espressa numerose volte nel corso degli anni in merito al “burlesque” delle elezioni iraniane, chiarendo che in tale sistema non vi è alcuna possibilità per il popolo di eleggere dei rappresentanti di diverso orientamento tra loro, poiché tutti i candidati sono scelti dal Clero, sulla base del livello di “fedeltà” da essi dimostrato nei confronti della Guida Suprema e della rigorosa applicazione della sharia. Proprio in queste ore Khamenei ha dichiarato (preoccupato per il probabile astensionismo) che il popolo è tenuto ad andare a votare in quanto il voto è un “dovere religioso”. Questo invito imperativo è indice della debolezza di un regime sanguinario che è fortemente avversato dalle continue proteste a furor di popolo, soprattutto sul versante femminile, dove un movimento capeggiato da una donna, Maryam Rajavi, Presidente eletta della Resistenza Iraniana (CNRI), la quale invita gli iraniani al boicottaggio e al rovesciamento del famigerato regime, che proprio sulla sottomissione femminile ha fondato la sua ragion d’essere. Le recenti ondate di protesta nate nel novembre scorso contro la dilagante corruzione del Governo, il carovita, gli stipendi non retribuiti da mesi a tutte le categorie di lavoratori, ma soprattutto la violazione dei diritti umani, cavallo di battaglia della teocrazia al potere, hanno dato vita a proteste si sono diffuse rapidamente in 191 città e 31 province, e hanno fortemente indebolito il regime che per tutta risposta ha aumentato ancor più la repressione arrestando 12000 persone che sono letteralmente sparite nelle fauci delle galere del regime, e di cui le famiglie non hanno più notizie. I manifestanti uccisi sono 1500, tra cui anche molti minorenni - si consideri che sono proprio i giovani i maggiori contestatori del regime; i feriti sono stati 4000, molti di loro sono stati portati in ospedale, dove hanno fatto irruzione le guardie rivoluzionarie per arrestarli nonostante le gravi condizioni in cui versavano. E’ facile immaginare quale sia lo stato d’animo di un popolo che si trova a votare per dei candidati fedelissimi del regime criminale al potere. La Costituzione Islamica iraniana con l’articolo 90 prevede che il consiglio dei Guardiani è l’unico responsabile dell’interpretazione della costituzione; in Iran non esiste nessuna corrente “moderata”, questa definizione rappresenta un ossimoro coniato dalle politiche europee, che non è rappresentativa della reale situazione. L’unica differenza tra i candidati, è il livello di fedeltà alla Guida Suprema. Queste elezioni - come del resto quelle precedenti - non modificheranno nulla, il regime sempre più avversato dal popolo, continuerà nella sua feroce repressione. La leader della Resistenza Maryam Rajavi ha dichiarato: “Invito il popolo iraniano a boicottare le elezioni farsa, è un impegno patriottico davanti ai martiri del popolo iraniano, in particolare gli ultimi 1500 martiri degli ultimi mesi dall’insurrezione di novembre. Gli iraniani, in particolare i giovani hanno dimostrato al mondo di avere come obiettivo una repubblica democratica e laica, fondata sulla separazione tra Stato e religione, e sulla libertà di scelta in materia religiosa”. Se le elezioni libere sono la caratteristica dei paesi democratici, noi non accettiamo questa farsa messa in atto dal regime con il teatrino degli Ayatollah”. Nel frattempo i rapporti di migliaia di seggi elettorali, dimostrano che è in atto un forte boicottamento da parte dei cittadini, fino alle 12 ora locale, a quattro ore dall’inizio delle votazioni, erano pochissimi i votanti. Nel momento in cui i leader del regime hanno espresso il loro voto, tra cui Khamenei, Hassan Rohani, il Ministro degli interni Abdolreza Rahmani Fazli, il Presidente del Parlamento Ali Larijani e Javad Zarif, hanno nuovamente fatto appello al popolo finché votasse.

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Loredana Biffo


takinut@gmail.com

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