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Informazione Corretta Rassegna Stampa
12.02.2020 Mentre in Inghilterra si muore ancora per le strade i predicatori islamisti incitano a massacrare gli infedeli
Commento di Stefano Piazza

Testata: Informazione Corretta
Data: 12 febbraio 2020
Pagina: 1
Autore: Stefano Piazza
Titolo: «Mentre in Inghilterra si muore ancora per le strade i predicatori islamisti incitano a massacrare gli infedeli»
Mentre in Inghilterra si muore ancora per le strade i predicatori islamisti incitano a massacrare gli infedeli
Commento di Stefano Piazza


Risultato immagini per Abu Haleema alias Shakil Chapra
Abu Haleema alias Shakil Chapra

Torna a farsi sentire su YouTube a pochi giorni dopo l’attacco terroristico di Streatham (Londra), il 46enne Abu Haleema alias Shakil Chapra, uno dei predicatori del male più pericolosi del Regno Unito. Si tratta di uno dei sodali del predicatore e reclutatore dell’ISIS Anjem Choudary apparso nel documentario di Channel 4 intitolato “The Jihadis Next Door” ( Il jihadista della porta accanto), dove chiedeva di lanciare gli omesessuali dagli edifici. In un video pubblicato a pochi giorni dall’attacco terroristico commesso dal 20enne Sudesh Amman a Londra in un video postato sul suo canale YouTube al quale sono iscritte 1.700 persone, Abu Haleema ha dichiarato:“Porteremo il terrore nei cuori del kuffar (non musulmani), porteremo il terrore nei cuori di coloro che non credono!” In base alla sua biografia, Shakil Chapra è nato 46 anni fa ed ha vissuto per molti anni a Kilburn prima di trasferirsi a Perivale, sobborgo nel quartiere londinese di Ealing situato a 15 miglia ad ovest di Charing Cross, nel centro di Londra. Ed è lì, in una delle tante moschee che fanno riferimento al movimento transnazionale islamico Jama’at Tabligh , che avrebbe incontrato Anjem Choudary del quale è diventato uno dei più accaniti sostenitori e collaboratori. Abu Haleema, fino al primo arresto avvenuto nel 2014, era schedato per essere stato membro di una gang che spacciava droga e non per reati legati al terrorismo. Gli venne ritirato il passaporto perché durante la perquisizione emerse che stava per partire per la Siria per unirsi al sedicente Stato islamico. L’altro arresto, nel 2015, fu per via della violenza dei suoi sermoni. Il fermo successivo del 2016 arrivò perché stava tentando di fuggire in Australia, dove aveva iniziato a farsi conoscere attraverso il web attaccando gli sceicchi di Sydney Shady Alsuleiman e Wesam Charkawi, a suo dire “troppo moderati”. Grazie a internet, Abu Haleema è stato anche determinante nel processo di radicalizzazione un ragazzo di 14 anni, la persona più giovane del Regno Unito ad essere accusato e condannato per reati di terrorismo. Sempre nel 2016 Shakil Chapra aveva attaccato violentemente l’imam di Liverpool Sheikh Abu Adnan per aver consentito al poliziotto di Bankstown, Danny Miqati, di tenere un discorso sulla violenza domestica nella moschea. Benché si definisca e si abbigli come un imam, Habu Aleema non parla l’arabo e non ha alcuna preparazione teologica. I suoi video facilmente reperibili su You Tube, assomigliano più a quelli di un cantante rap, vista la parlata velocissima e la ripetività. I video sono quasi sempre girati o in tunnel sotterranei o in zone malfamate. Nonostante sia sempre riuscito ad evitare il carcere, Chapra non potrebbe disporre di un collegamento internet, la polizia infatti gli ha vietato l’uso dei social media e di You Tube. Il condizionale è pero’ d’obbligo visto che appare di continuo pubblicando video sul suo canale You Tube in cui ad esempio condanna il voto inglese alle recenti elezioni europee: “Il voto ti rende un miscredente, la legislazione di Allah non è in discussione” oltre a raccontare storie sulla decapitazione dei non credenti.

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Stefano Piazza

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