mercoledi` 26 febbraio 2020
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Alan Dershowitz: 'Ecco 5 motivi per combattere il movimento razzista e antisemita BDS' (Sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


Clicca qui





Hai già visitato il sito SILICON WADI?


Clicca qui






Informazione Corretta Rassegna Stampa
22.01.2020 Quando Radio France Internationale ‘riscrive’ la storia degli ebrei d'Egitto
Commento di Michelle Mazel

Testata: Informazione Corretta
Data: 22 gennaio 2020
Pagina: 1
Autore: Michelle Mazel
Titolo: «Quando Radio France Internationale ‘riscrive’ la storia degli ebrei d'Egitto»
Quando Radio France Internationale ‘riscrive’ la storia degli ebrei d'Egitto
Commento di Michelle Mazel

(Traduzione di Yehudit Weisz)


Risultati immagini per jews egypt
Il Bat Mitzva di alcune ragazze ebree di Alessandria, in Egitto, prima della cacciata dal Paese, avvenuta tra anni '40 e anni '60


“La restaurata sinagoga di Alessandria, un segnale forte per gli ebrei d'Egitto.” Il preambolo di questo articolo, pubblicato il 17 gennaio, cita “lo storico Jean-François Fau” secondo cui "La creazione dello Stato di Israele nel 1948 ha praticamente posto fine a più di duemila anni di presenza ebraica. La reazione è stata lo sviluppo di un nazionalismo arabo radicale che ha inflitto ogni sorta di violenza agli ebrei considerati ‘sostenitori del sionismo’". “Da quel momento in poi, molti membri della comunità ebraica hanno perso il concetto di appartenenza al mondo arabo per svilupparne uno assai più stretto, sia comunitario sia verso i Paesi occidentali diventati i loro luoghi di accoglienza. "

Questo testo impone alcune osservazioni:

1. “Lo sviluppo di un nazionalismo arabo radicale che ha inflitto ogni sorta di violenza agli ebrei" precede di molto la creazione dello Stato di Israele.  Gli egiziani, che sostenevano fortemente la Germania, in parte perché odiavano l'Inghilterra, potenza occupante, si mostrarono particolarmente ricettivi alle tesi razziste trasmesse dal nazionalsocialismo. La formazione di un movimento fascista egiziano, “Le camicie verdi”, non fece che rafforzare questa tendenza. Parallelamente, il movimento dei Fratelli Musulmani, creato in Egitto nel 1928, che si batteva per il ritorno a un puro islamismo e che poneva in risalto tutto ciò che era negativo sugli ebrei nel Corano, collaborava con il Partito nazista tedesco che aveva inviato al Cairo un rappresentante. Vi fu un certo numero di “incidenti” - un eufemismo che copriva gli attacchi alle proprietà ed alle persone fisiche della comunità. Nel 1946 una bomba esplose nel quartiere ebraico e, pochi mesi dopo, questo quartiere conobbe quello che deve essere definito un vero pogrom: negozi saccheggiati e dati alle fiamme, con dozzine di ebrei feriti e una ragazza uccisa.

2. “La creazione dello Stato di Israele nel 1948 ha praticamente messo fine a più di duemila anni di presenza ebraica.”  Non fu la creazione dello Stato di Israele a porre fine a quasi tremila anni di una presenza ebraica dimostrata da testi biblici e vestigia archeologiche fin dal VII secolo a.C. , quasi mille anni prima dell'arrivo dell'Islam. Lo furono le misure adottate contro gli ebrei d'Egitto, espulsi dal loro posto di lavoro, derubati delle loro proprietà, rinchiusi in campi di internamento e privati della loro nazionalità prima di essere espulsi e gettati sulle strade dell'esilio. Infine, veniamo alla conclusione: "  Gli ebrei della diaspora egiziana sono così entusiasti che hanno in programma di celebrare l'evento con un viaggio e cerimonie religiose dal 13 al 16 febbraio 2020." È curioso che questi ebrei e le loro organizzazioni non siano stati invitati all'inaugurazione della sinagoga. Eppure, sarebbero venuti volentieri, come già nel 2008 per il centenario della grande sinagoga al Cairo, e nel 2011, per la riapertura della Yeshiva di Rambam nel vecchio quartiere ebraico. Due cerimonie a cui aveva partecipato l'ambasciatore israeliano. Questa volta, se il corpo diplomatico era stato invitato, l'ambasciata israeliana non ha ricevuto alcun invito.

Immagine correlata
Michelle Mazel scrittrice israeliana nata in Francia. Ha vissuto otto anni al Cairo quando il marito era Ambasciatore d’Israele in Egitto. Profonda conoscitrice del Medio Oriente, ha scritto “La Prostituée de Jericho”, “Le Kabyle de Jérusalem” non ancora tradotti in italiano. E' in uscita il nuovo volume della trilogia/spionaggio: “Le Cheikh de Hébron".


takinut@gmail.com

Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT