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Informazione Corretta Rassegna Stampa
19.12.2019 Corbyn e la deriva antisemita: insegnerà mai qualcosa alle sinistre europee?
Commento di Stefano Piazza

Testata: Informazione Corretta
Data: 19 dicembre 2019
Pagina: 12
Autore: Stefano Piazza
Titolo: «Corbyn e la deriva antisemita: insegnerà mai qualcosa alle sinistre europee?»
Corbyn e la deriva antisemita: insegnerà mai qualcosa alle sinistre europee?
Commento di Stefano Piazza


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Tra le buone notizie politiche dell’anno che tra poco ci lasceremo alle spalle c’è sicuramente la sconfitta alle ultime elezioni britanniche dei laburisti inglesi guidati da Jeremy Corbyn. I conservatori guidati da quella specie di dottor Stranamore che è l’attuale premier Boris Johnson, lo hanno nettamente battuto. Al di là della questione Brexit che Corbyn non è mai stato in grado di gestire, sul vecchio leader della sinistra massimalista inglese hanno pesato le posizioni antisioniste e le imbarazzanti frequentazioni con i terroristi di Hamas, con i capi degli Hezbollah e altri odiatori dello Stato di Israele. Jeremy Corbyn durante tutta la campagna elettorale ha tentato in tutti modi di minimizzare o negare il fatto che il Labour dopo il «trattamento Corbyn» sia diventato un partito schiacciato su posizioni vetero-marxiste e attraversato da feroci correnti antisemite. Corbyn viene accusato di 11 atti di anti-semitismo in un rapporto di 53 pagine redatto dal Jewish Labour Movement, nel quale viene descritto come il leader «si sia ripetutamente associato, abbia simpatizzato e abbia partecipato attivamente alla deriva antisemita del partito». Nel dossier vengono riportate 70 testimonianze di membri del Partito laburista che accusano il leader «di avere sistematicamente insabbiato proteste e lamentele su comportamenti o dichiarazioni antisemite». Così gli elettori inglesi sono in fuga tanto che la deputata Lisa Nandy, ministro ombra laburista per l’energia ed il clima, ha dichiarato: «Gli elettori ci hanno detto che non siamo stati in grado di ascoltarli». Cosa decideranno di fare gli inglesi, se restare nell’Unione europea oppure no, lo vedremo tra poco e se le cose andranno bene o male, saranno solo affari loro. Ciò che davvero conta oggi è che l’inquilino del numero 10 di Downing Street non sarà un signore che si fece fotografare insieme ad un terrorista nell’atto di esporre una bandiera di Israele con al centro una svastica nazista, invece che la stella di Davide. Nonostante la sconfitta di Corbyn e acccoliti i cimiteri ebraici continueranno a essere profanati in tutta Europa, le scuole, gli asili ebraici e le sinagoghe continueranno ad essere protette dalla polizia e gli ebrei dovranno continuare a fare attenzione quando escono di casa con la kippah. Oggi oltre all’odio dei neonazisti, gli ebrei che vivono in Europa e che non pretendono menù speciali nelle scuole e negli asili, che non chiedono di edificare sinagoghe, che non fermano la gente per le strade per convertirli, che non mandano in giro le loro donne con il viso coperto e che non minacciano la sicurezza di altri cittadini, si devono guardare anche dagli estremisti islamici che li rincorrono per strada come all’epoca del Terzo Reich. Si devono guardare anche da molti politici di sinistra che, tradendo i valori originali, hanno dichiarato Israele come loro nemico. La sconfitta di Corbyn non fermerà tutto questo; tuttavia il primo ministro inglese non sarà un antisemita. Questa è una bellissima notizia che ci lascia il 2019.

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Stefano Piazza

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