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Informazione Corretta Rassegna Stampa
19.11.2019 Il nemico del mio nemico è pur sempre mio nemico
Analisi di Giovanni Quer

Testata: Informazione Corretta
Data: 19 novembre 2019
Pagina: 1
Autore: Giovanni Quer
Titolo: «Il nemico del mio nemico è pur sempre mio nemico»
Il nemico del mio nemico è pur sempre mio nemico
Analisi di Giovanni Quer

Risultati immagini per hamas rockets

Il recente scontro armato a Gaza ha visto Israele e Jihad Islamico Palestinese si è scatenato dopo l’eliminazione mirata del comandante delle Brigate al-Quds, Bahaa Abu al-Ata, inviso a molti, compreso Hamas, che è rimasto in disparte e salvo qualche proclamo anti-israeliano non ha partecipato alle ostilità. Alcuni vedono nella decisione di Hamas un cambiamento che lo avrebbe reso alleato di Israele. Di alleanza non si tratta, né di accordi a lungo termine, ma di meri interessi comuni che come dimostra il Medio Oriente di oggi dànno origine a momentanee intese che si dissolvono tanto rapidamente quanto sono venute in essere. Hamas è acronimo di Movimento di Resistenza Islamica e rimane nemico di Israele, la cui esistenza non è compatibile con la sua visione politico religiosa. La decisione di non intervenire al fianco di Jihad Islamico è stata dettata da puri calcoli politici: Hamas vuole mantenere il cessate il fuoco con Israele per potere avere soldi del Qatar e dar respiro a una popolazione che gli sta divenendo ostile. La necessità di mantenere il potere ha creato una situazione per cui nella scacchiera vicino orientale Israele Hamas ed Egitto si trovano, pur distanti, dallo stesso lato contro Jihad Islamico. L’ideologia di Hamas però non cambia, che unisce sia lotta armata contro Israele e opposizione alla normalizzazione. Ma che fare quando l’ideologia si scontra con la realtà? I primi a dover trovare una risposta alla domanda sono stati gli iraniani dopo la rivoluzione del 1979. La volontà di creare una repubblica islamica non si può ridurre all’imposizione del velo alle donne e al divieto di ascoltare musica occidentale. Governare richiede la capacità di prendere decisioni che hanno conseguenza su un’iterai popolazione, e Khomeini lo aveva capito bene: lui decise che l’interesse nazionale deve prevalere, cercando compromessi con l'ideologia. Hamas sembra adottare la stessa filosofia. Altre organizzazioni invece sono più estremiste e non distinguono tra ideologia e interesse nazionale, come il governo dei Talebani in Afghanistan.

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In alcuni casi la comunanza di interessi può creare un’opportunità di dialogo, seppur minimo, altre volte rimane solo come tale, cioè una situazione fortunata in cui due nemici si trovano a condividere uno stesso obiettivo, senza parlarsi e soprattutto senza cambiare le visioni politico-ideologiche. Ciò che è successo tra Israele e Hamas pertiene al secondo scenario. E non mancano le critiche dei più oltranzisti. Due articoli pubblicati sul sito di opinioni Raya al-Youm riassumono le posizioni contro Hamas. In un articolo firmato da Mais al-Qinawie e pubblicato il 14 novembre si critica Hamas per non aver dimostrato solidarietà alla resistenza islamica che da sempre ha combattuto al fianco di Hamas. Già dal titolo, “Hamas deve chiarire la propria posizione neutrale durante l’ultima battaglia a Gaza”, si nota non solo una delusione, ma una certo tono di rimprovero per non aver sostenuto Jihad Islamico in cerca di favori internazionali. Nello stesso sito, Muhammad al-Noubani spiega che la decisione di non partecipare allo scontro armato è stata dettata dalla volontà di risparmiare vite tra i civili di Gaza, visto che un peggioramento della situazione avrebbe comportato una massiccia risposta da parte di Israele. E però critica Hamas per l’accordo con il Qatar, che secondo l’autore avrebbe un doppio obiettivo: alleviare la situazione della popolazione perché non si aggravi la condizione di sicurezza e corrompere gli animi dei dirigenti di Hamas affinché temperino le loro politiche e posizioni. Queste idee sono condivise da due poli quasi opposti: gli islamisti e i laici oltranzisti. Due fazioni che sempre più occasioni condividono vari obiettivi, tra questi anche il disfacimento di Israele quale unico e primario interesse nazionale palestinese e arabo.

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Giovanni Quer (1983), direttore del Centro Kantor per lo studio dell'Ebraismo Europeo Contemporaneo e dell'antisemitismo, Università di Tel Aviv.

takinut@gmail.com

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