giovedi` 12 dicembre 2019
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Il negazionismo nel mondo arabo (Sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


Clicca qui





Hai già visitato il sito SILICON WADI?


Clicca qui






Informazione Corretta Rassegna Stampa
14.11.2019 Iran/Arabia Saudita: qualcosa sta cambiando?
Analisi di Antonio Donno

Testata: Informazione Corretta
Data: 14 novembre 2019
Pagina: 1
Autore: Antonio Donno
Titolo: «Iran/Arabia Saudita: qualcosa sta cambiando?»
Iran/Arabia Saudita: qualcosa sta cambiando?
Analisi di Antonio Donno

Risultati immagini per iran saudi arabia

╚ difficile al momento dire con certezza quali saranno gli sviluppi dell’avvicinamento – o definito tale da alcuni giornali – tra l’Iran e l’Arabia Saudita, secondo alcune fonti giornalistiche sollecitato a bin Salman dallo stesso Trump e da Mike Pompeo, Segretario di Stato. NÚ, tantomeno, se questo dovesse avvenire, Ŕ altrettanto difficile dire se ne sarebbe compromessa quella sorta di coalizione tra Stati Uniti, Arabia Saudita e Israele messa in piedi in funzione anti-iraniana. Una cosa, per˛, Ŕ certa: l’Iran ha bisogno di rompere il suo isolamento all’interno del mondo mediorientale, isolamento derivato dall’eccessiva invadenza che le milizie filo-iraniane, con la minaccia continua che essi rappresentano, producono alla sempre pericolante situazione della regione. D’altro canto, per Teheran Ŕ altrettanto importante tentare di operare una frattura all’interno della coalizione guidata dagli Stati Uniti. Nello stesso tempo, si parla di un possibile incontro tra Trump e Rouhani. Cerchiamo di leggere contestualmente tutte queste notizie, che rappresentano soltanto ipotesi. Si Ŕ giÓ detto dell’isolamento dell’Iran nel contesto regionale, acuito dalle pesanti sanzioni imposte dagli Stati Uniti che stanno creando un crescente malumore nella popolazione iraniana. Il riavvicinamento tra Teheran e Riad avrebbe un duplice scopo: per il regime iraniano, l’eventuale assicurazione alla monarchia saudita che nessuna minaccia le verrÓ in futuro dal regime degli ayatollah potrebbe indurre Trump a attenuare il peso delle sanzioni al momento del ventilato incontro Trump-Rouhani; d’altro canto, per il regime saudita, oltre alla sicurezza garantita dall’eventuale accordo con gli iraniani, deriverebbe una possibilitÓ di riallacciare i contatti con gli altri paesi della penisola arabica, con alcuni dei quali, fino ad oggi, i rapporti sono stati tesi proprio a causa delle diverse vedute sul ruolo dell’Iran nel Medio Oriente.

Immagine correlata
Hassan Rouhani, Mohammed bin Salman

áSe il passo di bin Salman dovesse avere successo, la coalizione anti-iraniana si scioglierebbe? La risposta Ŕ duplice. Se Ŕ stato lo stesso Trump a sollecitare bin Salman a fare un passo verso Teheran, la colazione non dovrebbe venir meno. A meno che nell’accordo Iran-Arabia Saudita, Teheran non pretenda lo sganciamento di Riad dalla colazione con Washington e Gerusalemme. Ma, data la situazione attuale dell’Iran, ci˛ Ŕ improbabile. La questione di Israele avrebbe, a questo punto, un rilievo diverso. Se la coalizione, per le ragioni esposte, dovesse confermarsi, anche dopo l’accordo Rouhani-bin Salman, la sicurezza di Israele dovrebbe essere garantita. Viceversa, la posizione di Israele si complicherebbe. Tutte queste considerazioni portano ad un’unica conclusione: quale sarÓ l’atteggiamento di Trump? L’attuale situazione interna americana, con la questione dell’impeachment e le elezioni presidenziali che impongono un impegno sempre crescente, possono indurre Trump a concentrare l’attenzione alla propria rielezione; a meno che l’eventuale incontro con Rouhani non abbia un valore legato proprio agli esiti delle elezioni presidenziali del prossimo anno. In questo caso, Trump tenderebbe a creare un clima di maggiore distensione nella regione, e soprattutto con il suo principale nemico in quell’area, al fine di conquistarsi le simpatie di quell’elettorato americano incline a considerare l’impegno americano a livello internazionale maggiormente volto alla collaborazione. Un’ipotesi, quest’ultima, per la veritÓ la meno probabile da verificarsi. I giornali e molti politici israeliani temono sulle sorti della coalizione anti-iraniana che finora ha svolto un ruolo decisivo nella regione in funzione anti-iraniana. Non sono timori infondati, anche se tutte le ipotesi avanzate sugli esiti degli incontri ipotizzati devono passare al vaglio della realtÓ. E, anche in questo caso, dovranno essere considerati gli eventuali nuovi aspetti di questa realtÓ.

Immagine correlata
Antonio Donno

takinut@gmail.com

Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT