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Informazione Corretta Rassegna Stampa
10.08.2019 L’assassinio di Dvir Yehudah Sorek: le reazioni del mondo arabo
Analisi dei media arabi di Giovanni Quer

Testata: Informazione Corretta
Data: 10 agosto 2019
Pagina: 1
Autore: Giovanni Quer
Titolo: «L’assassinio di Dvir Yehudah Sorek: le reazioni del mondo arabo»

L’assassinio di Dvir Yehudah Sorek: le reazioni del mondo arabo
Analisi dei media arabi di Giovanni Quer

Informazione Corretta ci complimenta con Giovanni Quer per la sua nomina a direttore del Centro Kantor sull'antisemitismo contemporaneo, presieduto dalla prof. Dina Porat, alla Università di Tel Aviv

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Da sin. Moshe Kantor, Dina Porat presidente del Centro Kantor
sull'antisemitismo contemporaneo, Un.di Tel Aviv

Ecco l'analisi del mondo arabo di Giovanni Quer in esclusiva su "IC"

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 Fino a mezzogiorno di ieri non è stato pubblicato il nome del ragazzo assassinato ad Ofra, nell’area di Gush Etzion. Dalle interviste di politici e conoscenti si poteva capire che la famiglia è molto conosciuta, in particolare tra la popolazione religiosa. Il padre Yoav è scrittore e pubblicista, con idee e considerazioni innovative sulla legge religiosa (halakha) e il mondo moderno - non sempre accettate dall’establishment rabbinico. Tra le varie commoventi descrizioni di Dvir e le interviste alla famiglia, vi sono anche le prime considerazioni sull’accaduto. Inizialmente si è pensato a un tentativo di rapimento fallito, ma dalle prime investigazioni non risultano segni di lotta, quindi si pensa che Dvir sia stato accoltellato addirittura alle spalle. I libri che aveva comprato a Gerusalemme come regali ai suoi insegnanti sono stati trovati vicini al corpo, il che farebbe pensare appunto che non ci sia stata colluttazione.

Attentato pianificato o azione di lupi solitari? Le principali organizzazioni terroristiche non hanno rivendicato l’assassinio. Hamas ha pubblicato sul proprio sito un pezzo di elogio dell’attentato e in particolare “gli eroici esecutori dell’operazione in cui è stato ucciso un soldato israeliano”, cioè Dvir che ancora doveva arruolarsi, descritto come “studente di un’accademia militare da cui escono estremisti portatori di dottrine talmudiche e bibliche volte all’assassinio dei figli del nostro popolo e alla confisca delle sue terre”.
Nelle reti sociali sia Hamas sia Jihad Islamico invitano la popolazione ad aiutare i perpetratori dell’attentato, nascondendoli e cancellando le registrazioni di eventuali telecamere nelle zone circostanti l’area dove è stato assassinato Dvir.

I media dell’Autorità Palestinese si limitano a dare la notizia del ritrovamento del corpo senza vita di un soldato israeliano. La TV di Hezbollah al Manar annuncia invece che “un soldato israeliano è stato rapito e poi accoltellato nell’area di Gush Etzion”.
Il giornale libanese Akhbar, per certi versi liberale e per altri vicino a Hezbollah e Hamas, pubblica un’analisi che parla del ritrovamento del corpo di un soldato israeliano con segni di accoltellamenti, concentrandosi però sulle presunte reazioni dei politici israeliani che vorrebbero sfruttare l’assassinio a fini politici.
Lo stesso articolo cita Hamas, secondo cui l’assassinio prova la forza della “resistenza”.
Altre testate di gruppi islamisti si limitano a dare la notizia, alle volte insinuando che Israele ha immediatamente pensato che l'assassino fosse palestinese senza vagliare altre ipotesi. In un altro pezzo pubblicato sul sito di Hamas, l’organizzazione terroristica si pregia di aver aumentato gli attentati in Giudea e Samaria, in particolare attivando giovani palestinesi della Cisgiordania per il lancio di pietre ai soldati. L’articolo parla di 256 attentati da inizio luglio.
La cifra è interessante perché molto vicina a quella che lo Shabak (i servizi di sicurezza israeliani) ha di recente pubblicato, cioè i 300 attentati sventati da inizio anno. 300 attentati pianificati o in procinto di esser portati a termine, la maggior parte dei quali organizzati da Hamas in Giudea e Samaria - compreso il grande attentato sventato lo scorso mercoledì e pianificato da operativi di Hamas a Hebron, dove stavano per trasportare dell’esplosivo a Gerusalemme. Secondo Ron Ben Ishai, commentatore di YNet, Hamas starebbe sperando in una nuova intifada, da concentrare in Giudea e Samaria, per mettere fine al potere di Fatah e per ricostituire l’onore scalfito dalle operazioni dell’intelligence israeliana che hanno sventato centinaia di attentati.

Che sia stato pianificato o sia un’operazione di lupi solitari, l’assassinio di Dvir Sorek può rapidamente portare a un’escalation. Domenica è 9 B’Av, il giorno del calendario ebraico in cui si commemora le distruzioni del Tempio, mentre nella stessa data cade anche la celebrazione della festività islamica di Eid al-Adha, la Festa del Sacrificio (di Isacco). Per evitare tensioni nella celebrazione delle due festività, Israele ha imposto misure di sicurezza. I musulmani sono stati invitati dai leader religiosi a pregare in massa sul Monte del Tempio (Spianata delle Moschee per i musulmani), per evitare eventuali tentativi di visita da parte di ebrei. I
l Monte del Tempio, e in particolare durante le festività, sono come una polveriera: una qualsiasi mossa, mal interpretata, può portare a scontri e violenze.
Le chiamate di Hamas e Jihad Islamico alle armi per difendere al-Quds (Gerusalemme in arabo) confermano la direzione verso cui sta soffiando il vento. 

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Giovanni Quer


takinut@gmail.com

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