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Informazione Corretta Rassegna Stampa
21.02.2019 Antisemitismo/antisionismo: Radio Rai 3 supera ogni limite, va portata in tribunale
Commento di Deborah Fait

Testata: Informazione Corretta
Data: 21 febbraio 2019
Pagina: 1
Autore: Deborah Fait
Titolo: «Antisemitismo/antisionismo: Radio Rai 3 supera ogni limite»

Antisemitismo/antisionismo: Radio Rai 3 supera ogni limite
Commento di Deborah Fait

La Rai è un'azienda statale finanziata con i contributi di tutti i cittadini italiani. Non può quindi giungere a diffondere menzogne antisemite nello stile di Goebbels. Goebbels, ministro della propaganda nazista, diceva di mentire mille volte, in modo da trasformare la menzogna in una verità. E' questo il modello della Rai nella trasmissione 'Prima Pagina' commentata da Deborah Fait.
E' per questo - la diffusione di odio antisemita e contro Israele, che è poi la stessa cosa - è necessaria una denuncia in sede civile alla Rai. Le chiacchiere non servono, è tempo di agire. Portare la RAI in tribunale in una causa civile che ne richieda la condanna a un forte risarcimento, che verrà devoluto a una istituzione umanitaria in Israele.
[IC redazione]

Ecco il commento di Deborah Fait:

Radio Rai 3, Prima Pagina, trasmissione del 18 febbraio
Ore 7,45-8,45, conduttrice Sara Menafra. Filo diretto con gli ascoltatori.

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La trasmissione, dopo la rassegna stampa, prevede uno scambio di idee con i radioascoltatori quindi, non appena Sara Menafra da il via alle voci esterne, ecco intervenire una signora che, con voce suadente, melliflua e calma assoluta, incomincia a sparare a raffica una serie di cose ignobili contro Israele prendendo come spunto l'aggressione a Alain Finkielkraut, chiamando il filosofo francese "vecchio signore", senza farne il nome, quasi fosse uno sconosciuto pensionato che passava casualmente dalle parti dei gilet gialli. La signora si presenta: "Mi chiamo Vera Pegna"…. e qui, se avessi avuto dei calmanti avrei dovuto prenderli all'istante per evitare travasi di bile: Vera Pegna, perbacco, attivista filopalestinese della quale avevo già avuto modo di scrivere, ammiratrice della cultura araba, odiatrice di Israele. Dopo aver detto il suo nome, la signora ha ammesso di essere di famiglia ebraica ma di non sentirsi ebrea perché appartenente ad "altra cultura", poi ha dato inizio alla sua lezione personale di odio antisemita. Le sue parole: " voglio intervenire sui fatti di Parigi dove a un vecchio signore qualcuno ha gridato "sporco ebreo, sporco sionista, viva la Palestina". Naturalmente la signora Pegna deplora che a un "vecchio signore" siano state rivolte simili offese ma, tutto sommato, queste persone difendevano la Palestina, insomma "non erano antisemiti".

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Sara Menafra, corresponsabile con la testata Rai

"Vorrei dare una chiave di lettura diversa, Il sionismo è una cosa brutta -continua la Pegna-, Israele ha occupato tutta la Palestina storica, pratica l'apartheid quindi si può dire sporco sionista, anche dire sporco ebreo va bene proprio perché Israele si arroga il diritto di rappresentare tutti gli ebrei del mondo, ha anche varato una legge razzista che mette chi non è ebreo in secondo piano. Quindi gli ebrei non israeliani devono condannare Israele e le sue atrocità. Gli ebrei del mondo devono dire "Israele non è il nostro paese". L'antisemitismo esiste perché gli ebrei non condannano le atrocità commesse da Israele". Naturalmente a questo sudiciume immorale ha replicato, con serenità indecente, Sara Menafra dando ragione alla Pegna sul "vecchio signore" e le offese di cui è stato oggetto. Nemmeno la giornalista ha avuto l'educazione né la professionalità di dare un'identità e un nome al filosofo Finkielkraut. Poi, un po' balbettando, ha confermato le parole indegne della Pegna dicendo " Io le do ragione, l'episodio è stato amplificato ma riguardava solo l'antisionismo.

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Vera Pegna, fanatica odiatrice di Israele

Chi è fuori da Israele dovrebbe prenderne più nettamente le distanze". Eccolo dunque il velenoso mantra di casa nostra che va a completare quello della Francia dove ormai incombe la paura: aggressioni a ebrei, croci uncinate sulle immagini di Simone Veil, cimiteri profanati, tombe prese a martellate. L'Italia ha conduttori televisivi che definiscono la Giornata della Memoria, "Giorno della cicoria", lo disse il blogger Sebastiano Caputo nel 2013, oggi è diventato conduttore a Rai 2. Abbiamo un Vittorio Feltri che sbraita " Bevetelo sto champagne, così sareste un po’ più allegri e non mi rompereste i coglioni con la Shoah. E Madonna, sono decenni che rompono i coglioni con la Shoah, ma basta. Per l’amor di Dio. Non se ne può più”. Abbiamo i grillini che vanno a trovare i gilet gialli a Parigi, condividendone la lotta e l'estremismo ideologico. Abbiamo il web che pullula letteralmente di odio antisemita dove chi scrive per Israele viene insultato, minacciato, bloccato sui social. La Stella di Davide viene trasformata in svastica, gli ebrei ammazzati non fanno notizia e ricordiamo che in Francia le vittime ebree per mano di musulmani sono innumerevoli, da Tolosa, Nizza a Parigi. Gli ebrei ormai si sentono stranieri in Europa, stranieri e rifiutati, non esiste manifestazione che non li veda attaccati se non con i fatti, con le parole, le minacce, le maledizioni. Juden scritto sulle vetrine, Israele considerato come portatore di ogni male, gli ebrei considerati pericolosi, stranieri in Europa, cacciati dall'Europa marcia. Il marciume si sente,si tocca con mano, la puzza si sente, ogni confine di moralità è stato calpestato e superato, peggio di così non potrebbe andare, prima o poi arriverà qualcuno a riaprire i cancelli di Auschwitz e a rimettere in funzione i crematori. Ma questa volta dovrà vedersela con Israele.

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Deborah Fait
"Gerusalemme, capitale unica e indivisibile dello Stato di Israele"


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