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Informazione Corretta Rassegna Stampa
31.12.2018 Nikki Haley e Brigitte Gabriel: Commento di Daniele Scalise
IC7 Dal 23 al 29 dicembre 2018

Testata: Informazione Corretta
Data: 31 dicembre 2018
Pagina: 1
Autore: Daniele Scalise
Titolo: «Nikki Haley e Brigitte Gabriel:IC7 Dal 23 al 29 dicembre 2018»

Nikki Haley e Brigitte Gabriel
IC7 -  Dal 23 al 29 dicembre 2018
Il commento di Daniele Scalise

Risultati immagini per Nikki HaleyRisultati immagini per Brigitte Gabriel
Nikki Haley                                               Brigitte Gabriel

In questo ultimo scorcio di anno vorrei parlare di due persone che – e non solo da adesso – mi hanno colpito per l’energia, l’intelligenza e la capacità di esprimere in modo compiuto e inequivoco quelli che ritengo essere dei punti cardine del dibattito sulla conflittualità contemporanea, sul terrorismo islamico e sul ruolo di Israele. Pur se non mi interessa almanaccare sulla casualità o meno del genere sessuale a cui appartengono, si tratta di due donne che condensano un pensiero politico e civile alto:
Nikki Haley e Brigitte Gabriel. E’ inutile che riassuma le rispettive biografie e la loro attività politica e civile, certo come sono che tutti coloro che ci stanno leggendo e che seguono Informazione Corretta ne sanno più di me. Quel che desidero è ringraziare queste due signore che restituiscono al discorso politico una dignità smarrita. Tra i tanti interventi, due mi paiono concentrare in modo cristallino le idee e lo stile. Partiamo da quello più lontano che risale al 2014 e che ha come protagonista la giornalista e scrittrice libanese naturalizzata statunitense Brigitte Gabriel. In un incontro pubblico Gabriel replica a Saba Ahed, studentessa islamica di legge che con aria mite da santarellina piagnucolava e rivendicava l’esistenza di un islam moderato (https://www.facebook.com/LeiIslamicaEmAcao/videos/como-responder-a-ativista-pró-jihad/1066033986756299/) .
Brigitte Gabriel, con toni fermi e ritmo incantevole, impartisce una lezione alla signorina ricordandole che nemmeno tutti i cittadini tedeschi si consideravano nazisti, che nemmeno tutti i russi e i cinesi professavano fede comunista, che nemmeno tutti i giapponesi furono diretti responsabili dei massacri compiuti nel sud est asiatico durante la Seconda Guerra Mondiale. C’era (io aggiungerei, probabilmente) una maggioranza pacifista che però – dice e ripete Gabriel - è stata sempre e del tutto irrilevante. Come la cosiddetta maggioranza pacifista islamica si dimostra ininfluente rispetto a quella percentuale (tutt’altro che modesta e oscillante tra i 180 e i 300 milioni di persone) che mira alla esplicita distruzione della civiltà occidentale. Brigitte Gabriel conclude: “è ora di prendere il politicamente corretto e di buttarlo nell’immondizia a cui appartiene”. Della rappresentante repubblicana, che non può certo essere considerata un animaletto addomesticato da Trump (“se non sono d’accordo con lui non chiamo la stampa ma alzo il telefono e glielo dico”), mi piace ricordare il discorso di commiato dalle Nazioni Unite (esce domani su IC con i sottotitoli in italiano )

La limpidità e la serietà dell’analisi, la capacità di entrare subito nel merito senza compiacimenti retorici, senza timidezze ma anche priva di arroganza sono elementi incandescenti che dovrebbero far provare imbarazzo e vergogna ai signori del Palazzo di Vetro. Cosa hanno in comune queste due signore pur nelle differenze? Entrambe riescono a pronunciare la verità (qualsiasi cosa questo termine significhi) in modo netto, senza ricorrere agli espedienti abusati dell’invettiva o del sermone ma senza retrocedere di un passo. Dicono – ci dicono – che la verità possiede una sua intrinseca chiarezza e che per svelarla non occorrono né acrobazie linguistiche, né un vocabolario seducente, né testate nucleari: basta riconoscerla e affermarla. Succede così che entrambe abbiano la capacità di ipnotizzare chi le ascolta e permettano di nutrire la dissanguata speranza in una politica dignitosa. Oggi siamo invece costretti ad accontentarci di figure provvisorie pensando al meno peggio, sconsolati dal discorso politico ridotto a una sceneggiatura patetica se non barbara. Se anche noi riuscissimo a mettere insieme, conservare e arricchire le preziose democrazie che abbiamo la fortuna di abitare, forse faremmo qualcosa di più utile che amareggiarci e magari passare il tempo a litigare. Buon 2019, care amiche e cari amici. Perché sia buono davvero, non dimentichiamolo, dipende da ognuno di noi.


Daniele Scalise


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