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Informazione Corretta Rassegna Stampa
09.07.2018 Incongruenze e bugie
Commento di Deborah Fait

Testata: Informazione Corretta
Data: 09 luglio 2018
Pagina: 1
Autore: Deborah Fait
Titolo: «Incongruenze e bugie»

Incongruenze e bugie
Commento di Deborah Fait

A destra: la Farnesina, che ha aperto due uffici consolari a Gerusalemme

Mi farebbe piacere sapere in quale capitale del mondo esistano due sedi consolari di una stessa nazione. Che io sappia a Roma, a Parigi, a Washington, a Pechino, ogni Paese straniero è rappresentato da un'unica ambasciata o consolato. Non a Gerusalemme! Signori miei, in Israele, per volere dell'occidente, dell'ONU o di quello che vi pare, tutto è diverso, tutto è più complicato, tutto è strano. Talmente strano che nella Capitale di Israele l'Italia ha due sedi consolari con un console generale. Una sede, chiamata sede ovest, si trova in una zona residenziale, Katamon, e la seconda, definita sede est, a Sheikh Jarrah, quartiere arabo. Questa situazione ambigua va avanti dal 1967 per rispettare, dicono, lo status quo. L'Italia non riconosce in Gerusalemme la capitale di Israele quindi agevola i palestinisti con una bella sede in zona araba dove, quando uno entra, viene accolto da ritratti di Arafat, Abu Mazen e può leggere decine di volantini sulla "Palestina" e contro lo stato ebraico.

Immagine correlata
Uno dei due uffici consolari italiani a Gerusalemme, Katamon

Il sito web del consolato scrive tra l'altro: "Il Consolato dispone anche di una sede distaccata nel quartiere Sheikh Jarrah (ad est), in un’area dove sono presenti la maggior parte dei Consolati stranieri a Gerusalemme". Questo significa che tutti i paesi del mondo che non riconoscono la Capitale, e sono tanti, quasi tutti purtroppo, hanno le loro sedi consolari nel quartiere arabo, non per caso ma perchè aspettano che Gerusalemme venga divisa e la parte araba diventi capitale di una futura Palestina. Un'indecenza bella e buona, un'offesa a Israele e al suo diritto di scegliere la capitale che vuole, come ogni Paese del mondo. Purtroppo sappiamo che tutto ciò che è normale per altri diventa impossibile per Israele e Gerusalemme che è stata Capitale fisica e politica del Regno di Israele per 1000 anni e Capitale spirituale del Popolo ebraico per 2000 anni, oggi viene offesa e deve lottare per la propria dignità e per essere riconosciuta quale sede logica e naturale del Governo di Israele, quindi Capitale dello Stato, unica e indivisibile!


Fabio Sokolowicz

Il Console generale italiano, Fabio Sokolowicz, che probabilmente salta a mo' di cavalletta, da una sede all'altra, è assurto all'onore delle cronache per essere andato alla "Scuola delle gomme" del villaggio beduino Khan al Ashmar che dovrebbe essere demolito non appena l'Alta Corte di Giustizia israeliana darà il consenso. Su questo "villaggio" che in realtà è una tendopoli illegale che ospita 52 famiglie, ho letto di tutto sui media e sul web, da pulizia etnica a genocidio. Ogni nauseabonda bugia va bene quando si tratta di Israele! Vediamo invece come stanno le cose. Quella piccola comunità beduina sarà trasferita in vere case nel villaggio arabo-israeliano di Abu Dis, vicino a Gerusalemme e la scuola sarà trasferita con loro. Il Console generale ha fatto il solito pistolotto di solidarietà ma non si capisce per quale motivo. Perchè bisogna dare solidarietà a della gente che andrà a star meglio? Dalle loro tende nere e mezze strappate dal vento andranno a vivere in vere case con tutti i servizi, in mezzo a una comunità che parla la loro stessa lingua. Qualcuno mi spiega cosa c'è di male in questo e perchè il Console italiano è andato a solidarizzare insieme alle ong che vogliono solo delegittimare lo stato ebraico? La scuola è stata costruita dalla ONG Vento di Terra e già questo è un sopruso contro la sovranità dello Stato. Le costruiscano in Italia le scuole al posto di quelle che hanno i soffitti che cadono in testa agli studenti.

In Israele le scuole le costruisce Israele e i beduini ne usufruiscono come ogni cittadino del paese. Il mondo si è evoluto, è finita l'epoca delle tende, del nomadismo, delle baracche di lamiera e i beduini si devono abituare a vivere come tutti in uno stato moderno. La verità è che, all'inizio del progetto, quelle 52 famiglie erano disposte a trasferirsi di qualche chilometro fino a Abu Dis e a migliorare il loro stile di vita, poi sono arrivate le ong dei cooperanti, tutti anti-israeliani e filopalestinesi, insieme ai gruppi di estrema sinistra israeliani, e li hanno convinti a ribellarsi. In ogni paese del mondo le costruzioni illegali vengono demolite, ricordo che anni fa interi quartieri del litorale laziale vennero evacuati e distrutti. Un po' di proteste e tutti finì lì. Se lo fa Israele allora tutto il mondo si solleva e i soliti inutili idioti si mettono a sbraitare di pulizia etnica. Quei beduini restano in Israele, non andranno altrove quindi di che pulizia etnica parlano? Che stupidaggini dicono? In Israele i beduini sono una minoranza protetta come tutte le altre, rispettata e scolarizzata tanto che è l'unico Paese dove anche le ragazze vanno a scuola e arrivano fino all'università, cosa tutt'altro che scontata poichè si tratta di una società patriarcale dove le donne sono spesso ancora soggette alla volontà del capo famiglia. A questo punto sarebbe interessante sapere quale sarà la posizione dell'Italia nei confronti di Israele e delle ong antisemite che mirano alla sua distruzione. La Farnesina saprà scegliere la democrazia oppure opterà per chi vuole creare al suo posto un'ennesima dittatura islamica?


Deborah Fait
"Gerusalemme, capitale di Israele, unica e indivisibile"


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