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Informazione Corretta Rassegna Stampa
11.03.2018 L’antisemitismo cristiano alle origini degli Usa
Analisi di Giuliana Iurlano

Testata: Informazione Corretta
Data: 11 marzo 2018
Pagina: 1
Autore: Giuliana Iurlano
Titolo: «L’antisemitismo cristiano alle origini degli Usa»

L’antisemitismo cristiano alle origini degli Usa
Analisi di Giuliana Iurlano

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Gli Stati Uniti nascono come un paese cristiano. Le varie Chiese protestanti, e in subordine i cattolici, rappresentarono, fin dall’inizio, il cuore religioso dell’America durante il periodo coloniale e dopo l’indipendenza. Nonostante la libertà religiosa fosse assicurata dall’immensa vastità del continente e gruppi di ebrei fossero presenti sulle coste atlantiche fin dai primi anni della colonizzazione, l’antisemitismo di importazione non fu assente nelle colonie, per quanto in una forma non paragonabile a quella presente nel Vecchio Continente. Tuttavia, durante tutto l’Ottocento, numerosi predicatori protestanti esaltarono l’idea – già radicata nelle colonie puritane – che l’America fosse un paese cristiano, la “Terra Promessa”, la “Nuova e Vera Israele”, utilizzando parole tipiche della cultura ebraica e così operando una vera e propria sostituzione. Ma questa sostituzione poteva attecchire soltanto attraverso la demonizzazione degli ebrei.
Uno dei più influenti pedagoghi dell’Ottocento americano fu William H. McGuffey, il quale pubblicò nel 1836 ben sei volumi di cultura generale, i “McGuffey’s Readers”, di cui furono vendute ben centocinquanta milioni di copie e che rappresentarono per molti anni i testi-base dell’alfabetizzazione e acculturazione di milioni di giovani americani. McGuffey occupò posti di rilievo nelle Università americane e fu sempre circondato da una grande considerazione anche dopo la sua morte, perché fu colui che creò un vero sistema scolastico negli Stati Uniti. Era un presbiteriano fortemente impegnato nel sistema sociale americano, come molti altri pedagoghi di vario livello che si sparsero nelle aree più remote degli Stati Uniti.
In una conferenza McGuffey così affermò: “Il Cristianesimo è la religione del nostro paese”: occorreva difenderla dall’ateismo moderno. Ma anche dall’ebraismo, colpevole di non aver riconosciuto Gesù Cristo, il vero Dio. Gli ebrei erano i “Christ killers” e per questo motivo incarnavano le peggiori attitudini degli uomini: astuzia, avidità, disonestà, egoismo, crudeltà, vizio. Per non aver riconosciuto il Cristo, gli ebrei erano perseguitati dalla vendetta di Dio. Nei testi di McGuffey un ruolo centrale per dimostrare la bassezza degli ebrei era svolto da Shylock e per questo motivo il “Mercante di Venezia” di Shakespeare ebbe una grande diffusione in America.
Tra i vari riferimenti antisemitici contenuti nei “McGuffey’s Readers”, spicca la citazione di un passaggio di un discorso del prete William Wirth a proposito degli sguardi degli ebrei dinanzi a Gesù crocefisso: “Abbiamo visto le vere facce degli ebrei: le sbalordite, orribili distorsioni del rancore e della collera”. Di conseguenza, l’insegnamento che ne derivava era che il cristianesimo aveva sostituito l’ebraismo in quanto la vera religione e che l’America dovesse essere il paese cristiano per antonomasia. Gli ebrei avrebbero potuto rappresentare l’elemento negativo in questo processo.

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McGuffey, come tanti altri come lui impegnati nella diffusione del cristianesimo e nell’educazione cristiana dei giovani americani, ebbe un’influenza decisiva nell’antisemitismo del magnate dell’automobile Henry Ford, il quale pubblicò per diversi anni il “Dearborn Independent”, un giornale fortemente antisemita, in cui, tra le varie accuse, si sostenne che la prima guerra mondiale fosse stata opera degli ebrei. Il giornale dette ampio spazio ai “Protocolli dei Savi Anziani di Sion” e a molte altre pubblicazioni antisemite dei secoli precedenti.
Tuttavia, nonostante la predicazione contro gli ebrei, l’antisemitismo in America non ebbe una diffusione neppure lontanamente accostabile a quello radicato in Europa da secoli di persecuzioni contro il popolo ebraico. E, anzi, contemporaneamente alla predicazione antisemitica, si sviluppò un atteggiamento favorevole agli ebrei in altre confessioni protestanti, accentuando negli Stati Uniti quella libertà di espressione e di culto impensabili in Europa.


Giuliana Iurlano è Professore aggregato di Storia delle Relazioni Internazionali presso l'Università del Salento. Collabora a Informazione Corretta


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