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Informazione Corretta Rassegna Stampa
04.12.2017 IC7 - Il commento di Davide Romano: Antisemitismo arabo
Dal 26 novembre al 2 dicembre 2017

Testata: Informazione Corretta
Data: 04 dicembre 2017
Pagina: 1
Autore: Davide Romano
Titolo: «IC7 - Il commento di Davide Romano: Antisemitismo arabo»

IC7 - Il commento di Davide Romano
Dal 26 novembre al 2 dicembre 2017

Antisemitismo arabo

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Una vignetta antisemita diffusa nel mondo arabo

“Odiare lo Stato di Israele non vuole dire essere antisemiti”. Inoltre, “essendo di lingua semita come gli ebrei, gli arabi non possono essere antisemiti”. Bene, ho deciso di prendere per buoni questi due assiomi. Dunque lasciamo perdere l’antisemitismo e parliamo solo ed esclusivamente di “antisionismo”. Come se l’antisemitismo arabo non esistesse. Nel 1948 l’antisionismo ha fatto sì che un’alleanza tra Libano, Siria, Irak, Egitto e Transgiordania cercasse di distruggere Israele e gettare gli ebrei a mare.

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L’antisionismo ha scatenato poi altre guerre volte a distruggere l’unica nazione democratica in Medio Oriente: nel 1967 e poi nel 1973. L’antisionismo insomma, ha causato tre guerre (per no parlare di quella con Hezbollah nel 2006). Non sarà antisemitismo, ma forse sarebbe il caso – soprattutto per chi si dice pacifista - di fermarsi ad analizzare il fenomeno antisionista, visto il potenziale di morte e distruzione. Ma andiamo avanti. Alle olimpiadi del 1972 un gruppo di terroristi palestinesi antisionisti entra nel villaggio olimpico e sequestra 11 atleti israeliani che subiscono torture e sevizie (uno di loro fu evirato) per poi essere uccisi. Anche l’introduzione del terrorismo all’interno del mondo sportivo è un lascito dell’antisionismo. Nel 1982 poi, un commando di terroristi palestinesi antisionisti fece fuoco davanti alla sinagoga di Roma mentre ebrei italiani uscivano dalle funzioni religiose. Il bilancio fu di 37 feriti e un morto. Quest’ultimo era un bimbo di 2 anni, chiamato Stefano Gay Taché. Nel 1985 poi, un gruppo di palestinesi antisionisti sequestrò la nave Achille Lauro e uccise un disabile ebreo statunitense gettandolo poi in mare.

Nel 1994 un furgone pieno di tritolo fu fatto esplodere sotto al palazzo di un centro ebraico a Buenos Aires causando 85 morti e 200 feriti. Anche in questi ultimi tre casi, l’uccisione di ebrei non può naturalmente mai (seguendo gli assiomi di cui sopra) essere imputata all’antisemitismo. Quindi va catalogata esclusivamente nella categoria dell’antisionismo. A questo punto però, possiamo dirlo? L’antisionismo non ne esce molto bene, visto che uccide decine di ebrei occidentali a sangue freddo. Tutt’altro che un fenomeno trascurabile, per essere “solo” antisionismo. Dunque anche la cacciata di 800 mila ebrei dal mondo arabo-islamico (dove vivevano da secoli, spesso prima dei musulmani stessi) nel corso del ‘900 è frutto dell’antisionismo e non dell’antisemitismo. Poi ci sono le 1333 vittime degli attentati antisionisti in Israele (dal 2000 a oggi) che hanno spesso colpito civili per le strade, in casa o nelle scuole. Per non parlare delle migliaia di vittime israeliane antecedenti al 2000. Anche questo è antisionismo. E infine, per passare all’oggi, inutile nascondersi dietro a un dito: anche nella popolazione islamica che vive in Europa ci sono dei problemi con gli ebrei. Dalla Francia al Belgio, passando per la Gran Bretagna, gli ebrei vengono offesi e aggrediti per strada e in casa. Quando non vengono uccisi come per esempio negli attentati di Tolosa e di Parigi. Non credo sia un caso che gli autori di queste aggressioni siano quasi sempre arabo-musulmani. Ricerche sui fedeli dell’islam in Italia lo scorso gennaio hanno rivelato che tra la popolazione musulmana l’antisemitismo si attesta tra il 60% e l’80%. Scusate, anche in questo caso devo correggermi (ho la testa proprio dura!): non si tratta di antisemitismo ma di antisionismo (l’ha detto pure Sumaya Abdel Qader in televisione, nel gennaio di quest’anno).

Così come è antisionismo il motivo per cui gli ebrei francesi e belgi devono ritirare i loro figli dalle scuole pubbliche perché vengono picchiati da ragazzi di origine araba. Ricapitolando: se l’antisionismo prevede guerre e terrorismo contro gli israeliani (siano essi militari, anziani, donne, bambini e atleti) ovunque nel mondo, se l’antisionismo prevede l’importazione del terrorismo all’interno degli eventi sportivi, se l’antisionismo prevede la cacciata degli ebrei dai propri Paesi o la loro uccisione nelle americhe come in Europa…..beh, sarà pure vero che non è antisemitismo, secondo gli assiomi iniziali. Ma la sostanza è che comunque non lascia scampo agli ebrei, ovunque essi siano. Dunque va bene, non chiamiamolo antisemitismo. Ma a giudicare dagli ultimi 70 anni l’antisionismo deve fare molto più orrore dell’antisemitismo, almeno a giudicare da quante guerre, sangue e sofferenze ha già prodotto.


Davide Romano
Assessore alla cultura della Comunità ebraica di Milano, conduttore televisivo, scrittore, collabora con La Repubblica - Milano


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