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Informazione Corretta Rassegna Stampa
14.11.2017 Le fake news e la propaganda dei giornali
Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

Testata: Informazione Corretta
Data: 14 novembre 2017
Pagina: 1
Autore: Ugo Volli
Titolo: «Le fake news e la propaganda dei giornali»

Le fake news e la propaganda dei giornali
Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

Cari amici,

continuo a sentire da politici, intellettuali e media alti lai sulle “fake news” e la “post-verità”, naturalmente colpa di internet e di chi si oppone all’ideologia europea degli immigranti, delle tasse e della centralizzazione burocratica. I giornali no, sono innocenti, anzi le vittime. Io sostengo quotidianamente il contrario e vi ho mostrato letteralmente centinaia di volte la tendenziosità e la censura dei media su Israele e Medio Oriente.

Oggi voglio fare un piccolo test su un tema appena uscito dall’attualità: secondo voi (che naturalmente vi siete informati dai giornali e dalla TV), nelle elezioni regionali siciliane chi ha vinto e chi ha perso? Scommetto che la risposta è che hanno vinto la destra e i 5 stelle e che ha perso il PD, con una discreta affermazione delle forze alla sua sinistra. Il vero vincitore però è stato l’astensione, che ha dilagato. E’ quel che ci hanno ripetuto i titoli di prima pagina per una settimana. Be’, non è affatto vero. Per risparmiarmi le addizioni, ma soprattutto per citare una fonte a cui non mi sento affatto vicino politicamente, vi riporto qualche brano di un articolo di Francesco Cancellato da Linkiesta (http://www.linkiesta.it/it/article/2017/11/07/se-pensate-che-sia-renzi-il-problema-della-sinistra-non-avete-capito-n/36085/).

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“Nel 2012, quando vinse le elezioni in Sicilia con Rosario Crocetta, il Partito Democratico prese il 13,42%. Domenica 5 novembre, quando ha perso le elezioni in Sicilia, con Fabrizio Micari, il Partito Democratico ha preso il 13,2%. Ancora: sempre nel 2012, quando la sinistra cosiddetta radicale presentò Giovanna Marano come candidata presidente prese il 6,1% dei voti. Domenica 5 novembre Claudio Fava, candidato della sinistra cosiddetta radicale ha preso il 6,2% dei voti. Potremmo fermarla qua, l’analisi. Ricordando che pure la somma dei voti di Musumeci e Micciché del 2012 (25% e 15%) è pressoché identica alle percentuali dell’attuale candidato del centrodestra, sempre Musumeci, che trionfa lambendo il 40%. E che l’astensione è rimasta pressoché la medesima rispetto al 2012 (affluenza al 47% allora, al 46% oggi).”

Insomma, per dirla ancora con Cancellato, “Non è successo nulla di nuovo, in Sicilia, ragazzi. Se il centrodestra si presenta unito, vince. Se il centrosinistra si presenta unito, perde comunque. Lo stesso è successo e sarebbe comunque successo alle ultime regionali e alle ultime amministrative, e probabilmente pure in occasione del referendum costituzionale del 4 dicembre.” E’ un’analisi semplice semplice, fondata sul supporto della più banale aritmetica.

E allora perché i giornali e le televisioni hanno pubblicato articolesse e pensose opinioni sulla catastrofe del PD e sulla responsabilità di Renzi? Semplice, per la stessa ragione per cui parlano di “territori palestinesi occupati”, del trattato con l’Iran come garanzia di pace, di Obama come un genio che merita il premio nobel preventivo che gli hanno dato, e di Trump invece come di un inabile minorato e allo stesso tempo di un pericoloso infiltrato dei russi: propaganda. Mentre sulla politica estera europea e dell’immigrazione il campo della propaganda è unanime, dal Manifesto ai giornaloni, con la sola eccezione di qualche giornale di destra, di solito piuttosto sguaiato; per la politica interna la propaganda è suddivisa: il gruppo Cairo, che non è poco, mettendo insieme il Corriere e la 7, tifa per i grillini insieme al Fatto, la Repubblica è tornata agli antichi amori per la sinistra sinistra, i giornali di destra tifano per Berlusconi o Salvini o tutti e due. E naturalmente non mancano i megafoni del Pd, pur questa volta intimiditi e sopraffatti dall’isolamento. Tutti fanno ideologia, propaganda. Considerano il lettore un poveraccio da indottrinare, un seguace da fa marciare, non un cliente da servire. Nessuna meraviglia che negli ultimi anni i giornali italiani abbiano perduto il 60% (dico il sessanta per cento) dei lettori.

Insomma, il mio consiglio è di non fidarsi dei media “ufficiali”, in particolare di non fidarsi dei titoli, che sono sempre confezionati in redazione e spesso servono a far prevalere la “linea” del giornale sulle informazioni che, volente o nolente, il giornalista ha dovuto dare nell’articolo. Anche su questo Informazione Corretta ha documentato centinaia di casi. Naturalmente non dovete neppure credere fideisticamente a informazioni che vengono dal web, solo per la loro origine. Se vi interessa qualche cosa, dovete fare lo sforzo di documentarvi largamente, di analizzare criticamente quel che vi viene detto, di vagliare le fonti (per questo vi metto in chiaro le mie, indicando tanti link). E di fronte alle opinioni precostituite senza prove, ai pregiudizi passati per verità di chiedervi: perché ci dicono questo, che cosa vogliono ottenere da noi, qual è l’interesse che li muove?

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