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Informazione Corretta Rassegna Stampa
11.09.2017 IC7 - Il commento di Claudia De Benedetti: La cultura ebraica in Italia
Dal 3 al 9 settembre 2017

Testata: Informazione Corretta
Data: 11 settembre 2017
Pagina: 1
Autore: Claudia De Benedetti
Titolo: «IC7 - Il commento di Claudia De Benedetti: La cultura ebraica in Italia»

IC7 - Il commento di Claudia De Benedetti
Dal 3 al 9 settembre 2017

La cultura ebraica in Italia

Si conclude in queste ore la diciottesima Giornata Europea della Cultura Ebraica cui hanno aderito 35 paesi europei e 81 località italiane, da nord a sud, con centinaia di appuntamenti in grandi città e piccoli centri. L’edizione italiana vanta un primato: è probabilmente la più riuscita d’Europa, per la quantità e qualità di iniziative e per la grande affluenza di pubblico: decine di migliaia di persone ogni anno, con picchi di oltre cinquantamila visitatori che animano piazze e strade. Il pubblico, recandosi a convegni, spettacoli, concerti, mostre e rappresentazioni teatrali, percorrendo itinerari ebraici e assaggiando specialità kasher, assistendo a cerimonie e a momenti religiosi della tradizione ebraica, scopre il patrimonio culturale del “Popolo del Libro” sotto molteplici aspetti.

La manifestazione è nata nel 2000 allo scopo di “aprire le porte” dei luoghi ebraici dell’ebraismo europeo. Scopo della Giornata è venire incontro a una diffusa curiosità che esiste nei confronti dell’ebraismo, per abbattere il pregiudizio che ancora esiste, per favorire una cultura dello scambio, del dialogo, dell’accoglienza e del rispetto per ogni diversità, una giornata di festa, capace di coniugare cultura e svago, per mostrare il volto vivo e vitale del mondo ebraico. Il coordinamento è affidato all’AEP, European Association for the Preservation and Promotion of Jewish Culture and Heritage, l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane funge da supporto e da punto di riferimento per le Comunità ebraiche del nostro paese, per gli enti, le associazioni e i Comuni.

La manifestazione ha l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, del Ministro per le Politiche Europee e dell’ANCI - Associazione Nazionale Comuni Italiani. Un appuntamento importante, in un periodo nel quale la necessità di costruire percorsi di dialogo tra le diverse fedi che compongono il mosaico culturale della nostra società è sempre più stringente.


Il Tempio Maggiore di Roma

L’edizione 2017 si presenta con un tema forte e incisivo dal titolo: “Diaspora: identità e dialogo”, “questo tema - ha detto Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane - pone subito al centro dell’attenzione l’importanza della Terra d’Israele, verso la quale il popolo ebraico si incammina nel lungo esodo dall’Egitto, e verso la quale continuerà a guardare nei millenni a venire. Lo sguardo verso Israele caratterizza in ogni momento la vita ebraica in Diaspora (che in ebraico si chiama “galuth”, “esilio”): un fenomeno questo che richiama gran parte del vissuto del popolo ebraico, costretto a vivere in tanti Paesi diversi a seguito della dispersione iniziata con la distruzione del Primo Tempio ad opera dei Babilonesi nel 586 a.e.v., e reiterata con la distruzione del Secondo Tempio e la presa di Gerusalemme da parte dei Romani nel 70. Ulteriori passaggi, che in modo ancora diverso hanno perpetuato la Diaspora, sono stati la cacciata dalla Spagna nel 1492, e i diversi altri esili, di maggiore o minore entità, che hanno costretto gli ebrei a fuggire periodicamente da Paesi e aree geografiche. Fino ad arrivare alla cacciata dai Paesi arabi a seguito della Guerra dei Sei Giorni, un esodo pressoché dimenticato avvenuto appena cinquant’anni fa, che vide l’espulsione di centinaia di migliaia di persone da luoghi in cui vivevano da secoli. Viene da chiedersi dove abbia portato questo lungo, doloroso, travagliato percorso. Di sicuro, al dipanarsi di una peculiare vicenda umana, quella di un popolo privato della sua Terra per quasi due millenni, ma che è riuscito a rimanere straordinariamente coeso intorno a un Libro, la Torah, dal quale proviene la propria concezione religiosa, etica e filosofica della vita. Non più solo una Terra in cui risiedere, dunque, ma un “luogo ideale” a cui anelare e sul quale concentrare preghiere e speranze, guidati dallo studio della Torah, da cui deriva poi il corposo insieme della tradizione orale, nella vita quotidiana e religiosa in terre vicine e lontane. La città scelta per inaugurare la manifestazione è stata Palermo, in Sicilia si sono svolte iniziative in cinque località. Pochi mesi fa proprio a Palermo la locale Diocesi ha messo a disposizione dell’attivo e vivace gruppo degli ebrei palermitani un ex Oratorio, Santa Maria del Sabato, per farlo diventare una Sinagoga.

L’Unione dei Giovani Ebrei Italiani - UGEI- in concomitanza con la Giornata della Cultura ha organizzato a Genova uno ‘Shabbaton’ cui hanno partecipato i consiglieri e una decina di ragazzi. Come avviene da alcune edizioni l’apporto dei volontari dell’UGEI è significativo e prezioso per aiutare le comunità locali a svolgere le attività previste.

La serata di ieri ha segnato l’avvio della decima edizione del Festival Internazionale di Letteratura e Cultura Ebraica promosso e organizzato dalla Comunità Ebraica di Roma e curato da Marco Panella, Ariela Piattelli, raffaella Spizzichino e Shulim Vogelmann. Fino a mercoledì 13 settembre il Festival prosegue il percorso di riflessione e sguardo culturale, sociale e filosofico sul cambiamento e sull’innovazione scientifica e tecnologica, scegliendo di sviluppare l’argomento Terra in tutte le sue più ampie accezioni: Terra come identità, come viaggio e come ritorno, Terra come ambiente da conservare e trasmettere al futuro, Terra come risorse e Terra come modello di sviluppo. L’intero Quartiere Ebraico del Portico d’Ottavia ha accolto sempre ieri sera la Notte della Cabbalà, un vero e proprio evento nell’evento, con una maratona di appuntamenti culturali, musicali e culinari e con l’inaugurazione della mostra ‘Israele. Ritorno alla Terra’, un tributo che il Festival ha voluto dedicare alle famiglie ebraiche che, provenienti da tutto il mondo, dal 1948, con il supporto di Agenzia Ebraica, sono tornate nella loro Terra dando vita allo Stato d’Israele.

A Casale è stato inaugurato il progetto “App mobile per il Complesso Museale ebraico di Casale Monferrato”, scaricabile gratuitamente dalla pagina www.heritage-srl.it/casalebraica su App Store per dispositivi Apple e Google Play Store per dispositivi Android, realizzato con il contributo della Compagnia di San Paolo. Una App interattiva per smartphone e tablet pensata per accompagnare i visitatori alla scoperta degli spazi espositivi e dei tesori della comunità di Casale. La particolarità di Casalebraica è che integra in un’unica soluzione audio guida, storytelling, esplorazione delle opere e tour virtuale. Il tutto sui dispositivi personali dei visitatori, che potranno dunque consultare l’applicazione non solo durante la visita, ma anche prima e dopo di essa. La Comunità di Casale, inoltre, rende disponibili ai visitatori dei tablet all’ingresso del museo da noleggiare. Grazie alla tecnologia Beacon, l’App si presenta come una guida multimediale che, dentro il museo, è in grado di riconoscere la posizione del visitatore e offrigli in presa diretta la storia degli ambienti e degli oggetti delle esposizioni. L’applicazione è stata progettata e realizzata da Heritage Srl, un’impresa innovativa torinese esperta nella valorizzazione di patrimoni culturali attraverso tecnologie digitali. I testi e i contenuti sono di Pietro Tosco e Cristina Mancini, le musiche eseguite da Giulio Castagnoli, Erika Patrucco, Marco Pesce, Paola Roggero e dai ragazzi del Coro Ghescer - Opera dei Ragazzi, le fotografie realizzate da Dario Canova. Ho avuto l’onore di coordinare il progetto scientifico da oggi fruibile ed è questa la migliore occasione per esprimere il più sincero ringraziamento a tutti gli amici.


Claudia De Benedetti, Presidente Agenzia Ebraica - Sochnut Italia


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