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Informazione Corretta Rassegna Stampa
20.06.2016 Dopotutto non erano stati loro
Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

Testata: Informazione Corretta
Data: 20 giugno 2016
Pagina: 1
Autore: Ugo Volli
Titolo: «Dopotutto non erano stati loro»

Dopotutto non erano stati loro
Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

A destra: le rovine dopo l'incendio di Duma

Cari amici,

oggi si parla molto dei risultati delle elezioni italiane, e certamente ci sono molte cose da dire, ma Informazione Corretta istituzionalmente si occupa di argomenti che hanno rapporto con Israele e io mi atterrò a questi limiti.

Vi parlerò dunque oggi di un’altra storia trista, cioè di un caso sgradevole, a dir poco, che riguarda Israele e cioè gli sviluppi del caso giudiziario che riguarda il paese di Duma, che si trova sulle colline della Samaria, nei territori amministrati dall’Autorità Palestinese, fra Ramallah e Nablus. Il 31 luglio del 2015 una casa al centro del paese fu attaccata a bombe molotov e tre persone vi morirono bruciate vive. I servizi segreti israeliani puntarono subito l’accusa contro gruppi di giovani ebrei “delle colline” (chiamati così perché vivono in insediamenti non riconosciuti di solito eretti come i villaggi ebraici dei tempi biblici in vetta ai colli di Giudea e Samaria). Ne furono arrestati alcuni, altri fra cui il loro leader Meir Ettinger forono imprigionati in custodia amministrativa, perché non c’era il minimo indizio contro di loro. I detenuti furono sottoposti a durissime coazioni fisiche (http://www.frontpagemag.com/point/262337/yes-duma-confessions-were-extracted-through-daniel-greenfield; http://www.jewishpress.com/news/duma-village-arson-murder-defendant-describes-17-days-of-shabak-torture/2016/02/22/), tanto che uno dei più giovani crollò, confessando tutto quel che gli chiedevano, salvo che poi la sua confessione risultò inutilizzabile perché in contrasto con i fatti accertati.

Nel frattempo emerse che a Duma da molti anni era in atto una faida fra due clan arabi, che aveva portato a molti fatti di sangue e anche roghi. E’ una storia che vi ho raccontato appena è emersa (http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId&sez=280&id=59344; http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId&sez=280&id=59355) e che è stata poi confermata da un nuovo rogo avvenuto tre mesi fa ai danni di uno dei testimoni chiave delle incriminazioni precedenti, fratello di una delle vittime, che ha detto di essere anche lui vittima dei “coloni” ma poi è stato arrestato per simulazione (http://www.timesofisrael.com/new-duma-fire-likely-not-jewish-arson-attack-israeli-officials-say/): un fatto che gettava subito un’ombra molto grave anche sulle accuse dell’anno scorso (http://www.israelnationalnews.com/News/News.aspx/199909).

E’ successo poi che Ettinger, che pochi giorni prima era stato giudicato tanto pericoloso da non permettergli di assistere alla circoncisione del figlio, fosse liberato dopo dieci mesi e passa di carcere duro, senza che a suo carico fosse mai stata sollevata in giudizio nessuna accusa formale (anche se i servizi lo avevano diffamato in tutti i modi: http://www.haaretz.com/israel-news/1.722586). Ieri invece è stato rilasciato un altro “giovane delle colline, che era stato indiziato del rogo di Duma, ma senza il minimo di prove sufficienti a reggere il giudizio (http://www.israelnationalnews.com/News/News.aspx/213799). E in sostanza l’accusa sta silenziosamente ritirando le accuse (http://www.jewishpress.com/news/breaking-news/prosecution-quietly-closes-duma-arson-suspect-case-for-lack-of-evidence/2016/06/19/) nonostante un anno di investigazioni, le pressioni fisiche, le persecuzioni, la montatura relativa a un matrimonio dove sarebbero comparse delle armi e si sarebbe inneggiato al rogo (http://www.israelnationalnews.com/News/News.aspx/205633), probabilmente con la presenza di qualche agente provocatore.

Naturalmente io non so come sia andata quella notte a Duma e di sicuro non ho i mezzi né la capacità per indagini indipendenti. E non ho bisogno di dirvi che sono contrario all’omicidio e al terrorismo, da qualunque parte provenga. Il problema è però capire da che parte proviene. La sinistra israeliana non è nuova alle provocazioni: vi ricordo qui il caso di quel personaggio, membro di Ong “pacifiste” che cercava degli arabi disposti a vendere terreni agli ebrei e poi li denunciava all’autorità palestinese per farli torturare e condannare a morte (vi invito a leggere queste tre cartoline, se non ricordate il fatto : http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=61044; http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=61103; http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=61202). Vi è una spinta ideologica molto forte da parte della sinistra a cercare di assolvere gli arabi dal terrorismo, anche dividendone la colpa con un “terrorismo ebraico”, che probabilmente non esiste (anche se certamente forme di estremismo non mancano). E vi è un forte disprezzo da parte della stessa sinistra dei diritti individuali, del principio di maggioranza, insomma della democrazia, che è emerso molte volte negli ultimi anni. E’ possibile che tutta questa storia delle incriminazioni di Duma risentano di questo meccanismo. Certo che un accertamento delle responsabilità di quella che appare oggi come una montatura giudiziaria sarebbe molto opportuna. In questa vicenda, però, un dato è consolante. Anche se vi sono elementi nell’amministrazione civile israeliana che aderiscono purtroppo all’ideologia razzista dei palestinisti per cui gli insediamenti ebraici in Giudea e Samaria sarebbero illegittimi e coloro che li abitano “criminali”, per fortuna lo stato ebraico è democratico e le montature ideologiche prima o poi cadono di fronte all’accertamento della realtà. Israele è un paese democratico, che non ha verità di Stato: questo emerge nonostante tutto dal caso Duma e non può che incoraggiarci e darci fiducia.

iImmagine correlata
Ugo Volli


http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90

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