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Informazione Corretta Rassegna Stampa
02.12.2015 Sono 'coloni' questi?
Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

Testata: Informazione Corretta
Data: 02 dicembre 2015
Pagina: 1
Autore: Ugo Volli
Titolo: «Sono 'coloni' questi?»

Sono 'coloni' questi?
Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

A destra: l'incrocio di Gush Etzion, spesso teatro di attentati di arabi palestinesi contro ebrei

Cari amici,

più della metà degli attentati degli ultimi due mesi è avvenuta nello spazio di una dozzina di chilometri, il territorio intorno a Hebron fino al Gush Etzion (http://www.terrorism-info.org.il/Data/articles/Art_20917/E_199_15f_229144501.pdf). E' da quelle parti, oltre che nella città vecchia di Gerusalemme, e all'incrocio di Tapu'ah vicino alla città di Ariel che si è consumata la grande maggioranza dei tentativi di assassini antisemiti col coltello o con le pistole, con i sassi o con le bombe molotov che il mondo complice chiama sollevazione, rivolta o “intifada”. La ragione della “rivolta” e della sua legittimità starebbe nel fatto che essa colpirebbe innanzitutto dei “coloni”, sarebbe dunque una “lotta” per di più “anticoloniale” o di “liberazione nazionale”.

Per capire l'infondatezza di questa pretesa, vale la pena di dare un minimo di informazione sui luoghi. Hebron (in ebraico Hevron) è un luogo importante nella Bibbia. Da quelle parti (presso le querce di Mamre) viveva Abramo, che vi ricevette la visita dei “tre uomini” che gli annunciarono che avrebbe avuto un erede da Sara; nello stesso luogo Abramo comprò il luogo della tomba per sua moglie Sara, dove poi fu sepolto lui, con gli altri patriarchi Isacco e Giacobbe: la comprò e rifiutò di averla in regalo dal proprietario ittita di quella campagna, come dice il testo; e lo fece, chiariscono i commenti ebraici antichi, perché nessuno potesse contestarne il possesso alla sua famiglia. Vi sono testimonianze da tempi remotissimi di un interrotto millenario flusso di pellegrini per onorare la memoria del padre del popolo ebraico. Gli insediamenti ebraici in quel luogo risalgono ad almeno dodici secoli prima della nostra era. Da quelle parti proveniva infatti Ruth e parte della famiglia di Davide, che poi si spostò a Betlemme; ma quella rimase per un certo periodo la sua capitale. Hebron fu ininterrottamente abitata da ebrei anche quando questi furono espulsi da Gerusalemme, fino al 1929, quando in una delle prime stragi organizzata dagli arabi locali (con l'incitamento del Muftì di Gerusalmme che sarebbe diventato amico di Hitler), la comunità fu orribilmente massacrata ( https://it.wikipedia.org/wiki/Massacro_di_Hebron_del_1929) e gli inglesi ne imposero l'abbandono. Liberata nel 1967, riabitata da un piccolo nuclo ebraico che andò a ripopolare le vecchie case della comunità, Hebron fu teatro di numerose violenze e atti di microterrorismo da parte araba e di una terribile sparatoria nel 1994 nel monumento con le tombe dei patriarchi, un gesto folle e isolato opera di un ebreo di nome Baruch Goldstein, che portò a un accordo di divisione della città.

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Una sinagoga devastata a Hebron nel 1929 da un pogrom antiebraico

In conclusione sono “coloni” degli ebrei che vivono in una città dove i loro antenati sono sempre stati per 3000 anni (salvo i 40 in cui furono vittime di una criminale pulizia etnica). E' un colono chi vive in case che da sempre sono proprietà della sua famiglia? Certo, ci sono dei militari di guardia al piccolo quartiere ebraico ci sono di provvedimenti di sicurezza per tutelarlo, delle strade che non possono essere percorse dagli arabi. Ma questo accadrebbe se non ci fossero stati infiniti tentativi di omicidio, che oggi si ripetono ancora con maggior intensità? Basterebbe che i 160 mila arabi di Hebron lasciassero vivere in pace i 1000 ebrei che vi abitano, come dappertutto le minoranze sono accettate o se volete anche sopportate - e non ci sarebbe bisogno di esercito, posti di blocco e strade chiuse. Ma proprio questo è insopportabile per gli arabi di Hebron, proprio contro questo si ribellano: che vivano fra loro degli ebrei. Vogliono ammazzarli fino all'ultimo. E non potendo farlo in città, vanno a cercarli anche fuori.

Immagine correlata
La tomba di Abramo a Hebron

Altra storia è Gush Etzion (ch vuol dire, più o meno “blocco dell'albero”): una ventina di paesi, kibbutz e moshav a metà strada fra Hebron e Betlemme. Gli ebrei comprarono legalmente queste terre quasi un secolo fa, quando erano un deserto sassoso, senza villaggi, quando lo Stato di Israele era di là dal venire e il territorio era governato dagli inglesi. Nel 1927 fu fondato il primo villaggio, Migdal Ester, che fu distrutto nel 1929 dalla stessa ondata antisemita che distrusse la comunità di Hevron. Nel 1935 ne fu fondato un altro, Kfar Etzion, che fu eliminato anch'esso in due anni dalla violenza araba. Nel '43 gli abitanti ritornarono a Kfar Etzion, che fu accompagnato da altri due kibbutzim. Nel '48, prima ancora dello scoppio della guerra di indipendenza, tutti gli abitanti del blocco che non erano riusciti a fuggire furono sterminati col contributo determinante della Legione Araba comandata dagli inglesi, dopo un'eroica resistenza che fu essenziale per impedire la presa totale di Gerusalemme da parte dei giordani. E' la “strage di Gush Etzion” (https://it.wikipedia.org/wiki/Massacro_di_Kfar_Etzion), ricordata in un piccolo e commovente museo, che un viaggio di IC ha visitato tre anni fa. Tale fu la devastazione che non si sa bene se i morti furono un centinaio o due, sicuramente solo tre fra le persone rimaste sul posto sopravvissero per pura fortuna. Dei vecchi villaggi per vent'anni rimase in piedi solo una secolare quercia solitaria che ancora oggi è un punto di riferimento per il Gush Etzion. Nel '67, i figli degli eroi del Gush, che erano stati evacuati a Gerusalemme ritornarono a casa e ricostruirono i villaggi, che oggi sono molto belli, circondati di floridi campi. Ma l'odio degli arabi non è finito: è all'ingresso del Gush Etzion che furono rapiti (da arabi che venivano da Hebron) i tre studenti poi subito uccisi un anno e mezzo fa. E' qui che gli attentati si succedono su una scala decisamente sproporzionata rispetto al numero degli abitanti.

Ma, di nuovo, bisogna chiedere: sono “coloni” coloro che hanno comprato la terra legalmente quasi cent'anni fa? Sono “coloni” i sopravvissuti a tre o quattro tentativi di genocidio, i loro eredi, chi li ha raggiunti? Che diritto hanno gli arabi di ammazzare della gente che vive pacifica a casa sua, che ha pagato un così grande prezzo di sangue? Da quale orribile perversione dell'animo umano, da quale demoniaca cultura emerge un odio di questo genere? Come non paragonare gli assassini e chi li manda e chi li appoggia in Europa ai peggiori nazisti?

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Ugo Volli


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