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Informazione Corretta Rassegna Stampa
01.09.2015 Colombe che defecano e schiaffi in faccia
Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

Testata: Informazione Corretta
Data: 01 settembre 2015
Pagina: 1
Autore: Ugo Volli
Titolo: «Colombe che defecano e schiaffi in faccia»

Colombe che defecano e schiaffi in faccia
Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

a destra la vignetta mostrata dall'ambascitore svizzero in Iran Giulio Haas

Cari amici,

potete leggere Il Mercante di Venezia o il Corano, gli scritti di teologi come San Giovanni Crisostomo e Sant'Agostino o di filosofi laici come Kant e Voltaire, leader politici come Marx, musicisti come Wagner. Una cosa è chiara per tutti. Gli ebrei vanno provocati, umiliati, maltrattati, come si dice in inglese “bullied”. Bisogna togliere loro mezzi di sostentamento, autonomia, autostima, distruggere la loro vita comunitaria e le loro istituzioni. Con l'obiettivo che non ci siano più ebrei.

 Ci possono essere due sensi di questo obiettivo. Il primo è il progetto nazista, ma prima inquisitoriale, crociato, islamico dell'eliminazione fisica degli ebrei dallo spazio pubblico (ancora suddiviso in due modalità, l'espulsione e lo sterminio; ma l'espulsione da ogni luogo finisce logicamente ma anche di fatto nello sterminio).
Il secondo è molto più generalmente praticato, la distruzione dell'ebraismo negli ebrei, la loro assimilazione profonda, la distruzione della loro identità. Come ha scritto Marx, “L'emancipazione degli ebrei nel suo significato ultimo è la emancipazione dell'umanità dal giudaismo”.

Questa politica del disprezzo della delegittimazione, della vergogna prosegue largamente ancora oggi. L'episodio di cui abbiamo parlato negli ultimi giorni, il tentato arresto di un ragazzo che tirava sassi sui militari, è stato montato in uno scandalo (qualche imbecille mi ha scritto addirittura in un “martirio” in un “genocidio”, accusandomi di essere un “negazionista”) mentre tutt'intorno il terrorismo si moltiplica al ritmo di dieci attacchi al giorno (http://www.israelnationalnews.com/News/News.aspx/199939 ) si spiega esattamente in questi termini.


L'ambasciatore svizzero in Iran Giulio Haas


Ma i casi sono quotidiani e si estendono sui più diversi domini. Prendiamo il caso di un signore che si chiama Giulio Haas. E' spesso vestito in maniera formale, si muove compito ed è giusto che sia così. Infatti è un ambasciatore, che richiede notevoli doti diplomatiche, non occorre dirlo. Ed è ambasciatore della Svizzera, paese neutrale per eccellenza. Rappresenta la confederazione elvetica a Teheran e per un accordo fra le parti cura anche gli interessi americani presso l'Iran, almeno finché Obama non riaprirà l'ambasciata, come ha già fatto a Cuba.
Bene, questo signore un paio di giorni fa ha tenuto un incontro in un albergo di Zurigo, davanti a un folto gruppo di industriali, per annunciare che dopo l'accordo nucleare la Svizzera ha deciso di abbandonare le sanzioni decise dall'Onu.
Può dispiacere, naturalmente, a me dispiace, ma fin qui tutto sta nelle regole del gioco. Senonché questo compito signore ha condito il suo meeting con un momento - come dire - scatologico e ha mostrato a tutti i convenuti una vignetta che aveva fatto fare. La trovate qui: http://www.timesofisrael.com/switzerland-regrets-cartoon-of-doves-defecating-on-netanyahu/ .
Sono due colombe che tubano fra loro portando sul petto gli emblemi di America e Iran - è un po' esagerato, considerando le continue espressioni iraniane di odio per gli Usa, ma ancora ci sta. Il fatto è che quelle due pacifiche colombe, mentre tubano, defecano pure e lo fanno sulla testa di Netanyahu. Diciamolo chiaro: neanche la propaganda più grossolana del fascismo era arrivato a un'idea così volgarmente idiota.

 Inutile dire che ci sono state proteste israeliane e scuse svizzere (http://www.jewishpress.com/news/breaking-news/us-and-iranian-cartoon-doves-shown-defecating-on-bibi-by-swiss-amb-to-iran/2015/08/28/ ). Si può solo sperare che il signor Haas sia messo a fare il mestiere che evidentemente fa per lui, cioè il custode dei gabinetti pubblici. Ma al di là dell'abissale imbecillità della sceneggiata e del personaggio che l'ha ideata, bisogna farsi delle domande. Esiste un capo di governo di un paese come Israele con cui la Svizzera ha regolari rapporti diplomatici o anche se non li avesse, che sia mai stato sottoposto a questo tipo di insulto umiliante? Qualcuno ha rappresentato in questa maniera, chessò, Bokassa, i dittatori sudamericani, il capo dell'Isis? Mai che io sappia. E allora perché Netanyahu?

Per la stessa ragione per cui si parla di genocidio e di Auschwitz per Gaza, senza badare alle stragi centinaia di volte più gravi che si svolgono in tutto il Medio Oriente né ai missili di Hamas sui civili; per cui si organizzano flottiglie contro Israele e non contro la Siria, per cui gli atleti musulmani si rifiutano di incontrare in qualunque competizione quelli israeliani, per cui il terrorismo contro Israele è un'atto eroico che merita la cittadinanza onoraria (per esempio della nobile città di Palermo all'arciterrorista Barghouti) e difendersi con una barriera che impedisce il transito ai terroristi è una vergogna (vero, papa Bergoglio?). Eccetera eccetera.

Badate, non si tratta semplicemente di un odio politico. Né Kant né Wagner avevano ragioni strettamente politiche per odiare gli ebrei; tantomeno le aveva Marx, che era stato convertito da piccolo, ma proveniva da una nota famiglia ebraica. L'odio era (è) molto più profondo. Se ne accorgono quegli ebrei che per opportunismo (o per avvenuta conversione) come è il caso di Marx, provano ad allearsi con i nemici del loro popolo. E' il caso per esempio del direttore d'orchestra Daniel Baremboim, che ha fatto di tutto per mostrare il suo rifiuto di Israele, compreso chiedere il “passaporto palestinese” e offrirsi, proprio in questi mesi, quando l'Iran Deal di Obama mette in evidenza la minaccia genocida degli ayatollah, ad andare a fare un solenne concerto (sotto il nome della pace, naturalmente, ma in sostanza di appoggio alle minacce di guerra dell'Iran)... ed è stato sdegnosamente respinto (http://www.jewishpress.com/news/breaking-news/iran-rejects-daniel-barenboims-gesture-of-peace-because-hes-israeli/2015/08/30/ ).

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Daniel Barenboim   Amira Hass              Marx                  Kant

Come se n'era accorta a suo tempo la “giornalista” Amira Hass impegnata senza riposo a diffamare Israele sul giornale arabo in lingua ebraica chiamato Haaretz e anche su altri media europei, ma respinta anche lei dall'università dell'èlite palestinista, Bir Zait, per il solo fatto di essere ebrea (http://www.jewishpress.com/news/breaking-news/birzeit-u-kicks-out-haaretz-left-winger-amira-hass-for-being-jewish/2014/09/28/ ).

Sia Baremboim che Haas, che tutti i loro simili in America e in Europa, perfino i loro nipotini italiani, non si lasciano turbare da questi schiaffi in faccia. Una volta superato il confine psicologico che trasforma il “noi ebrei”, “noi israeliani” in “loro” (naturalmente criminali, immorali, fascisti, coloni e dunque colonialisti ecc. ecc.) Ogni rifiuto viene imputato a “loro” e insegna solo che “noi” dobbiamo purificarci di più del “loro” influsso, “resistere” di più e insomma odiarli con più forza. Ma dato che l'influsso di questo modo di pensare si estende ben al di là di questi casi vagamente mostruosi, bisogna che ci si rifletta con attenzione. Cercherò di farlo nella cartolina di domani.

Ugo Volli


http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90

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