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Informazione Corretta Rassegna Stampa
30.04.2014 Come Abbas, voglio anch'io la mia parte
Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

Testata: Informazione Corretta
Data: 30 aprile 2014
Pagina: 1
Autore: Ugo Volli
Titolo: «Come Abbas, voglio anch'io la mia parte»

Come Abbas, voglio anch'io la mia parte
Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

a destra, il Gran Muftì di Gerusalemme con Adolf Hitler

Cari amici,

come voi ho letto sui giornali che Mahmoud Abbas, presidente dell'Autorità nazionale palestinese arrivato ormai a un terzo del suo decimo anno di un mandato di quattro e autore di una tesi di laurea negazionista diventata libro di successo nei territori da lui governati, ha annunciato urbi ed orbi che adesso riconosce la Shoah e si azzarda a dichiarare che è stato il peggior crimine della modernità. Me ne compiaccio, rimediare agli errori è sempre una buona cosa, soprattutto se comunicato al proprio popolo: il riconoscimento di Abbas, mi chiedo, è stato tradotto in arabo o come spesso accade per queste cose, è stato diffuso solo in inglese su canali internazionali, in maniera tale che gli arabi di Giudea e Samaria non ne sappiano niente? 


Mahmoud Abbas

Comunque va bene, ha pronunciato a quanto pare la parola Shoah, e questo è positivo. Ma poi ho letto anche che alcuni antipatizzanti di Israele (anche alcuni personaggi televisivi in declino di origine ebraica) ritengono che questa dichiarazione cambi le carte in tavola rispetto al "processo di pace", nel senso che dovrebbe indurre gli israeliani a una straordinaria gratitudine nei confronti di un uomo che continua ad essere il capo di un'organizzazione (Al Fatah) che teorizza e pratica la "lotta armata" (cioè il terrorismo) contro Israele. Capisco che il senso della logica non sia il forte degli editorialisti di "Repubblica" né della associazioni antisraeliane come J Street, J Call eccetera. E neppure il senso storico.  Comunque la loro opinione mi incoraggia a uscire allo scoperto.

Cari amici, mi sono deciso. Con questa cartolina ufficialmente riconosco la battaglia di Canne (in cui, se non lo sapete, nell'anno 216 prima della nostra era Annibale sconfisse l'esercito romano condotto dai consoli Lucio Emilio Paolo e Gaio Terenzio Varrone). Aggiungo generosamente che fu una grande strage ed esprimo il mio rincrescimento ai cittadini romani così duramente provati, beninteso con la convinzione che in cambio della mia generosità non mancheranno di dedicarmi almeno una via o una piazza; anche un vicoletto in Trastevere non mi dispiacerebbe. Già che ci siamo, sentendomi particolarmente coraggioso, vi annuncio che riconosco che nel 1492 Cristoforo Colombo arrivò in America. In cambio vorrei un po' di terra in Colombia, o nella Columbia britannica, oppure anche la possibilità di imporre un piccolo pedaggio a coloro che passano per Columbus Circus a New York, inclusi coloro che vanno a correre a Central Park. Mi auguro che le Nazioni Unite, John Kerry e anche Rai Tre e Repubblica appoggino queste mie giuste rivendicazioni. Perché se no potrei cambiare idea e provare a sostenere, come fa Abbas per Gerusalemme, che Roma non è mai stata romana, ma è appartenuta solo ai Galli, ai Vandali e ai Lanzichenecchi, da cui potrei provare a discendere; e che Colombo era un essere leggendario, una delle molte divinità uccello che sono onorate nel pantheon degli amerindi. Inoltre potrei organizzare un boicottaggio dei vini di Frascati e del Bourbon, così, per dimostrare la mia amicizia e buona volontà.

A parte gli scherzi, voi pensate davvero che uno che "riconosce" la Shoah e si renda conto che è stato un crimine tremendo stia facendo un piacere agli ebrei o addirittura agli israeliani? La storia è una specie di suk in cui l'Italia "riconosce" che c'è stato Waterloo e in cambio si fa "riconoscere" la battaglia di Lissa o chiede in cambio la rettifica dei confini al colle di Tenda ? Negare la Shoah è certamente una colpa, perché vuol dire rifiutare un fatto storico per ragioni ideologiche, con l'intenzione di giustificare chi l'ha commesso e magari di lavorare perché si ripeta. Per questa intenzione che lo motiva il negazionismo in molti paesi è un reato. Ma ammettere un fatto evidente non è un merito. Che la Chiesa, piano piano, abbia abbandonato il dogma geocentrico per cui perseguitò Galileo, è semplicemente la cessazione di una stupidaggine, la resa di fronte alla realtà, non un merito speciale.


Willy Brandt a Varsavia

Altra cosa, molto più difficile e questa sì meritoria è assumersi le conseguenze dell'errore, dire "NOI abbiamo commesso un'ingiustizia, NOI siamo stati criminali". Per questo il gesto di Willy Brandt di chiedere scusa per la Shoah, lui che personalmente non ne era stato colpevole essendo un resistente, è importante. Per questo le scuse di papa Giovanni Paolo II (anche lui personalmente innocente) al popolo ebraico sono state importanti. Per questo contano poco le "condoglianze" di Edogan al popolo armeno e il "riconoscimento" di  Abbas, almeno fino a che non diranno "noi turchi abbiamo sterminato il popolo armeno", "noi palestinesi, il gruppo dirigente da cui proviene l'attuale Anp, abbiamo collaborato coi nazisti, il nostro fondatore Haji Amin Al Husseini ha collaborato attivamente con i nazisti nello sterminio degli ebrei d'Europa (http://www.centerforsecuritypolicy.org/wp-content/uploads/2013/10/CSP_A_Salient_Example_of_Hajj_Amin_el-Husseinis.pdf) , noi ci preparavamo a fare altrettanto con gli ebrei di Palestina, noi abbiamo continuato a fare propaganda di stampo nazista e ancora la facciamo". Riconoscere non basta, bisogna chiedere scusa e rimediare, risarcire, imparare dal male fatto.

Il discorso si potrebbe chiudere qui, se non fosse per un dettaglio, che riguarda soprattutto i giornali, in particolare quelli italiani, ma anche la personalità di Abbas. Tutti ci hanno venduto la dichiarazione del capo palestinese come una novità. Be' non è affatto così. Nel 2003, undici anni fa, in un'intervista a Haaretz, messo di fronte al suo personale negazionismo (oltre a molte altre obbrobriose falsità aveva scritto nella sua tesi che i morti della Shoah erano solo qualche decina, forse qualche centinaia di migliaia), Abbas rispose così: "Non ho voglia di discutere sulle cifre. L'Olocausto è stato un terribile crimine imperdonabile contro la nazione ebraica, un crimine contro l'umanità che non può essere accettato dal genere umano. L'Olocausto è stato una cosa terribile e nessuno può dire che io l'abbia negato." (http://www.tabletmag.com/scroll/170686/mahmoud-abbas-still-a-holocaust-denier). Ripeto, è una dichiarazione del 2003. Perché i giornali non ne parlano? Perché vendono la dichiarazione di qualche giorno fa come una novità ? Perché, aggiungo io, non vanno a vedere che cosa pensa davvero Abbas (la tesi fondamentale della sua tesi è che "i sionisti" contribuirono a perpetrare la Shoah per costringere gli ebrei d'Europa ad andare a "occupare" la Palestina)? Diciamo che i giornali devono vendere e che spacciano per novità tutto quel che capita loro sottomano. Pensate che, come ha mostrato IC, Vannuccini di "Repubblica" si è rivenduta come nuova una polemica archeologica di cinquant'anni fa sull'esistenza di tracce della storia biblica, intorno a cui esiste anche in italiano una dozzina abbondante di libri ben noti a tutti... (http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=4&sez=120&id=53236) un po' come spacciare per cronaca politica attuale le liti fra Andreotti e Moro negli anni Sessanta.

E poi i giornali, seguendo una linea politica condivisa da Obama e dell'Unione Europea, cercano in tutti i modi, per ragioni propagandistiche, di accreditare l'immagine di un Abbas "moderato", desideroso e capace di portare tutta la "Palestina" alla pace con Israele. In realtà se guardate le date del rilascio delle due dichiarazioni, vedete che la prima risale alla sconfitta dell'ondata terroristica del 2000-2002, la cosiddetta "seconda intifada": si trattava allora di ricostruire l'immagine di un'Autorità nazionale palestinese interessata alla pace. E oggi, dopo la fine delle trattative improvvidamente forzate da Kerry e in pieno tentativo di imbarcare Hamas (che è esplicitamente antisemita) nel carrozzone dell'Anp, si tratta di difendere l'immagine personale di Abbas (http://nypost.com/2014/04/28/the-times-goof-on-abbas-shift/), cosa che agli americani preme molto. Insomma, questa dichiarazione non è affatto una, sia pur limitata, correzione di rotta, il riconoscimento di un fatto storico, l'omaggio a cui milioni di vittime innocenti hanno diritto. E' una piccola manovra di relazioni pubbliche intesa a coprire il gioco sporco di Abbas e di Kerry. E allora, per favore, voglio anch'io il mio compenso, almeno un vicolo a Trastevere e qualche milione di dollari di pedaggi a New York. Perché io ne ho più diritto, non avevo mai riconosciuto finora l'esistenza di Cristoforo Colombo, né quella della battaglia di Canne.



Ugo Volli


http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90

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