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Informazione Corretta Rassegna Stampa
19.02.2013 Il giornalismo occidentale premia i terroristi arabo palestinesi
analisi di Giulio Meotti

Testata: Informazione Corretta
Data: 19 febbraio 2013
Pagina: 1
Autore: Giulio Meotti
Titolo: «Il giornalismo occidentale premia i terroristi arabo palestinesi»

Il giornalismo occidentale premia i terroristi arabo palestinesi
di Giulio Meotti

(Traduzione di Yehudit Weisz)


Giulio Meotti               Paul Hansen mostra la sua fotoshop  di propaganda

Israele sta perdendo la guerra delle immagini contro i manipolatori che usano l'obiettivo per fare propaganda. Una volta attraverso una fotografia c’era la Shoah, l’abbiamo vista centinaia di volte: un gruppo di ebrei di Varsavia, carichi di sacchi cenciosi, ammassati lungo una strada dai soldati tedeschi e quel ragazzino con un cappello troppo grande per lui, la stella gialla sul petto e le mani in alto .

Ora con una fotografia si diffonde l’antisemitismo. Il fotografo svedese Paul Hansen ha vinto il Premio Fotografico World Press per il 2012 con l’immagine del funerale di alcuni bambini palestinesi uccisi in un attacco israeliano. La foto mostra lungo una strada stretta a Gaza, la marcia di un gruppo di uomini che sostengono tra le braccia i cadaveri: le piccole vittime, fratello e sorella, sono avvolte in un panno bianco da cui sporgono soltanto i visi.

Questa è la stessa Organizzazione World Press Photo che ha appena fatto chiudere chiuso una mostra a Beirut perche vi erano esposti dei lavori di un fotografo israeliano. Che coraggiosa e onesta organizzazione !

Purtroppo, Israele sta perdendo la guerra delle immagini contro questi mistificatori che hanno creato un’industria con l' accusa di "omicidio rituale" attraverso l’obiettivo.

La fotografia di Tuvia Grossman nel 2000, ne è un chiaro esempio.
Tuvia, uno studente americano in visita a Gerusalemme, stava viaggiando su un taxi quando un gruppo di palestinesi prese d’assalto la macchina. Sarebbe stato linciato, se non fosse intervenuta la polizia israeliana per difenderlo dall’attacco.

La foto dell’incidente - dell' Associated Press - è stata pubblicata sul The New York Times, con una didascalia  che presentava Tuvia Grossman, ferito e sanguinante, come se fosse un palestinese, mentre il poliziotto israeliano l'aveva appena colpito  con  un manganello. Il titolo era: “Un poliziotto israeliano e un palestinese sul Monte del Tempio”.

a foto ha suscitato una delle più grandi campagne di odio anti-Israele  degli ultimi anni.

Poi è stata la volta di Mohammed al Dura, ad opera del Il giornalismo francese, che dovrebbe provare vergogna per sempre, per questa menzogna alla Goebbels, che criminalizza gli ebrei di fronte all’opinione pubblica mondiale.

Come dimenticare le immagini  rielaborate con 'Photoshop' di una bomba che esplode a Beirut pubblicate da Reuters durante la seconda guerra del Libano? Una donna, la cui istantanea è poi uscita sui giornali mentre veniva salvata tra le rovine , è stata poi rifotografata in un posto diverso; foto simili sono state riprese per colpire l'attenzione dei lettori, per dare l’impressione di come  la vita di intere famiglie era stata distrutta.

Come dimenticare le foto del conflitto di Gaza del 2009, ri-usate di nuovo mesi dopo dal Daily Telegraph per mostrare la vita quotidiana nella Striscia ?

Come dimenticare, durante la Prima Intifada, come i media avevano nascosto  sbarre e oggetti di ferro, coltelli, accette e bombe molotov utilizzati dai palestinesi, al fine di presentare i terroristi come “manifestanti pacifici”?

Come dimenticare tutti i falsi video di B’Tselem utilizzati dai media occidentali?

Come dimenticare le fotografie tagliate e distribuite da Reuters che avevano “omesso” un pugnale brandito da un terrorista su un soldato israeliano ferito durante l’incidente della Mavi Marmara?

Come dimenticare che l’unico fotografo israeliano a vincere il Premio Pulitzer, Oded Balilty di  Associated Press, aveva ottenuto il premio per la foto di una giovane donna ebrea che da sola aveva sfidato le forze di sicurezza durante il pogrom dell’insediamento di Amona in Samaria nel 2006? Quella foto aveva creato l’immagine dei “coloni” come diavoli e simboli dello  sfruttamento ebraico, e dell’IDF come aggressori di donne indifese ..

Come dimenticare che la barriera di sicurezza di Israele è fotografata più di qualsiasi star di Hollywood, ma solo nelle sue sezioni di cemento con graffiti mettendola a confronto con il Muro di Berlino?

Come dimenticare l'invenzione del “massacro di Jenin”, l’uso ripetuto, in diverse pose, di corpi che spesso  non lo sembravano  affatto, alcuni si rialzavano  per cambiare posizione, i cadaveri sparsi dappertutto, con una bambina che alla fine è risultata viva e vegeta ?

I media occidentali tendono a dare un'immagine romantica dei macellai di israeliani. Quando gli squadroni della morte di Yasser Arafat avevano assassinato gli atleti israeliani ai Giochi Olimpici di Monaco nel 1972, qualcuno si è mai chiesto che cosa potrebbe essere più ripugnante di quel che stavano vedendo ? Ma l’immagine più esibita di quella tragedia furono i cappelli da cowboy e le kefiyyah dei rapitori.

Quando l’ebreo Daniel Pearl fu rapito e decapitato in Pakistan, il mio giornale era stato l’unico in Italia che ebbe il coraggio di stampare - in bianco e nero - le fotografie del suo povero corpo, come un quadro di Caravaggio. L’Ordine dei giornalisti condannò il mio giornale perché le immagini erano “ troppo crude ”.

Questa è una forma elegante di antisemitismo. I media occidentali hanno cancellato l’umanità delle vittime israeliane del terrorismo, al fine di rendere accettabile la fine di Israele. Le vittime ebree non sono mai esistite. E’ lo stesso processo del negazionismo della Shoah – l’ultima fase  per elimiare il popolo ebraico.

I media occidentali hanno appena scelto di dare il loro premio al funerale perfetto di Hamas, e non al pianto di una madre israeliana sotto i tavolini dei caffè ad Ashkelon e a Sderot. Durante l’ultima guerra a Gaza, tutti gli obiettivi furono puntati su Hamas e gli arabi, non sui civili israeliani.

Quanti giornali occidentali hanno pubblicato le fotografie della famiglia Fogel a Itamar, madre, padre, tre fratelli ( di 11 anni, tre anni e tre mesi di età), con la gola tagliata? I Fogel, tutti, fino al  lattante decapitato, erano meno umani delle vittime arabe e quindi meno meritevoli di indignazione occidentale. Il massacro di Itamar è stato perdonato, dato che la “rabbia” dei criminali è pienamente giustificata agli occhi del mondo. I bambini di Itamar erano dei “coloni”, quindi, naturalmente, dei criminali.

Quando il governo Netanyahu aveva deciso di diffondere le foto del massacro di Itamar, Yedioth Ahronoth mi ha chiesto se i media europei avrebbero pubblicato le immagini. Questa è stata la mia risposta: “Per pubblicare delle immagini così violente è necessario che ci sia un direttore coraggioso. I media hanno sottolineato il fatto che si trattava di una famiglia di coloni, di fatto un messaggio subliminale, lasciav intendere che l’omicidio era ammissibile”.

Twitta  la Nakba e demonizza  con foto  “coloni” e  soldati israeliani, così otterrai un premio prestigioso con generoso assegno. Così funziona il pogrom multimediale. Si sta  dalla parte di Israele solo quando gli ebrei sono sconfitti  o morti.  Ci è stato detto che gli attentatori suicidi arabi sono “l’arma dei deboli”.  Ora si può aggiungere all’elenco dell' arsenale terroristico palestinese le foto ch escono sui  giornali occidentali. Un annuncio  di morte.

Foto e notizie che incitano all’odio: tra breve arriveranno sul vostro giornale.

Giulio Meotti è l'autore di " Non smetteremo di danzare " (Lindau Ed.) pubblicato in inglese con il titolo " A New Shoah", scrive per Yediot Aharonot, Wall Street Journal, Arutz Sheva, FrontPage Mag,The Jerusalem Post, Il Foglio. Informazione Corretta pubblica in lingua italiana - nella rubrica “Meotti International”-  i suoi articoli scritti in inglese per le testate sopra citate.  


http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90

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