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Informazione Corretta Rassegna Stampa
15.08.2012 Musica degenerata (e sfruttata). Dagli ebrei, naturalmente
Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

Testata: Informazione Corretta
Data: 15 agosto 2012
Pagina: 1
Autore: Ugo Volli
Titolo: «Musica degenerata (e sfruttata). Dagli ebrei, naturalmente»

Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

Musica degenerata (e sfruttata). Dagli ebrei, naturalmente



Cari amici,

ogni tanto mi chiedo (e magari vi chiedete anche voi) da dove venga l'antisemitismo europeo che produce Eurabia. Le origini sono tante naturalmente, ma una di solito è proibito citarla, perché non sta proprio bene. E' l'antisemitismo tradizionale cristiano, che risale almeno alle lettere di Paolo di Tarso e corre come un filo nero per tutta la storia del Cristianesimo, sia nelle pratiche giuridiche di Papi e inquisitori, sia nel pensiero di giganti come Agostino e Lutero, che fra mille nobili pensieri coltivavano quel vizietto lì, l'odio feroce per il popolo ebraico.

Perché vi faccio questo discorso oggi? Per una notiziola per me peraltro priva di importanza che riguarda il matrimonio di Michele Placido, avvenuta ieri e riportata oggi da molti giornali. Sembra che ci sia stato un conflitto fra il parroco che celebrava il matrimonio, don Carmelo Semeraro, e il cantante Al Bano, amico della coppia, incaricato dell'intrattenimento musicale. Ad Al Bano è stato proibito di cantare l'Ave Maria di Gounod, come pure aveva fatto “davanti al Papa”. Poi, alla fine ha preso il microfono e ha cantato il brano.

Racconta il giornalista del “Corriere della Sera”, senza provare neanche un po' di meraviglia: «Un atto arrogante», lo ha poi bollato il parroco. Che difende il suo veto: «La cosiddetta Ave Maria è in realtà un laicissimo Preludio di Bach, rielaborato da Gounod e pubblicato da un editore ebreo. Di sacro non ha nulla». L'editore che pubblicò l'Ave Maria era il parigino Jacques Leopold Heugel, nel 1859. «Non me lo sto inventando», spiega Don Carmelo, «sono direttive della Conferenza episcopale pugliese». Che nel 1994, a firma dell'allora presidente Benigno Luigi Papa (oggi Arcivescovo emerito a Taranto), emanava una circolare intitolata «Celebrare il Vangelo della Famiglia nelle Chiese di Puglia», per disciplinare i matrimoni pugliesi: niente «drappi e fiori sui banchi, arpe, colonne, corbeilles»; e soprattutto solo musica sacra. Segue anche un elenco dei brani proibiti, con motivazione: dall'Ave Maria di Schubert — che «parla di due innamorati che convivono nel peccato» — fino a quella di Gounod, che «rielabora un preludio di J.S. Bach sfruttato poi da un editore ebreo.»

Sui drappi, sulle corbeilles e sui fiori sui banchi non ho molto da dire. E neanche su Schubert che esalta il sesso fuori dal matrimonio. Io penso che la musica si giudichi in altro modo, ma non ha molta importanza. Ognuno si regola a modo suo. La cosa che mi colpisce è che non solo per l'esimio don Carmelo Semeraro, ma anche per l'Arcivescovo Luigi Papa e per la conferenza episcopale pugliese il fatto che una musica sia stata pubblicata - anzi, pardon, “sfruttata”, che altro fanno gli ebrei nella vita - da un  editore ebreo la bellezza di 153 anni fa sia titolo per squalificare una canzone e comunque vada sottolineata. Immagino che anche il vestito della sposa non debba essere fatta da un sarto ebreo o da stoffe prodotte da una industria posseduta, o meglio “sfruttata” da un ebreo, e così i dolci del banchetto, le automobili del corteo, il riso che si usa gettare sugli sposi, gli inviti alla cerimonia, i libri... guai se fossero opera di “sfruttatori” ebrei. E poi però, quello sposo, dal nome un po' sospetto (Placido ha l'aria di venire dalla Spagna, non sarà mica di origini marrane?) era giusto farlo sposare, o don Carmelo ha indagato sulla sua “limpieza de sangre” secondo le regole della Santa Inquisizione  (o almeno quelle naziste di Norimberga, che erano nettamente più indulgenti al riguardo  degli inquisitori cattolici)?

So bene che la grande maggioranza dei cattolici con queste cose non c'entrano. Ma farebbero bene a guardarsi sul fondo della coscienza e magari nel fondo delle sacrestie. Perché fino a che ci sarà qualcuno che proibisce la musica “degenerata”, come diceva Hitler, cioè prodotta da musicisti ebrei o anche solo pubblicata (“sfruttata”) da editori ebrei - be' per favore non facciamo finta che il medioevo sia finito e che l'antisemitismo cristiano sia storia passata, da dimenticare. E' ancora lì, iscritto nelle regole della conferenza episcopale pugliese, nelle decisioni del sinodo dei vescovi del Medio Oriente (che l'anno scorso, con premesse teologiche molto all'antica sul popolo ebraico, ha spiegato che Israele è l'origine di tutti i mali della regione, senza fare cenno alle stragi islamiche) e in tanti altri luoghi.

Ugo Volli


http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90

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