Riduci       Ingrandisci
Clicca qui per stampare

Informazione Corretta Rassegna Stampa
14.03.2011 Gli eroi palestinesi
Commenti di Ugo Volli, Federico Steinhaus, Deborah Fait

Testata: Informazione Corretta
Data: 14 marzo 2011
Pagina: 1
Autore: Ugo Volli - Deborah Fait - Federico Steinhaus
Titolo: «Gli eroi palestinesi - Rabbia e dolore non sempre sono fonte di decisioni sagge»

Sulla strage di Itamar, pubblichiamo il commento di Deborah Fait dal titolo "Gli eroi palestinesi", il commento di Federico Steinhaus dal titolo "Rabbia e dolore non sempre sono fonte di decisioni sagge".
Ecco i due pezzi, preceduti dalla 'Cartolina da Eurabia' di Ugo Volli:

Ugo Volli : "Massacro di Itamar,  la lezione fondamentale è questa: ribellarsi, reagire attivamente "

Cari amici, scusatemi se ancora oggi non mi sento di scherzare. Credo di dovervi ancora una riflessione sulla strage di Itamar - non perché voglia dire cose nuove, anzi; ma perché credo che non pensiamo abbastanza ad alcuni aspetti fondamentali della nostra situazione e non ci regoliamo su di essi quanto servirebbe.

Di fronte a ogni azione umana, la più alta e la più bassa, dobbiamo sempre chiedercene la ragione. Che delle bestie umane sgozzino una coppia e i suoi bambini richiede dunque una spiegazione. Bisogna interrogarsi sulle ragioni di questo crimine. Perché dunque gli assassini hanno colpito, e in questa maniera orribile? Non basta addurre il sadismo, né la miseria né la disperazione né la propaganda martellante dei madia e del mondo politico palestinese né la losca comprensione religiosa di un divino che accoglierebbe gli assassini con vergini da violentare. C'è un motivo più fondamentale

Questo motivo è evidente, dichiarato fin dal nome che usiamo: sono terroristi perché vogliono terrorizzare. Il loro è un tentativo di agire sulla mente di chi riceve la notizia del loro crimine. Gli assassini dell'11 settembre non hanno certo pensato di danneggiare economicamente né militarmente l'America abbattendo le Twin Towers, i terroristi di Londra, di Madrid, della stazione di Bologna (arabi palestinesi anche loro, Cossiga docet) non hanno voluto produrre effetti militari diretti ma soprattutto produrre terrore, mostrare quella che un disgraziato fiancheggiatore ha chiamato a suo tempo la "geometrica potenza" espressa dalla Brigate Rosse nel rapimento Moro. Sconcertare e impaurire la popolazione, farsi temere, mostrare che chi si oppone anche passivamente rischia una morte orribile: questo è il terrorismo.

Gli assassini dell'altro giorno, come tutti i terroristi palestinesi se la sono sempre presa coi più deboli, coi più indifesi, coi più innocenti: non solo per vigliaccheria – anche per questo, non bisogna mai dimenticare che sono dei vigliacchi quando si tratta con loro. Ma soprattutto perché pensano che in questa maniera possono mettere in fuga il nemico, terrorizzarlo. E naturalmente ci riescono, per esempio con buona parte dei politici, dei giornalisti e delle classi dirigenti europee, ma anche con gli intellettuali e gli artisti di mezzo mondo, che in maniera "del tutto spontanea" si alleno alle loro tesi, boicottano Israele e si allineano con la loro sensibilità. Un allineamento che è arrivato fino all'uomo più potente del mondo, il patetico e pusillanime premio Nobel della pace preventivo del 2009

E' essenziale dunque non farsi spaventare, non farsi condizionare. E mostrarlo, falo vedere, ribellarsi, reagire attivamente. La lezione fondamentale è questa. Per fortuna Israele la conosce bene e Netanyahu da quell'ottimo politico e conoscitore del mondo che è, ha detto la cosa giusta: "loro sparano e noi costruiamo". Non nel senso che Israele rinunci a perseguire con tutti i mezzi i terroristi; ma che essi (e chi dentro la leadership palestinese li manda) deve sapere che il risultato che  otterranno è l'opposto di ciò che desiderano: non il terrore, ma la determinazione a restare e a combatterli. In questo caso, lo sblocco di nuovi appartamenti da tempo necessari agli insediamenti. Il che non significa, come qualcuno dice "divorare" la terra contesa, perché non si tratta di fondare nuovi paesi o di ampliare il perimetro delle cittadine che esistono, come Itamar; ma della determinazione a non soffocarle, come vorrebbero i palestinesi, nella decisione di farli vivere e prosperare. Non sarà ammazzando vittime indifese che si spianteranno gli ebrei dalla loro terra, la pace potrà venire solo dall'accordo, dalla fine della violenza, dal riconoscimento dell'identità dell'altro: questo è il messaggio di Netanyahu e questo noi oggi dobbiamo condividere e sostenere.

Federico Steinhaus: "Rabbia e dolore non sempre sono fonte di decisioni sagge"

All’abominevole strage di Itamar il governo israeliano si prepara a dare due risposte: una militare, che sperabilmente porterà all’arresto o uccisione dei responsabili, ed una politica, mediante un consistente aumento delle case costruite in Cisgiordania.

La prima è indiscutibilmente necessaria, come è evidente, ma la seconda pone dei quesiti ai quali non è semplice dare risposte.

Ha un collegamento con l’atto terroristico? No, si tratta più semplicemente di un rafforzamento della politica che ha portato alla crescita numerica degli insediamenti; pertanto non verrà percepita dai palestinesi come un atto di legittima difesa dei propri cittadini bensì come un ulteriore affronto alle loro aspettative nazionali.

E’ utile? Aumenterà il numero delle persone che lo stato deve proteggere, aumenterà l’intensità delle critiche internazionali, farà diminuire il già modestissimo ed effimero tasso di solidarietà e simpatia che un omicidio così terribile genera verso le vittime.

Dà maggior vigore alla linea politica d’Israele? Probabilmente contribuirà a nuove fratture fra le diverse posizioni dei partiti di governo, e sicuramente non faciliterà possibili future trattative coi palestinesi.

Ha una valenza morale? Sì, se vogliamo sottolineare la tesi che i palestinesi vogliono in realtà uno stato “judenrein”, senza presenza ebraica; no, se invece consideriamo la costruzione di nuovi insediamenti o l’ampliamento di quelli esistenti come una prevaricazione.

Costituisce un monito efficace per impedire ulteriori atti di simile barbarie? Probabilmente otterrà l’effetto opposto, di accrescere la rabbia dei palestinesi nei confronti degli israeliani “usurpatori”.

Ma passiamo a considerazioni più ampie e generali. Israele è, purtroppo, sempre sul banco degli accusati, qualunque cosa faccia (o non faccia). Ma non deve cedere al vittimismo, che pure sarebbe ampiamente giustificato: deve seguire con coerenza una condotta fatta di scelte politiche ponderate, difendibili, efficaci. Israele non ha alcun obbligo di compiacere le grandi potenze ed in genere l’occidente, ma le sue scelte devono comunque tener conto anche del fatto che il mondo moderno è un insieme inestricabile di interessi che si sovrappongono, confliggono, interagiscono, e che di questo insieme inestricabile anche Israele e le sue decisioni sono parte essenziale.

L’aver ragione non è un lasciapassare verso qualsiasi decisione; il dover lottare quotidianamente contro nemici agguerriti e contro non-amici infidi aumenta il carico di responsabilità dei governanti.

Deborah Fait: "Gli eroi palestinesi"

Gli eroi palestinesi hanno aspettato che dormissero, sono entrati e li hanno sgozzati: Udi e Ruthi Fogel e i loro tre bambini, Hadas di tre mesi, Elad di tre anni e Yoav di 11 anni.
Sgozzati mentre dormivano.
Sgozzati capito?
Sgozzati.
Hanno messo i coltelli nella gola di tre bambini mentre dormivano.
Capito?
Qualche infame  su un forum ha scritto "uccisi nel sonno". Uccisi nel sonno?
Sicuramente non saranno morti tutti insieme, si saranno svegliati, avranno visto, avranno gridato per il terrore. I genitori saranno morti pazzi di dolore pensando ai loro figli sotto le mani delle belve maledette che li stavano massacrando.
Due bambini si sono salvati perche' erano in un altra camera e per la paura avevano nascosto il capo sotto le coperte, come fanno sempre i bambini quando hanno gli incubi. Muti per il terrore.
Le belve forse non li hanno visti, forse per la fretta li hanno risparmiati.
Forse la loro sete di sangue era per il momento appagata, capita colle belve, quando sono sazie se ne vanno.
I paramedici del Maghen David Adom hanno fatto fatica a camminare nelle stanze dell'orrore perche' il pavimento era ricoperto da litri di sangue misto ai giocattoli dei bimbi, scivolavano nel sangue, inciampavano nei giocattoli, accecati dalle lacrime di fronte allo spettacolo che si era presentato ai loro occhi. 
Io sono cattiva, molto cattiva e  maledico con tutta l'anima mia i terroristi, i loro mandanti, e quelli che, alla notizia, si sono messi a ballare per le strade come sempre quando vengono ammazzati israeliani, festa grande.
Si li maledico, come maledico i loro capi che solo dopo che Israele aveva presentato formale protesta all'ONU, si sono ricordati di "condannare".
Condannare cosa? Loro sono felici e le loro sono solo parole vuote.
Arafat faceva lo stesso, ci mandava i kamikaze e poi piagnucolava che lui voleva la pace e il mondo a credergli e a condannare Israele se andava a colpire i mandanti dei vari massacri.
Ecco qui la voglia di pace palestinese: un video recentissimo in cui si incita all'assassinio di ebrei
http://www.ilvangelo-israele.it/news/immagini/Premi_il_grilletto.html
 
"premi il grilletto" cantano e ballano. Premi il grilletto, maneggia il coltello, ammazza , ammazza, ammazza.
 
I palestinesi cercano di distruggere i nostri bambini, il nostro futuro, noi li mettiamo al mondo, li cresciamo come fiori, con ogni cura e con tutto l'amore, poi arriva un mostro e ce li ammazza. Per loro e' normale ammazzare bambini, come e' normale usare i loro come scudi umani, li educano all'odio e non possiamo certo pretendere che si facciano scrupolo nell'ammazzare i nostri.
Allora cosa dobbiamo fare?
Dobbiamo tenere le belve lontane da noi, altro che pace e tolleranza, non ci sara' mai pace con chi pensa solo alla morte, con chi ha fatto della morte il proprio ideale.
I figli di Allah, i mostri di Allah, non sanno cosa sia la pace, non sanno cosa sia vivere senza sangue  e senza odio.
Si, come diceva Golda, solo quando impareranno ad amare i loro figli e vorranno dar loro un futuro da esseri umani, solo allora avremo la pace.
Quando avverra'?
Mai, almeno per i prossimi cent'anni.
Vediamo cosa succede in questo periodo nel mondo arabo, un potere che cerca di scardinare il potere precendente per prenderne il posto, altro che liberta', altro che primavera araba, la' non c'e' nessun segnale di primavera, solo violenza, sangue, stupri e odio.
Sul mio blog un'anima buona ha scritto questo messaggio:
"Agli antisemiti fascisti, di sinistra e cattolici: per favore, almeno oggi rispettate il nostro dolore. Dimostrate con il silenzio di avere ancora un'anima"
ma non e' stato ascoltato perche' non appena e' uscita la notizia le reazioni sono state di compiacimento e di accuse a Israele....e' il frutto dell'occupazione...e chi dice che siano stati i palestinesi....anche gli ebrei sono terroristi....coloni...coloni....coloni...
 
Intanto il mondo sta festeggiando "Il mese dell'apartheid israeliano", una volta era "solo" una settimana, quest'anno e' stata allargata a un mese intero per avere piu' tempo per spargere intorno a loro odio e intolleranza.
Il Medio oriente e' a ferro e fuoco, il Giappone si e' trasformato in un cimitero a causa della tragedia del terremoto e dello tsunami, esiste il pericolo di radioattivita', il mondo sta saltando per aria ma gli avvelenati celebrano il loro odio contro Israele. 
Non hanno altro in quelle loro piccole teste piene di niente, di vuoto da riempire solo di escrementi.
Niente altro gli interessa.Nient'altro che Israele e il veleno che hanno dentro, un veleno che non ha avuto inizio nel 1967 ma molto prima, migliaia di anni prima e che si sono tramandati di madre in figlio.
Un veleno succhiato dal seno delle loro madri, un veleno che mai finira' perche', come disse Sartre "se non esistessero gli ebrei, esisterebbe comunque l'antisemitismo" perche' l'odio verso gli ebrei e' una vera e propria malattia psichiatrica.
La " Israeli Apartheid Week" e' stata inventata nel 2005 da gruppi antisionisti/antisemiti/propalestinesi  e dal Boycott, Divestment and Solidarity Movement e viene organizzata in 55 citta' di verie nazioni e in tutti i campus universitari di sinistra delle universita' occidentali.
Cosa vogliono queste mammolette?
Poca roba: La fine dell'occupazione di tutta la terra araba, la restituzione del Golan, della Cisgiordania, di Gerusalemme est, di Gaza, la demolizione del 'muro della vergogna" e il diritto al ritorno di tutti i rifugiati palestinesi.
Riassumiamo?
Vogliono la fine di Israele e la sua eliminazione.  Piu' semplice e chiaro di cosi'.
Per tutto il mese di marzo i giovani e meno giovani progressisti in giro per l'Europa e l'America parleranno di questo e cercheranno di fare proseliti, cosa non difficile se consideriamo l'isolamento di Israele e tutto l'odio che lo circonda.
La guerra contro Israele e' in atto, una guerra psicologica che fa piu' danno delle guerre classiche perche' , come la goccia cinese, vuole indebolire le nostre anime, vuole deprimere i nostri cuori e mettere confusione nelle nostre menti, soprattutto in quelle dei nostri figli perche' i giovani sono  recettivi e sensibili e a forza di sentirsi dire che sono dei mostri e che vivono in un paese di mostri, finiranno per crederlo con risultati terrificanti.
I nostri ragazzi cosi' belli e coraggiosi che, anziche' divertirsi come dovrebbero, sono quotidianamente preda dei nostri nemici, possono essere ammazzati, rapiti e scomparire nei meandri del mondo arabo e , peggio di tutto, possono essere costretti a fare ancora, come i nostri antenati in Europa, Autodafe'.
Se volete essere amati e rispettati tradite Israele, diffamate Israele, condannate Israele, odiate Israele!
Io pero' dico ai nostri figli, abbiate coraggio come sempre, siamo una forza e se restiamo uniti nessuno ci distruggera'.
Credeteci, in barba ai nostri assassini e agli sgozzatori dei nostri bambini, per tutti quelli che ci odiano, per tutti quelli di noi che sono stati ammazzati.
Credeteci e Israele e il suo popolo esisteranno sempre!
Siano benedetti  Udi e Ruthi, Hadas, Elad, Yoav e i loro tre fratellini sopravvissuti.


http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90

Clicca qui per stampare questa pagina
Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui