domenica 05 luglio 2020
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
--int(0)
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Che cos'è il sionismo? Un video per capire da guardare e diffondere (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


Clicca qui






Informazione Corretta Rassegna Stampa
23.12.2010 Capite, cari amici, perché non si può non essere di sinistra oggi
Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

Testata: Informazione Corretta
Data: 23 dicembre 2010
Pagina: 1
Autore: Ugo Volli
Titolo: «Capite, cari amici, perché non si può non essere di sinistra oggi»

Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

" Capite, cari amici, perché non si può non essere di sinistra oggi "

Cari amici, siete sconsolati anche voi, lo so. Nonostante le epiche imprese di black block, autonomi e compagnia, questo paese non riesce proprio a entrare in Eurabia.
Continua a essere uno dei pochi che vota per il regime sionista all'Onu contro la convocazione della conferenza antisionista, pardon antirazzista Durban 4 e si permette perfino dal dissentire dalle giuste sentenze dell'Unesco per cui la tomba dei Patriarchi è una moschea musulmana e il grande filosofo ebreo e legislatore alakhico Maimonide faccia parte del patrimonio islamico sotto il suo vero nome di Abu Mussa.
Non c'è modo di abbattere il tiranno che ci governa, né di costruire una moschea di fronte e più alta di ogni chiesa, come la brava Autorità Palestinese ha fatto alla Basilica della Natività a Betlemme, per l'esultanza di Pax Christi e dei loro amici cattomusulmani.

Ma consolatevi, c'è ancora una speranza, anzi due, naturalmente connesse fra loro. La prima è la città di Torino, la seconda il sindacato di classe dei metalmeccanici, la gloriosa Fiom, che oggi coltiva il massimo obiettivo politico di impedire che la fabbrica di Mirafiori ricominci a lavorare a pieno regime, naturalmente per contrastare le orribile prepotenze dei padroni, anzi di Marchionne, il quale pretende, udite udite, che i suoi operai lavorino con una produttività pari a quella della capitalista America (non dei comunisti Vietnam o Cina, figuriamoci).

Bene, che cosa ha fatto Torino per farci sperare? Non tanto, una mozione. Anzi, la proposta di una mozione che finora è stata bloccata dall'ostruzionismo – ammettetelo, pochissimo sportivo, vi sembra il caso di far mancare il numero legale a un'istituzione nobile e così funzionale come il consiglio comunale di Torino? – della minoranza di centro destra e in particolare della Lega Nord, già quelli che i media e gli opinion leader demonizzano sempre.

E che cosa dice questa bellissima mozione. E' troppo lunga per riportarla tutta qui, ma troppo bella e poetica per ignorarla.
Ecco qualche brano:
"PRESO ATTO che dei due Stati previsti nella Risoluzione 181 (II) del 1947, conosciuta come Partition Resolution, finora è stato creato solo Israele; RICORDANDO
che ancora oggi il popolo palestinese è costretto a soffrire le conseguenze della lunga occupazione militare israeliana, una violenza continua, quotidiana, ordinaria, a volte manifesta, a volte invisibile, spesso nascosta dai grandi mezzi d'informazione;
VISTI i rapporti delle Nazioni Unite che documentano come ancora oggi la vita dei palestinesi sia scandita da umiliazioni, maltrattamenti, soprusi, discriminazioni, posti di blocco, muri, insediamenti, abbattimento di case, aggressioni, arresti e uccisioni;
CONSIDERATO  che la continua espansione degli insediamenti e la costruzione del muro nei territori occupati, la demolizione delle case e gli sfratti anche a Gerusalemme Est sono contrari al diritto internazionale e costituiscono il principale ostacolo alla continuazione dei negoziati;
RIBADISCE che la continuazione dell'occupazione militare israeliana dei Territori Palestinesi: -    comporta immani sofferenze, la violazione sistematica dei fondamentali diritti umani dei palestinesi ed il progressivo deterioramento delle loro condizioni di vita; -riduce lo spazio per il dialogo, la comprensione reciproca e la ricerca di soluzioni negoziate tra i due popoli;" eccetera eccetera eccetera.

Notate che la mozione è stata firmata 
dal Presidente del Consiglio Comunale, Rifondazione Comunista;
il Capogruppo del Partito Democratico, l’Ulivo;
la Capogruppo di Sinistra Ecologia e Libertà;
il Capogruppo di Nuova Sinistra per Torino;
il Capogruppo di Rifondazione Comunista;
un esponente di Sinistra Ecologia e Libertà;
il Capogruppo dei Moderati;
il Capogruppo di Di Pietro – Italia dei Valori;
il capogruppo di Alleanza per l’Italia  - API ;
il Capogruppo dell’UDC, Unione dei Democratici Cristiani (che evidentemente la pensa in maniera diversa dal loro deputato europeo Magdi Cristiano Allam). Naturalmente si sono dimenticati un paio di dettagli, tipo il terrorismo, le quattro guerre di tutto il mondo arabo contro Israele, il rifiuto opposto dagli arabi alla fondazione di uno stato palestinese nel'48. Ma non importa, è bellissimo.

E la CGIL, anzi la sua avanguardia Fiom?
"chiede che il Governo  italiano «sospenda gli accordi commerciali e militari con Israele finché il suo Governo non rispetti il diritto internazionale e i diritti umani, metta fine agli insediamenti e all'assedio della popolazione di Gaza»" lasciandoli giocare con i loro innocenti mortai e missili e per questo  "Maurizio Landini, il leader della Fiom, " ha incontrato "Jamal Jumaa, il coordinatore palestinese della Campagna Stop the Wall e membro del Comitato nazionale della Campagna Bds", il quale "«ha illustrato le attività di resistenza popolare non violenta della società civile palestinese contro il Muro, l'occupazione israeliana e la discriminazione verso i palestinesi" e "ha fatto presente il ruolo di aziende europee nel rafforzamento dell'occupazione, attraverso la collaborazione alla costruzione di infrastrutture legate al Muro e agli insediamenti israeliani sui territori occupati. Il caso più recente è la costruzione di un treno ad alta velocità tra Tel  Aviv e Gerusalemme, per collegare le colonie israeliane."

Naturalmente la Fiom non ha avuto nessuna esitazione di fronte alla qualificazione di Gerusalemme e Tel Aviv come "colonie israeliane", e alla fine, con stupenda ipocrisia pretesca, "Si è impegnato a portare, anche nelle sedi sindacali internazionali, la richiesta che il sindacato Histadrut venga vincolato al rispetto dei principi del Sindacalismo europeo e internazionale (indipendenza, democrazia, diritti umani e del lavoro) e, in caso contrario, che vengano sospese le relazioni con il medesimo", cioè in sostanza si è impegnato a cercare di espellere il sindacato israeliano dalle organizzazioni internazionali. La fonte, per chi fosse interessato, è un flash Ansa (Sec-Eca/Gs/Adnkronos) datato 22-DIC-10 15:03.

Capite, cari amici, perché non si può non essere di sinistra oggi. Solo così si garantiscono i diritti umani e la solidarietà internazionale. Vi prego, iscrivetevi alla Fiom, anche se fate gli avvocati o i contadini, e ricordatevi alle prossime elezioni a Torino di votare per il Partito Democratico, Sinistra e Libertà o un'altra delle pittoresche sigle che fanno loro corona.
In questa maniera i problemi della città non saranno probabilmente risolti, vista la loro grande capacità organizzativa, ma senza dubbio il Medio Oriente sarà un posto migliore e l'Europa molto più euraraba.

Ugo Volli


http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90

Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT