lunedi` 16 dicembre 2019
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Il negazionismo nel mondo arabo (Sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


Clicca qui





Hai già visitato il sito SILICON WADI?


Clicca qui






Informazione Corretta Rassegna Stampa
04.05.2010 Scegliete in fretta, il treno della storia sta passando
Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

Testata: Informazione Corretta
Data: 04 maggio 2010
Pagina: 1
Autore: Ugo Volli
Titolo: «Scegliete in fretta, il treno della storia sta passando»

Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

Scegliete in fretta, il treno della storia sta passando


John Mearsheimer


Che tipo di ebrei siete? O se non siete ebrei, ma solo amici, che tipo di amici degli ebrei siete? Non sto parlando di askenaziti o sefarditi, naturalmente, o di israeliani e della diaspora, di religiosi e laici, ortodossi, riformati e conservative o altre sciocchezze del genere.  Dovete sapere che ci sono esattamente tre tipi di ebrei: gli orribili "neo-afrikaneer", chiamati così dal nome del principale gruppo di sudafricani bianchi; i lodevoli "ebrei giusti" e come sempre la "grande massa intermedia" che non sa schierarsi, ma naturalmente se non è scema alla fine andrà dalla parte buona, quella dei giusti.

I neo-afrikaneer sono la grande maggioranza del popolo israeliano che non è disposta a fare tutto quel che vuole l'Autorità Palestinese e Obama che la appoggia; in America l'Anti-Defamation League, l'Aipac, il Congresso mondiale ebraico, cioè tutte le più importante espressioni organizzate del mondo ebraico,  in Europa la grande maggioranza delle comunità. In breve, il mondo ebraico. I giusti sono invece "Noam Chomsky, Roger Cohen, Richard Falk, Norman Finkelstein, Tony Judt, Tony Karon, Naomi Klein, [... e inoltre] molte delle persone associate a "J Street" [...] e importanti figure internazionali come il giudice Richard Goldstone." In sostanza tutti i boicottatori, i nemici di Israele, i relitti del comunismo, i nemici dell'Occidente, i nostalgici della rivoluzione mondiale di tutte le salse. Con un pizzico di negazionismo della Shoà (Finkelstein), per rendere più piccante l'intruglio. Sì, i giusti sono loro. Quelli che vogliono uno stato "binazionale dominato dai palestinesi". E naturalmente "democratico", magari nell'accezione del termine che si usa a Cuba o andava di moda nella Germania est. Nella lista manca Haaretz e il minuscolo ma rumoroso stuolo dei pacifisti israeliani, giustamente considerati insignificanti. Non hanno nemmeno fatto in tempo a essere citati in questo elenco, perché come sempre in ritardo e periferici, ma senza dubbio in questo elenco rientrerebbero anche gli imitatori europei di "J street" che forse avete sentito nominare, si chiamano "J call", perché sono molto umili e quindi dall'alto della loro saggezza hanno deciso di fare un "appello - call - alla ragione" di Israele.

Vi chiederete chi è che dà i voti così? Chi conosce così profondamente il popolo ebraico da distinguere le forze sane in esso, ovvero i suoi distruttori? Ah, una persona estremamente autorevole, un professorone, un grande amico dell'umanità, un patriota americano, quel John Mearsheimer che qualche anno fa si fece una certa fama lanciando con Stephen Walt l'allarme per "the Israel Lobby", un nome meno evidentemente razzista per la "lobby ebraica", che comunque dominerebbe la politica americana e quindi il mondo. Una tesi del genere era stata avanzata anche un secolo fa dai celebri "Protocolli dei savi di Sion", che sono stati fra le letture preferite di Hitler e sono ancora un best seller in Egitto, Turchia, Iran e naturalmente nei territori palestinesi.

"The Israel lobby" ebbe un certo successo in America, non tanto in Italia dove pure è stata tradotta; ma evidentemente non abbastanza, e ora Mearsheimer ha deciso di rilanciare la propria immagine, tenendo un discorso al "Palestine Center" di Washington, lautamente pagato dall'arabo "Jerusalem fund" sul "futuro della Palestina". Se siete curiosi lo trovate qui: http://mrzine.monthlyreview.org/2010/mearsheimer300410.html Essendo uomo di mondo, naturalmente, il professore non si è messo a discutere certo dell'orientamento politico dei suoi ospiti, di come potrebbero fare per arrivare a una ragionevole e pacifica democrazia senza terrorismo per imparare a convivere coi loro vicini, del conflitto fra Hamas e AP, della corruzione, dell'elogio continuo che i media palestinesi fanno del terrorismo. Ha fatto invece delle profezie opportunamente fosche sul futuro di Israele, che sono significative non solo perché hanno avuto molta eco in America, ma perché qui nella periferia dell'Impero dove viviamo noi, appaiono notevolmente simili alle idee degli appellanti di "J-call"

La sua tesi è che i neo-afrikaneer non hanno la minima intenzione di permettere che nasca una pace in Medio Oriente coi due stati, che lui naturalmente concepisce solo come modellata esattamente sulle pretese dei palestinesi, per cui ogni tentativo di trattativa da parte di Israele è una prova del suo rifiuto della pace. (In questo i meravigliosi 300 intellettuali ebrei dell'appello che abbiamo citato sopra hanno la stessa impressione di un Israele nemico della pace perché non sdraiato a tappetino sulle pretese arabe, solo che sperano di poter ancora "richiamare alla ragione", cioè rovesciare la tendenza). I neo-afrikaneer per Mearsheimer vogliono la "grande Israele", non nel senso antico di volere espandere Israele ai confini biblici o anche solo a tutto il mandato britannico; semplicemente lui chiama Grande Israele il progetto di conservare lo status quo, magari accordando autonomia a uno stato palestinese che tenga conto dei bisogni di sicurezza israeliani (cioè che prevenga il terrorismo). Beninteso, uno stato così sarebbe esplicitamente quel che già Israele è secondo l'illustre professore americano e i suoi giusti: un regime di apartheid (se non lo fosse già infatti, che senso avrebbe chiamare afrikaneer più o meno tutta Israele?) Questa soluzione, per John Mearsheimer, è però destinata a collassare rapidamente per l'opposizione americana e per le proteste palestinesi.

Dunque, quasi per hegeliana astuzia della ragione, i neo-afrikaneer saranno più utili dei giusti, e finiranno con ottenere quella che è la morale buona della storia, cioè "uno stato binazionale democratico dominato dalla maggioranza palestinese". Gli appellanti europei non sono forse altrettanto decisi nel riconoscere la bontà dei meccanismi storici e non hanno forse tutta l'onestà intellettuale per riconoscere che per il bene dell'umanità il trionfo della giustizia e anche la sicurezza dell'America, Israele deve scomparire ed essere sostituito da uno stato palestinese che rapidamente evolverà in un regime islamico vero e proprio.

Allora, cari amici, schieratevi: siete i buoni ebrei giusti o gli schifosi neo-afrikaneer o addirittura gli ignavi centristi? Muovetevi, il treno della storia sta passando davanti a voi. Se vi metterete nell'eroica schiera dei buoni, con Chomski, Goldstone, Klein e magari Cohn Bendit - non nomino quel paio di italiani nella compagnia che non contano niente - potrete avere il privilegio di festeggiare la bandiera verde del profeta sventolerà di nuovo su Al Quds e magari presto su Roma, Londra e Washington! Evviva!

Ugo Volli


http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90

Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT