giovedi` 12 dicembre 2019
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Il negazionismo nel mondo arabo (Sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


Clicca qui





Hai già visitato il sito SILICON WADI?


Clicca qui






Informazione Corretta Rassegna Stampa
09.01.2010 Ai miei nemici ci penso io, dagli amici mi difenda un dio
Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

Testata: Informazione Corretta
Data: 09 gennaio 2010
Pagina: 1
Autore: Ugo Volli
Titolo: «Ai miei nemici ci penso io, dagli amici mi difenda un dio»

Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

"Ai miei nemici ci penso io, dagli amici mi difenda un dio "


Rahm Emanuel con Obama

Ogni tanto sui giornali trovo anche qualche buona notizia. Una è questa, pubblicata con risalto dai quotidiani israeliani, ma naturalmente non da quelli italiani. Riguarda il capo dello staff della Casa Bianca Rahm Emmanuel, l'eminenza grigia dell'amministrazione vicina a "J Street"che ha contribuito forse più di ogni altro a dettare a Obama la pratica del "tough love", l'"amore tosto", cioè il tentativo di costringere Israele contro la volontà dei suoi elettori a eliminare il governo Netanyahu, ad abbracciare l'ideologia di una sinistra che ha ricevuto meno del dieci per cento dei voti e ad arrendersi in nome della pace a ogni ricatto dei palestinesi - naturalmente per amore, dato che Emanuel è di origini ebraiche come dice il suo nome. O forse per interesse, dato che Obama pensava che in questo modo avrebbe potuto raggiungere un risultato "storico"

Ma le forze storiche sono più dure di qualunque amore duro, Israele è più tenace di ogni machiavellismo, americano. Ha resistito all'ostilità di Carter e Bush senior, figuriamoci se molla così con un Emanuel (o un Obama). Netanyahu resiste in maniera flessibile e intelligente, ma resiste. E anche di fronte a questa resistenza l'amministrazione Obama mostra la sua natura molle e indecisa.

Qualche giorno fa dunque Emanuel si sarebbe incontrato con il console generale di Israele a Los Angeles, Jacob Dayan, e gli avrebbe detto che l'amministrazione è "fed up" stufa marcia del Medio Oriente, che ne ha abbastanza ("is sick") degli israeliani che adotterebbe le decisioni giuste solo mesi dopo il momento opportuno, ed è altrettanto scocciata dei palestinesi che secondo un vecchio adagio che forse risale ai tempi di Abba Eban "non perdono mai l'occasione di perdere un'occasione". L'amministrazione è così stufa, avrebbe detto Emanuel,che se non ci saranno novità ha deciso di disimpegnarsi dalle trattative, perché ha di meglio da fare. Così i giornali israeliani. Non commento l'idea che un presidente si stufi di un progetto politico difficile, come un bambino che butta via un giocattolo che non riesce a dominare. Decidete voi quanto è serio un discorso del genere, a proposito della vita e della morte della gente.

Questa però sarebbe davvero un'ottima notizia, perché di danni come quelli fatti nell'ultimo anno di interventi dilettanteschi da Obama, Hilary Clinton e i loro dipendenti si fa volentieri a meno. Come si usa dire, ai miei nemici ci penso io, dagli amici mi difenda un dio. Peccato però che il governo americano si sia affrettato a smentire. Durante la sua visita, l'amministrazione americana  ha detto che Dayan ha affermato "Emanuel reiterated his unflagging commitment to Israel's security and his devotion to the search for Israeli-Palestinian peace" Emanuel ha ripetuto il suo impegno indefesso alla sicurezza di israele e alla ricerca di una pace fra Israele e Palestina. E addirittura l'ambasciatore di Israele ha dovuto ribadire "Israel's complete confidence in Emanuel's leadership and his friendship with the State of Israel", la completa fiducia di israele nel leadership di Emanuel e nella sua amicizia per Israele.

Sono cose che si dicono. Ma magari, chissà, i dilettanti allo sbaraglio, benché forniti di premio Nobel preventivo, si sono stufati per davvero e hanno deciso di dedicare se non proprio il loro "tough love" ai pericoli che vengono dall'Iran o dallo Yemen. Speriamo.

Ugo Volli  


http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90

Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui
www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT