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Informazione Corretta Rassegna Stampa
13.12.2009 Ecco come vengono investiti i miliardi di dollari a Gaza
Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

Testata: Informazione Corretta
Data: 13 dicembre 2009
Pagina: 1
Autore: Ugo Volli
Titolo: «Ecco come vengono investiti i miliardi di dollari a Gaza»

Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

"  Ecco come vengono investiti  i miliardi di dollari a Gaza "

Cari amici,

ma perché a noi eurarabi sono simpatici i palestinesi? Ci sono tanti motivi, la loro fede superiore, la loro appartenenza al Terzo mondo, il fatto che i paesi arabi controllano il petrolio... ma uno è il più importante di tutti. Sono poveri, poverissimi. Mentre gli israeliani sono ricchi, ricchissimi. Non c'entra il fatto che questi ultimi abbiano dissodato il deserto (che quando va in mano ai palestinesi, come a Gaza, torna subito al suo stato naturale, perché a loro dell'agricoltura non importa niente, le sole macchine che amano sono i mitra, della terra si occupano solo per farci gallerie e trappole esplosive). E neanche il fatto che si inventi più alta tecnologia in Israele che in tutta Europa. No, quello non conta. E' che gli israeliani sono ebrei e si sa che gli ebrei col denaro... be' se qualcuno ha dei dubbi vada a vedersi il Mercante di Venezia messo in scena da Ronconi al Piccolo Teatro di Milano: la vita ebraica è tutta una questione di soldi, il resto non è niente.

Pensate che i Palestinesi sono così poveri che i benefattori del mondo unito, America e Eurabia in testa hanno concesso a Gaza, dopo l'operazione "Piombo fuso", 5,2 miliardi di dollari, cioè circa 4 miliardi di Euro, 8000 miliardi delle vecchie lire, quando in compensazione per i sacrifici ecologici richiesti, stanno offrendone a tutti i paesi poveri del mondo messi assieme 8 miliardi, meno del doppio. Non c'è mai stata al mondo una popolazione che abbia ricevuto tanti finanziamenti dalla comunità internazionale. Aggiungeteci che con questi soldi i dirigenti palestinesi speculano, commerciano in droghe e in ogni tipo di affare sporco, guadagnandoci un bel po'. (http://www.michelgurfinkiel.com/articles/260-Proche-Orient-Les-Palestiniens-et-largent-sale.html ).Il fatto un po' sgradevole è che, come dice il giornalista americano Matt Rees nel post che ho appena citato "niente è arrivato sul terreno"
 
La ricostruzione infatti non è neanche iniziata. Vi chiedete il perché? Mah, certamente è colpa dei cattivi israeliani con il loro blocco, che impediscono ai palestinesi di importare le armi che vogliono e quindi li innervosiscono, li distraggono, tolgono loro l'umore giusto per ricostruire.

Bisogna ammettere anche che non tutte le promesse sono state mantenute, non tutti gli eurarabi a parole amano mettere mano al portafoglio, magari sono ebrei anche loro. E magari c'entra anche il tesoretto che i previdenti dirigenti palestinesi si fanno all'estero. Quando morì Arafat, ci fu una grande lite per i miliardi di dollari sui suoi conti personali fra la moglie Reena e il successore Abu Mazen. Poi in qualche modo si arrangiarono, lei andò a vivere in Europa, letteralmente coperta d'oro e il figlio di Abu Mazen divenne un ricchissimo capitano d'industria. Cose che capitano. I palestinesi sono poveri, ma non tutti.

E però, scontate le tangenti e tutto il resto, perché gli abitanti di Gaza che hanno ricevuto lo scorso anno ciascuno un assegno virtuale di almeno 3000 euro a persona per la ricostruzione, vecchi e neonati inclusi, oltre ai finanziamenti normali che non sono poca cosa, restano così poveri?   Lo capite meglio se leggete un comunicato apparso su sito ufficiale di Al Fatah ( www.Fateh.org) lo scorso 9 dicembre. Il capo delle brigate Al Aqsa a Gaza, che dev'essere assolutamente una specie di francescano che ama il suo prossimo più di se stesso e risponde al nome, naturalmente di battaglia, di Abu Ahed , ha dichiarato su quel sito che "l'attività delle brigate a Gaza dev'essere considerata come uno sforzo o un impegno" [l'inglese dice "endeavor", molto probabilmente si tratta della traduzione dell'arabo "Jihad", che significativamente vuol dire tanto percorso personale di ascesa verso la Salvezza eterna, quanto guerra santa], "perché i combattenti preferiscono comprare armi piuttosto che dar da mangiare ai loro figli e molti di essi hanno impegnato anche i gioielli delle mogli per comprare armi".

Poverini... meglio comprare armi che dar da mangiare ai figli, chissà se i figli sono d'accordo... certo che fa commozione e vien voglia di staccare un assegno per consentir loro non di dare da mangiare ai figli, questo no, non gli interessa, ma di comprare altri giocattoli che fanno bum... 

Ma se si ammalano? Be' in questo caso ci sono i cattivissimi israeliani che provvedono. Un paio di giorni fa ci sono stati i primi casi di febbre suina a Gaza e dove sono stati ricoverati gli ammalati gravi? Ma in Israele, è chiaro. E chi ha mandato il vaccino necessario a Gaza? Ma i colonialisti, sionisti, ladri di organi dell'entità sionista (http://www.jpost.com/servlet/Satellite?cid=1259831474486&pagename=JPost%2FJPArticle%2FShowFull). In generale, sapete quanti pazienti di Gaza sono stati ricoverati in Israele dall'inizio del 2009? Circa 9000 (http://marsspirit.ilcannocchiale.it/2009/12/09/israele_da_gaza_missili_verso.html) Sarà che gli  ospedali di Gaza hanno il piccolo neo di ospitare i comandi di Hamas e quindi non sono particolarmente efficienti sul piano sanitario, sarà che tutte le ambulanze servono per il trasporto dei terroristi e non possono essere lasciate al banale uso dei malati; fatto sta che chi si ammala se appena può cerca di scappare in Israele, pagando tangeti alla guardie di Hamas, facendo carte false...  e magari lo fa  anche chi non si ammala ma finge, come raccontava di recente il Jerusalem Post, pur di scappare via dal paradiso islamico di Hamas.

Insomma, poveri palestinesi: voi che in fondo siete ricchi cittadini di Eurabia non avreste per caso un migliaio di euro che vi avanza per comprargli un piccolo fucile? Non si mangia, ma fa un bellissimo suono: Bum!

Ugo Volli


http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90

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