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Informazione Corretta Rassegna Stampa
31.01.2009 Spagna contro Israele: il ritorno dell'Inquisizione
l'analisi di Danielle Sussmann

Testata: Informazione Corretta
Data: 31 gennaio 2009
Pagina: 1
Autore: Danielle Sussmann
Titolo: «Spagna contro Israele: il ritorno dell'Inquisizione»

Tzipi Livni ha rischiato di non recarsi a Bruxelles per spiegare ed illustrare la realtà concreta dell’operazione israeliana, a causa delle voci di un arresto pendente nei suoi confronti da parte della Corte Internazionale Europea dell’Aja. Tali arresti nel tempo si sono diretti contro diversi responsabili, tra cui Ariel Sharon, e funzionari sia governativi che dell’esercito israeliano. Tuttavia, ad oggi, ogni avviso di garanzia (conducente all'arresto) è rimasto simbolico, oltre alla decisione di non applicarla contro  un capo di stato o ministro in carica. L’arresto l’hanno sfiorato per la prima volta, ufficiali  dell’esercito israeliano per ordine della Gran Bretagna. Doron Almog, ex Comandante del Sud di Israele, era già atterrato nel Regno Unito per sostenere una serata di beneficenza per bambini disabili quando venne a sapere che rischiava l’arresto se entrava nel Paese. Un altro ufficiale si guardò bene dal scendere dall’aereo.
La vergogna a cui soggiace la Corte Internazionale Europea dell’Aja si è già manifestata nella condanna della barriera difensiva israeliana. Delegittimata da Israele, la Corte Internazionale Europea prosegue il suo vergognoso cammino ascoltando solo le fonti palestinesi e i Paesi che le legittimano.
La Spagna si è arrogata il diritto di far processare chiunque ritenga passibile dell’accusa di terrorismo e di crimini di guerra. Si è prodotta nell’ignobile cancellazione degli eventi celebrativi della Giornata Internazionale della Memoria, confondendo volutamente la tragedia europea della Shoah con l’offensiva israeliana a Gaza contro Hamas. Non paga, sostiene da due giorni una ONG palestinese che ha chiesto l’incriminazione di otto generali israeliani equiparati a Bin Laden anch'esso passibile di arresto. Tra essi, Dan Halutz comandante dell’Israeli Air Force nel 2001 e Binyamin Ben-Eliezer  quale Ministro della Difesa all’epoca. Il primo è accusato in particolare per l’operazione Defensive Shield del 2001 in cui è stato ucciso il leader terrorista Saleh Shehadeh con una bomba da una tonnellata sganciata da un F-16 in un attacco mirato su Gaza City.
Il Ministro della Difesa Ehud Barak ha respinto con vigore le accuse. “Chi considera l’assassinio di un terrorista un “crimine contro l’umanità” vive in una concezione che ribalta il mondo. Tutti gli ufficiali della Difesa, sia in passato che nel presente, hanno agito correttamente nel nome dello Stato di Israele e con l’impegno di difendere i cittadini israeliani.” Barak ha sostenuto l’esigenza di un comitato di difesa legale per l’esercito approvato dal Consiglio dei Ministri. Mercoledì 28 gennaio, un anonimo sito web pubblicava le versioni in ebraico ed inglese degli avvisi  di garanzia per più di una dozzina di politici israealiani e leaders della Difesa. Benché la maggioranza degli avvisi di garanzia riguardassero la recente Operazione Cast Lead su Gaza, altri si riferivano alle azioni  di Ben-Eliezar (attuale Ministro delle Infrastrutture) quando era comandante delle forze speciali Sayyeret Shaked nella Guerra dei Sei Giorni del 1967. Il sito lancia un appello a chiunque “abbia informazioni sulla presenza dei sospetti fuori dai confini di Israele e di notificarlo subito al “Prosecutore” dell’Aja di cui fornisce l’indirizzo per contattarlo. Le schede sono complete di cenni biografici e descrizioni fisiche dei sospetti.
Siamo tornati all’Inquisizione spagnola.


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