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Il Sole 24 Ore Rassegna Stampa
28.06.2019 Confindustria: continua la propaganda pro Iran
Con il Manifesto gara a chi le spara più grosse

Testata: Il Sole 24 Ore
Data: 28 giugno 2019
Pagina: 23
Autore: redazionale
Titolo: «Iran pronto a superare i limiti sul nucleare»

Riprendiamo dal SOLE24ORE di oggi, 28/06/2019, a pag.23 un redazionale dal titolo "Iran pronto a superare i limiti sul nucleare"

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Continua la 'saga giustificativa' del quotidiano della Confindustria in difesa dell'Iran, titolo e testo presentano una serie di fake news, spacciate per vere anche se poi parzialmente smentite la riga successiva,
Tutto fa brodo, evidentemente, a sostengno dell'Accordo Obama/UE. I dati riportati sono tuti di provenienza iraniana, se questa è informazione!

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Ecco l'articolo:

Iran pronto a superare i limiti sul nucleare Scaduto ieri l'ultimatum stabilito dal regime Gli Usa: «Tornino al tavolo» L'Iran è sull'orlo di superare i limiti delle sue riserve di uranio a basso arricchimento (non oltre il 3,67%) fissati dall'accordo sul nucleare del 2015. È scaduto ieri «il conto alla rovescia», fissato dal portavoce dell'Agenzia per l'energia atomica di Teheran, Behrouz Kamalvandi, rispetto al primo degli obblighi dell'intesa che la Repubblica islamica intende non rispettare più, in risposta alle sanzioni unilaterali degli Stati Uniti e all'inerzia dei partner europei. Secondo l'ultima rilevazione, risalente a un mese fa, dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, l'Iran stava aumentando le sue riserve di uranio e acqua pesante, che però restavano ancora sotto le rispettive soglie massime previste di 300 chilogrammi e 130 tonnellate. I17luglio, Teheran potrebbe riprendere anche l'arricchimento dell'uranio. Ieri la premier uscente britannica, Theresa May, ha lanciato un appello sia all'Iran, sia agli Stati Uniti ad abbassare i toni dopo l'escalation degli ultimi giorni. Londra si è impegnata a continuare a coordinarsi con Germania e Francia per difendere l'accordo sul nucleare, disdetto dagli Stati Uniti l'anno scorso. Il segretario alla Difesa Usa, Mark Esper, ha esortato Teheran ad accettare la proposta di dialogo del presidente Donald Trump, avvisando che l'escalation può andare fuori controllo. Esper, che parlava da Bruxelles dopo il suo primo incontro con i partner della Nato, ha accusato l'Iran di aver gettato il Medio Oriente nel caos per decenni con il suo tentativo di sviluppare armi nucleari. Gli Usa, ha però assicurato Esper, «non vogliono la guerra con l'Iran: vogliamo riportarli al tavolo dei negoziati e risolvere la questione con la diplomazia». La settimana scorsa, Washington ha affermato che uno dei suoi droni è stato abbattuto dalle forze iraniane e Trump ha imposto nuove sanzioni (per lo più simboliche) sulla guida suprema Ali Khamenei. Trump ha anche dichiarato di aver bloccato all'ultimo momento un attacco aereo già deciso. Washington Teheran di essere responsabile di attacchi alle sue petroliere nello stretto di Hormuz. L'Iran nega di essere coinvolto. Martedì, Trump ha minacciato «l'annientamento» di parti dell'Iran, se metterà in pericolo gli interessi Usa. Il presidente Hassan Rouhani, in genere il volto moderato del regime, ha definito la politica della Casa Bianca da «ritardati mentali». «Credo che gli Stati Uniti non siano pronti per il dialogo, la politica di massima pressione è pensata per creare tensioni e non aiuta neppure a progettare un dialogo», ha detto ieri l'ambasciatore iraniano all'Onu, Majid TakhtRavanchi.
LE INTESE DEL 2015 
L'accordo sul nucleare del 2015 fissa al 3,67% il limite al quale Teheran può arricchire l'easfluoruro di uranio, la materia prime delle centrifughe. Molto al di sotto dal so% necessario per costruire armi e del 20% al quale l'Iran era arrivato prima dell'accordo. I l tetto vale per 15 anni. L'accordo fissa anche un tetto di 300 chilogrammi allo stock di esafluoruro di uranio arricchito al 3,67% per 15 anni. Sul rispetto dei limiti vigila l'Agenzia per l'energia atomica. L'Iran ha prodotto tonnellate di uranio arricchito prima dell'accordo. L'eccedente è stato depotenziato al livello dell'uranio naturale oppure spedito all'estero in cambio di uranio naturale.
L'Iran ha due siti di arricchimento, a Natanz e Fordow. Il primo è in profondità nel sottosuolo, il secondo all'interno di una montagna, per difenderli da attacchi aerei. L'accordo consente di continuare l'arricchimento a Natanz, con alcuni limiti. Trasforma Fordow in un centro scientifico. Le centrifughe L'accordo impone la riduzione delle centrifughe installate a circa 6mila da circa lsmila. Permette all'Iran di produrre uranio arricchito solo con le centrifughe di prima generazione IR-1. II plutonio L'Iran stava costruendo un reattore ad Arak. Il suo nocciolo è stato rimosso e riempito di cemento e tutto il carburante "spento" è stato trasferito all'estero.

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