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Avvenire Rassegna Stampa
14.01.2021 Avvenire disinforma ancora contro Israele
Nel pezzo di Luca Geronico che scrive di 'raid' in Siria

Testata: Avvenire
Data: 14 gennaio 2021
Pagina: 13
Autore: Luca Geronico
Titolo: «Raid israeliano in Siria vicino al confine iracheno: 57 uccisi»
Riprendiamo da AVVENIRE di oggi, 14/01/2021, a pag. 13, con il titolo 'Raid israeliano in Siria vicino al confine iracheno: 57 uccisi', il commento di Luca Geronico.

Ancora disinformazione sul quotidiano dei vescovi, che punta il dito contro Israele scrivendo di "raid" in Siria. Luca Geronico accenna solo di sfuggita agli obiettivi militari iraniani oggetto dell'operazione israeliana, preferendo dilungarsi sulle vittime dell'incursione.

Ecco l'articolo:

Immagine correlata
Luca Geronico

Deir ez-Zor - Sputnik Italia
Deir ez-Zor

Un raid nella notte contro `obiettivi iraniani" va a colpire duro nella Siria orientale lungo la valle dell'Eufrate, tra Deir ez-Zor e la zona di Abu Kamal, al confine con l'Iraq. E' «la seconda ondata di raid israeliani quest'anno» denuncia L'Osservatorio siriano per i diritti umani (Ondus). L'Ong legata all'opposizione siriana, con sede a Londra, denuncia subito almeno 23 morti. Un bilancio poi aggiornato a 57 vittime: 14 i soldati siriani, 16 miliziani iracheni e 11 membri afghani della Brigata Fatimid, filo-iraniana. Si tratta dell'attacco con più vittime dal giugno 2018 (55 le vittime di allora), che secondo l'Ondus avrebbe colpito 18 siti nell'est della provincia di Deir ez-Zor: depositi di armi e postazioni militari dell'esercito siriano, dei libanesi di Hezbollah e di altre milizie filo-iraniane. Altre 37 persone sono rimaste ferite nel raid aereo di ieri e gli attivisti non escludono che il bilancio possa ulteriormente aggravarsi nelle prossime ore. L'agenzia ufficiale siriana Sana ha denunciato l'«aggressione» del «nemico israeliano», senza fornire un bilancio delle vittime. In silenzio, come prassi, il governo israeliano anche se il ministro israeliano degli insediamenti Vachi Hanegbi ha dichiarato che Israele colpisce in Siria «di tempo in tempo, quando la nostra intelligence ce lo suggerisce compatibilmente con le nostre capacità operative». Un alto funzionario dell'intelligence statunitense, ha detto all'Associated Press che i raid aerei sono stati effettuati grazie ai dati di rilevazione forniti dagli Stati Uniti. II funzionario, a condizione di anonimato, ha affermato che «il segretario di Stato Mike Pompeo ha discusso dell'attacco aereo con Yossi Cohen, il responsabile del Mossad» in un incontro a Washington. Un primo raid aereo si era registrato il 7 gennaio a sud di Damasco, mentre nel corso del 2020 - secondo il rapporto annuale delle forze armate dello Stato ebraico - Israele ha colpito una cinquantina di obiettivi in Siria. Quello di ieri, a una settimana dal cambio al vertice della Casa Bianca, sembra un ultimo pesante affondo contro obiettivi siriani prima dell'insediamento di Joe Biden e del conseguente rimodellamento della politica degli Stati Uniti nel Medio Oriente. Sempre ieri, in Libano, un pastore è stato «sequestrato dalle forze israeliane» lungo la "Linea Blu" tra Libano e Israele. Il fermo, ha precisato la missione Unifil (Onu) è avvenuta nei pressi di Kfar Shuba, e che sono in corso contatti per il rilascio del pastore accusato di essere in realtà un infiltrato delle milizie sciite degli Hezbollah.

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