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Ecco che cosa pensano davvero gli arabi palestinesi


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Avvenire Rassegna Stampa
11.08.2020 Tel Aviv, arabi palestinesi in spiaggia
Commento di Fiammetta Martegani

Testata: Avvenire
Data: 11 agosto 2020
Pagina: 9
Autore: Fiammetta Martegani
Titolo: «Tel Aviv, sulle spiagge svuotate dal Covid tornano i turisti. Palestinesi»

Riprendiamo da AVVENIRE di oggi, 11/08/2020, a pag.9 con il titolo "Tel Aviv, sulle spiagge svuotate dal Covid tornano i turisti. Palestinesi", il commento di Fiammetta Martegani.

Non aver mai visto il mare è la normale condizione di milioni di bambini in tutto il mondo, è la realtà di molti paesi sottosviluppati. In tempi di pandemia -Israele inclusa- non ci pare una soluzione assennata permettere pericolosi assembramenti, come riferisce Fiammetta Martegani nella sua interessante cronaca.

Immagine correlata
Fiammetta Martegani

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Il lungomare di Tel Aviv

Avrà avuto più o meno cinque anni. Si è tolto i sandaletti guardando la sabbia sottile che scendeva giù tra le dita delle mani. Ha cercato un cenno di approvazione dalla madre lì accanto, e poi, con estrema prudenza, ha fatto qualche passo e messo i piedi nell'acqua, uno alla volta. Samir non aveva mai visto il mare, e mai ne aveva sentito l'odore. Appena presa confidenza, ha chiamato i suo tre fratellini e con loro ha cominciato a sguazzare felice a riva, sotto gli occhi attenti dei genitori: lui in camicia e pantaloni, lei coperta dalla testa a i piedi dal burqini grigio. Nelle ultime settimane il paesaggio delle spiagge di Tel Aviv è molto cambiato. Tra i giovani surfisti e le ragazze in burkini sono arrivate decine di famiglie palestinesi provenienti dalle cittadine della Cisgiordania. Israele ha chiuso un occhio. E ancora non si capisce perché. Qualcuno sostiene sia un curioso stratagemma governativo per rianimare l'economia locale congelata dal lockdown. Qualcuno sostiene sia un modo adottato dal governo per dimostrare che l'Autorità nazionale palestinese, che dovrebbe garantire il lockdown nelle aree sottoposte alla sua giurisdizione, non controlla alcunché. Stadi fatto che ogni giorno, dopo la chiusura delle scuole e l'inizio delle festività islamiche, decine di autobus partono dalla Cisgiordania e, attraverso il posto di blocco di Meitar, portano in Israele questa nuova categoria di turisti. Si tratta soprattutto di giovani, che pagano un biglietto di 5-10 euro per vedere quello che finora avevano visto solo in Tv: le spiagge. Un piccolo esodo che in fondo fa sorridere perché sa di libertà. Il problema è che la giornata al mare potrebbe comportare conseguenze rischiose per la sicurezza di Israele nel caso qualche palestinese decidesse di non tomare indietro. E ci sono poi complicazioni anche per quanto riguarda la pandemia il controllo dei contagi imporrebbe una maggiore severità, non un allentamento. Le domande ci sono, le risposte na Molto diverse le vacanze di migliaia di israeliani che hanno deciso di fare "campeggio" in Balfour Street a Gerusalemme, davanti alla residenza del premier Benjamin Netanyahu. La strada è ormai il quartier generale delle manifestazioni anti-governative in corso in tutto il Paese. Vi partecipano cittadini da sinistra a destra, ugualmente stanchi del malgoverno e della gestione dell'emergenza Covid. Da un mese si registrano più di mille casi al giorno. Ieri hanno superato gli 83.000 complessivi, mentre sono 612 i morti. Nei Territori, sono stati registrati in tutto 18374 contagi e 103 decessi.

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