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L'Europa schierata con l'Iran cerca di conservare l'accordo sul nucleare. La risposta di Benjamin Netanyahu (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)
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Avvenire Rassegna Stampa
14.08.2019 Nucleare: l'Iran ha superato i 300 chili di uranio arricchito
La prova che non era per uso domestico

Testata: Avvenire
Data: 14 agosto 2019
Pagina: 12
Autore: Redazionale
Titolo: «Nucleare: l'Iran ha superato i 300 chili di uranio arricchito»
Riprendiamo da AVVENIRE di oggi, 14/08/2019, a pag. 12, un redazionale con il tirolo" Nucleare: l'Iran ha superato i 300 chili di uranio arricchito "

Risultati immagini per iran nuclear enrichment


La notizia c'è, l'Iran ha dimostrato che mentiva quando affermava nell'accordo Obama/UE che l'arricchimento dell'uranio era per uso domestico. Ciò detto, tutto il pezzo pare scritto sotto dettatura da una agenzia governativa iraniana. Non è una novità per il quotidiano cattolico.
Ne prendiamo atto e informiamo.



Le riserve dell'Iran di «uranio arricchito al 4,5%» hanno ormai quasi raggiunto i 370 chilogrammi. Lo ha annunciato ieri il portavoce dell'Organizzazione iraniana per l'energia atomica (Aeoi), Behrouz Kamalvandi, secondo quanto riportato dall'agenzia Fars. L'accordo internazionale sul nucleare iraniano, firmato nel 2015, fissava infatti a 300 chilogrammi il limite per le riserve di uranio arricchito al 3,67%. «Attualmente le riserve di uranio arricchito al 4,5% superano di circa 60-70 chili i 300 chilogrammi», ha detto il portavoce. Lo scorso 8 maggio, a un anno dal ritiro degli Stati Uniti dall'accordo sul nucleare, e dopo il ripristino delle sanzioni americane contro l'Iran, il presidente iraniano Hassan Rohani aveva annunciato il primo superamento degli impegni previsti dall'intesa del 2015. Teheran ha così deciso di non cedere all'estero l'eccedenza di 300 chilogrammi di uranio arricchito al 3,67% e di 130 tonnellate di acqua pesante. Poi l'8 luglio scorso lo stesso Kamalvandi aveva annunciato l'aumento del livello di arricchimento dell'uranio al 4,5%. La Repubblica Islamica continua a chiedere ai Paesi rimasti nell'intesa che le sia garantito il dividendo economico previsto dall'accordo. Un nuovo passo di Teheran, nel superamento dei limiti previsti dall'accordo sul nucleare ricusato dagli Usa, non pare al momento scontato. Il governo iraniano ha fatto sapere che chiederà il parere della Guida Suprema, l'ayatollah Ali Khamenei, prima di fare il terzo passo e andare avanti con la riduzione degli impegni previsti dall'accordo internazionale sul nucleare iraniano (Jcpoa), in bilico dal ritiro deciso lo scorso anno dagli Stati Uniti. Lo ha sottolineato il capo dell'Organizzazione iraniana per l'energia atomica, Ali Akbar Salehi. «E stato convocato il comitato di supervisione del Jcpoa e la riunione sarà incentrata sulle consultazioni tra i membri e sull'opinione della Guida Suprema», ha detto Salehi. L'Organizzazione, ha spiegato Salehi, ha già presentato vari scenari per l'eventuale terza fase ed è pronta ad «attuare rapidamente le decisioni» che verranno prese. Intanto potrebbe essere vicina una soluzione per il caso della petroliera Grace 1, carica di greggio iraniano, sequestrata a inizio luglio al largo di Gibilterra. L'agenzia ufficiale Ima scrive infatti che da parte delle autorità britanniche ci sarebbe «interesse» in tal senso e Teheran spera venga «presto» disposto il dissequestro della nave.

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