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Deborah Fait
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Dopo Piazzapulita ecco il turno delle Iene! 19/09/2014

 Dopo Piazzapulita ecco il turno delle Iene!
Commento di Deborah Fait


Un fotogramma della puntata delle Iene

La Tv italiana continua a mandare in onda trasmissioni spazzatura con servizi che sarebbe generosità definire immondi. Giorni fa abbiamo sentito nuovamente accusare gli ebrei di deicidio, a Piazzapulita. Ieri è stata la volta delle Iene che hanno mandato in onda un servizio disgustoso e sconcertante su Gaza. Indovinate il titolo! “Gaza, una prigione a cielo aperto”, originali no? La palla della prigione a cielo aperto è lo slogan degli antisemiti/antisionisti da anni, le Iene lo hanno copiato mandando in quella” prigione” una certa Nina che io non conoscevo, non seguendo mai le trasmissioni delle Iene che già non mi sono simpatici come animali mangiacadaveri figurarsi come esseri umani.
Un bel titolo, avranno pensato, retorico, falso ma coinvolgente che farà commuovere tanti poveri creduloni e totalmente ignoranti sull’argomento perché nessun italiano che segua le trasmissioni televisive su Israele e il conflitto con i palestinesi, può pensare o sperare di essere informato quindi ogni magistrale menzogna viene assorbita come verità assoluta. Questo hanno fatto le Iene con un risultato enorme. Migliaia di persone hanno visto il servizio e fra i più di 3000 commenti commossi c’è chi ha scritto “Ho pianto tutta la notte... Israele terrorista... Free Palestine... free Gaza... poveri palestinesi... poveri bambini...”
Incominciamo il racconto. Questa Nina va a Gaza, le hanno trovato una famiglia che l’avrebbe ospitata di cui faceva parte una ragazza che parlava inglese. Nina incomincia il suo racconto parlando con grande affetto di questa famiglia sconosciuta che l’ha adottata, dice lei, non usa il termine "ospitata" perchè sarebbe meno coinvolgente e commovente (furbissima propaganda buonista) e da subito chiama i due sconosciuti genitori "mamma e papà", i loro tanti figli sono i suoi “fratellini e sorelline”, baci e abbracci si sprecano e incomincia subito a ricoprire di melassa ogni sua frase, persino sul velo. Mandano fuori di casa gli uomini, naturalmente anche gli operatori italiani, lei riprende solo col suo cellulare, perché la presenza maschile costringe le donne a stare velate. Lei stessa il giorno seguente esce di casa con tanto di velone biancastro in testa. Tutta felice! A me, vecchia femminista, forse l’unica rimasta al mondo, fa specie vedere una giovane occidentale tanto orgogliosa di portare quella roba sulla testa per far contenti i maschietti. Quante lotte sprecate!
Da quel momento incomincia tutta le mielosa propaganda. I palestinesi dipinti come dolcissime e buone persone, costretti a stare al buio perchè la centrale elettrica è stata colpita ma non si dice da chi, facendo credere per colpa delle bombe israeliane... e non da un missile palestinese che aveva sbagliato traiettoria. La guida parla del fratello ferito dagli israeliani che poi lo hanno anche curato per 12 giorni e riportato a casa guarito, ma lei quei 12 giorni li fa passare per detenzione non per ricovero in ospedale. Poi dice la frase che mi ha fatto venire la voglia di prenderla a sberle “Sai, non possiamo fidarci degli israeliani”. Lei, palestinese, parte di una popolazione che ama il terrorismo, che cresce terroristi in erba per ammazzare quanti più israeliani possibile in modo subdolo, lei che vive a Gaza dove Hamas ha violato ben 12 tregue sparando missili a casaccio sulla popolazione civile, lei dice con aria contrita, povera vittima: “non possiamo fidarci di Israele”. Israele che non ha mai sparato un solo colpo per primo e che ha aspettato mesi e anche anni , a spese dei nostri civili, prima di rispondere al fuoco palestinese. Sono la falsità e la menzogna in veste umana! Poi Nina va in giro per Gaza, sente l’odore di cadaveri e carcasse animali che naturalmente nessuno ha rimosso, parla di Israele che ha bombardato le scuole ONU dove c’erano tanti poveri bambini palestinesi. Parla dei tunnel che servono “per ricevere merci“ poiché quei poverettti sono chiusi dentro e solo quanlche volta ricevono qualcosina dall’Egitto.
La perla di Nina è stato definire Hamas "organizzazione politico-religiosa"! Questo io lo considero un vero scandalo, una vera e propria infamia! Tutto il mondo, Europa compresa, ha messo Hamas tra le organizzazioni terroriste, lei no, lei fa passare a chi l’ascolta e non sa niente a causa dell’ignoranza di cui parlavo, la menzogna più disgustosa e nefanda. Racconta la guerra in modo falso e distorto, nemmeno una parola sul terrorismo, sui 3000 missili sparati contro la popolazione civile di Israele in un solo mese, sui 14 anni di stillicidio che hanno portato gli abitanti del sud alla disperazione, con le sirene che lasciano pochi secondi per metterti in salvo. Non ha parlato dei depositi di armi nelle scuole ONU, negli ospedali, negli edifici pubblici, nelle case private. Non ha parlato dell’uso di civili, soprattutto bambini, come scudi umani per far morire più gente possibile e metterli sul conto di Israele. Non ha menzionato le centinaia di milioni di dollari spesi per costruire tunnel che sono vere e proprie città sotterranee strapiene di missili per attaccare Israele, che sono costruiti sotto le case di Gaza perciò se qualcosa esplodesse, come è accaduito varie volte, i primi a morire sarebbero proprio i palestinesi, non ha detto che l’uscita di questi tunnel doveva essere proprio sotto città e villaggi di Israele per commettere decine, centinaia di attentati durante le festività ebraiche. Questo era il piano di Hamas, fare migliaia di morti tra la popolazione di Israele durante il Capodanno ebraico, sbucando fuori dai tunnel.
Ha dimenticato di menzionare i milioni di volantini che Israele ha lanciato sulla popolazione perchè si mettesse in salvo. Ha mentito sugli aiuti umanitari facendo credere che Israele non li rifornisse di cibo e medicinali. Non ha detto che mentre gli egiziani, durante tutto il mese di guerra, avevano chiuso il confine con Rafah, Israele non ha mai chiuso il valico di Erez e i TIR sono passati sempre stracarichi di tonnellate di aiuti. Non ha detto che Israele ha costruito un ospedale da campo al confine con Gaza per curare i palestinesi feriti (tra cui il fratello della sua guida). Non ha detto che Hamas ha sparato missili anche contro l’ospedale e anche contro i TIR degli aiuti. Non ha detto che Hamas vende al mercato nero gli aiuti umanitari che Israele manda quotidianamente. Non ha detto che sullo statuto di Hamas è prevista la distruzione totale di Israele come obiettivo principe! Israele dipinto come mostro, menzogne terribili, tutto in chiave “poveri palestinesi così buoni, ospitali, paciosi, gentili che devono sopportare la guerra del cattivo”.
Non ha accennato alle fucilazioni di dissidenti o non facenti parte dell’organizzazione terrorista, senza processo, per le strade e le piazze di Gaza davanti alla popolazione plaudente. Probabilmente nemmeno Nina era informata sulla realtà della situazione, nata e cresciuta in mezzo alla propaganda filopalestino/terrorista italiana, era pronta a realizzare con abilità un lacrimevole, schifoso, falso reportage, le avranno detto “vai e fai piangere gli italianibravagente, fai credere quello che vuoi, passa il messaggio che i palestinesi sono buoni e vittime di Israele, fai il tuo lavoro al meglio e torna vincitrice!”
Così Nina ha fatto, ha divulgato informazioni completamente false, distorte, impastate di buonismo e di melassa disgustosa e il gioco è fatto. Il risultato si può leggere sul Facebook delle Iene, migliaia di “brava Nina, il miglior servizio mai visto, abbiamo pianto tanto”, i messaggi critici forse tre o quattro tra cui il mio. Un successone dunque, alle spese di Israele. A sua discolpa posso solo dire che se avesse pronunciato una sola parola di verità non avrebbe potuto realizzare il servizio perché niente viene fatto o detto a Gaza senza la supervisione e il consenso di Hamas. Abbiamo visto le ultime scene in cui chiamava sorella la sua guida e, piangendo, dopo aver abbracciato mammina, papino, sorelline e fratellini palestinesi, se ne è andata, naturalmente passando per Israele che aveva demonizzato e offeso per un’intera settimana. Fossi andata io a Gaza, ebrea, israeliana e sionista, sarei stata linciata nel giro di 5 minuti da quella cara famigliola. Non chiederei mai a Nina di fare un servizio sul terrore dei bambini e delle famiglie del sud di Israele, nè di parlare del terrorismo che ci colpisce da decenni, non vorrei che raccontasse di tutto quello che è stato, dei cadaveri bruciati negli autobus, nelle pizzerie, no, non vorrei lo facesse, avrei timore di altre menzogne però le proporrei di andare a fare una trasmissione in Iraq, dove le famiglie e i bambini Yazidi e curdi vengono massacrati a migliaia da un’organizzazione del terrore sorella di Hamas!
Forza Nina! L’Iraq ti aspetta e, perchè no, anche la Siria dove tra le 200.000 persone ammazzate, chissa quante decine di migliaia di bambini di cui nessuno parla perché Israele non compare nel quadretto!

Per rivedere la puntata delle Iene http://www.iene.mediaset.it/puntate/2014/09/17/nina-gaza-la-prigione-con-il-cielo_8697.shtml


Deborah Fait

 


http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90

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