martedi` 24 novembre 2020
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L'eredità di Donald Trump 16/11/2020
Un bell’articolo di Philip Bump pubblicato il 7/11 sul Washington Post documenta come Trump non solo (cosa nota) sia stato eletto da una minoranza, ma mai, nei quattro desolanti anni del suo mandato, abbia goduto dell’appoggio maggioritario degli americani, unico tra tutti i presidenti. Ciò nonostante, ha gestito il suo potere con insopportabile arroganza, disprezzo per qualsiasi opposizione, spregio costante delle regole democratiche, cosa che sta dimostrando fino all’ultimo, col grottesco rifiuto di riconoscere la vittoria di Biden (il candidato più votato della storia) e teoremi deliranti su brogli e complotti, degni di un qualsiasi dittatorucolo africano. Una vergogna per la prima democrazia del mondo. Ha fatto scelte scellerate in materia di immigrazione, costruendo muri e distruggendo famiglie, di ambiente, abolendo migliaia di norme di tutela ecologica e sostenendo tesi farneticanti sul clima ripudiate da tutti gli scienziati, di tutela sanitaria dei più deboli, cercando di distruggere le pur timide riforme di Obama, di giustizia sociale, tagliando le imposte solo ai ricchi e alle imprese, di politica economica, introducendo assurdi dazi che hanno prodotto il crollo delle esportazioni e aumentato il deficit commerciale (oltre ad alimentare una permanente conflittualità con gli altri paesi). Pur avendo ereditato da Obama un quadro economico fiorente, ha ridotto l’economia in brandelli; grazie a Trump oggi ci sono in USA 31 milioni di disoccupati e un pesante disavanzo. Per non parlare della criminale gestione della pandemia, che ha costantemente minimizzato con ridicoli proclami negazionisti, folli suggestioni pseudoterapeutiche e insulti a tecnici e scienziati, col bel risultato di portare gli USA in vetta alla tragica classifica dei contagi e delle vittime. Ha generato nel paese un clima di odio e tensione sociale, accendendo il conflitto razziale, spalleggiando i fanatici suprematisti (non a caso ieri in piazza a manifestare per lui), ignorando gli omicidi degli afroamericani da parte della polizia e sostenendo il mercato delle armi, che alimenta stragi e assassinii. In Medio Oriente ha proposto un piano “del secolo” di (presunta) pace fatto solo per intercettare il voto degli estremisti cristiani e compiacere la destra israeliana di governo, senza tenere in alcun conto i palestinesi, fino a prova contraria una delle due parti in causa, escludendoli a priori dalla trattativa e ignorando le loro richieste, anche le più moderate e motivate. Il piano opera una riscrittura unilaterale della legalità internazionale, definita dalla risoluzione ONU 242/1967, legittimando l'occupazione illegale di Golan, Gerusalemme est e Cisgiordania e imponendo ai palestinesi un assurdo stato “spezzatino”, palesemente inaccettabile anche dai più dialoganti. Come del resto irricevibile è tutto il piano, pensato solo come propaganda elettorale, per fortuna rivelatasi inutile, tanto che anche l’UE lo ha respinto così come molte autorevoli voci israeliane ed ebraiche. “Noi ebrei non possiamo non essere di sinistra” diceva il compianto Amos Luzzatto; non credo sia vero (quelli come voi ne sono la palese smentita), ma è certo vero che anche noi ebrei siamo oggi felici e sollevati in un mondo senza Trump. Altro che “grazie presidente”, ringraziamo gli americani che lo hanno cacciato.

Alberto M. Colombo

Gentile Signor Colombo.
Il tono violento della sua lettera è la dimostrazione di quanto la sinistra sia bellicosa e incapace di un dialogo equo e tranquillo. Il problema dei brogli è acclarato tanto che vi sta indagando persino il Procuratore Generale William Barr. Tenterò di risponderle brevemente punto per punto:
1. La riforma sanitaria di Obama, Obamacare, ha portato il costo delle assicurazioni alle stelle, tanto che relativamente pochi americani possono permettersela. La sanità in USA è sempre stata un grosso problema e continua ad esserlo, certo non per colpa di Trump che ha governato solo 4 anni.
2. Il muro con il Messico è stato opera di Bush, Clinton e di Obama. Trump si è limitato a finire gli ultimi 30 km.
3. Da Obama non ha ereditato nessun quadro economico fiorente, non c'è stato nessun boom economico come dice la propaganda Biden-Kamala Harris. L'economia è risorta il giorno dopo l'elezione di Trump. I redditi delle famiglie sono saliti ma esiste la favola della sinistra che dice il contrario pur con tutte le prove a disposizione.
4. A lei da fastidio avere il mercato aperto anche con i paesi del Golfo? Le da fastidio la pace, non presunta, con i paesi arabi sunniti?
5. Sono stati i palestinesi a rifiutare il dialogo, sono anni che Abu Mazen non vuole sedersi a un tavolo, dopo aver rifiutato ogni offerta. Il suo predecessore, il terrorista Arafat, aveva rifiutato il 97 % dei territori di Giudea e Samaria. Le dice niente questo? Non le suggerisce che i palestinesi non cercano la pace ma la eliminazione di Israele?
6. Il Golan sarebbe occupato? Israele lo ha conquistato per ben 2 volte. La Cisgiordania, nome esistente da qualche anno, non è altro che Giudea e Samaria.
7. Non parli in nome di "noi ebrei" perché non è vero che siamo tutti felici della vittoria di un ottantenne palesemente confuso, quindi parli per lei.
8. Tornando a Obama fu responsabile del potere offerto ai Fratelli Musulmani in Egitto e di tutte le primavere arabe che furono eccidi e massacri fratricidi, nulla più, e che distrussero metà del Medio oriente. Se, appurato che i brogli siano minimi, vincerà Biden, pazienza, Israele avrà perso un grande amico che in 4 anni non ha fatto nemmeno una guerra a differenza dei suoi predecessori ed è riuscito anche a portare a più miti consigli il presidente della Corea del Nord che voleva distruggere il mondo occidentale capitalista.
Shalom

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