sabato 28 novembre 2020
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A proposito di Paolo Mieli 21/07/2020
Gentile Deborah Fait, sul Corriere della Sera di oggi leggo di un libro di Paolo Mieli che accusa di avere aderito al fascismo intellettuali, storici come Pirandello,Ungaretti,Zangrandi,Arturo Toscanini (!), Mino Maccari per aver partecipato alla Marcia su Roma… Mieli volutamente cancella ciò che stava avvenendo in quegli anni, in un paese allo sbando, con i laici liberali condannati dal Vaticano perché ‘colpevoli’ di avere unito l’Italia nel nome della laicità e non del clericalismo, in più l’occupazione delle fabbriche da parte dei comunisti. Mieli si unisce quindi al movimento che “cancella” la storia cominciando a ignorarla. Non stupiscono i suoi elogi al governo 5Stelle/PD ex PCI, lisciare il pelo al potere è sempre stata una sua specialità, che sia pseudo laico o clericale (si leggano i suoi scritti sulla figura di Pio XII) poco importa. Che ne pensa, glielo chiedo perché non ho letto nulla su informazione corretta che seguo da fedele lettore ogni giorno,

Ippolito Martelli, Roma

Gentile Ippolito,
Paolo Mieli è il tipico giornalista dall'atteggiamento intellettuale, elegante, sobrio, un po' furbo, sarcastico, sempre con quel sorrisetto beffardo che non capisci chi vuole prendere in giro, se i suoi interlocutori o la storia di cui parla. Spesso si ha l'impressione che voglia quasi giustificare i dittatori o i personaggi controversi come Pio XII, sembra voglia convincere che il fascismo tutto sommato ha fatto anche "cose buone". E' insomma il tipo che si adatta al potere del momento come i menestrelli di corte che cantavano le lodi di chiunque sedesse sul trono, sembra voglia equiparare gli aggressori agli aggrediti per non far torto a nessuno. E' un modo sbagliato e pericoloso di raccontare la storia, addolcendola, annacquandola, mettendo in atto una specie di livella, nessuno troppo cattivo, nessuno troppo buono…dipende. Oggi, messi di fronte a masse di giovani che distruggono ogni simbolo storico che incontrano sulla loro strada, possiamo capire che, come lei giustamente scrive, ignorare la storia significa cancellarla e cancellare il passato significa mettere in grande pericolo il futuro.
Un cordiale shalom

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