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A proposito di Gesù 20/12/2019
Gentilissima Signora Fait, la signora Berghenti, nella sua lettera di ieri 18 dicembre, chiama Gesù “il nostro fondatore”, il che suggerisce che sia e si professi cristiana, perciò confido che sappia che, per la fede cristiana (di tutte le confessioni cristiane a me note), Gesù non è “nato da Maria e Giuseppe”, bensì da Maria Vergine per opera dello Spirito Santo. Sulla Custodia di Terra Santa le sue osservazioni sono inesatte: non solo non vi è alcun uso di porre tra virgolette le denominazioni, sia ufficiali che popolari, degli ordini e congregazioni religiosi, ma non è che i frati francescani o una parte di loro abbiano il ‘titolo’ di ‘custodi di Terra Santa’; il Custode è, di volta in volta, uno solo ed è il Superiore della Custodia di Terra Santa. La quale, a sua volta, è quella ‘provincia’, ossia porzione territoriale, dell’Ordine francescano che comprende i territori oggi appartenenti ad una mezza dozzina di Stati (Israele, Giordania, Libano, parte dell’Egitto, Cipro e l’isola greca di Rodi, nonché i Territori contesi), oltre a conventi in varie parti del mondo. Ciò che caratterizza la Custodia è la sua funzione, sin dal Trecento e nelle più varie condizioni geopolitiche, di salvaguardia (custodia, manutenzione, apertura ed officiatura del culto) di tutti i santuari sorti nei luoghi indicati dalla Bibbia o dalla Tradizione come connessi a fatti della storia della salvezza e, in particolare (ma non solo), della vita di Gesù, nonché di cura pastorale dei cattolici, sia locali che pellegrini, ed assistenza spirituale e materiale ai cristiani in genere (ora svolta a supporto di quella del Patriarcato Latino di Gerusalemme, ricostituito solo a metà del XIX secolo). La Custodia, quindi, ha una funzione che si estende ben oltre il territorio di Israele ed è, ovviamente, del tutto diversa da quelle proprie degli Stati, il che rende alquanto superfluo, oltre che poco compatibile con la fede nella Provvidenza divina, affermare che “lo Stato di Israele non ha bisogno di essere custodito da alcuno” (io, personalmente, spero che il Custode d’Israele, che è Dio stesso, vegli su Israele e lo protegga e faccia altrettanto per l’umanità intera). Per usare le parole del sito stesso della Custodia (nella pagina ‘Chi siamo’), la sua missione è di “custodire i Luoghi della nostra Redenzione”, “orme del passaggio di Dio in questo mondo”, con la consapevolezza che “non vi è Incarnazione senza Luogo” “e non possiamo pensare a Gesù senza amare la Sua Terra”. Con i più vivi auguri di una felice festa di Hanukkà, di buon Natale ai lettori cristiani e di un lieto anno nuovo per tutti,

Annalisa Ferramosca

Gentile Annalisa,
Per correttezza pubblico volentieri la sua lettera che chiarisce, secondo il suo pensiero, alcune cose scritte dalla Signora Berghenti. Non voglio entrare nel merito del discorso teologico perché non mi compete. Penso che, come in ogni discussione, alla fine ognuno resterà della propria idea. Mi auguro soltanto che la frase della Custodia "Non possiamo pensare a Gesù senza amare la Sua Terra" sia una realtà e non una frase buttata lì diplomaticamente. Lei sa come la penso al riguardo dal momento che il Custode non ha mai dimostrato di amare Israele in quanto Stato-Nazione del popolo ebraico. Le auguro buon Natale e la saluto cordialmente
Shalom

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