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Trump e la pena di morte 27/07/2019

Oltre a porvi delle domande sulla natura dell'essere umano, ponetevele anche sulla natura della persona che, del tutto casualmente, ha sbloccato l'applicazione della pena di morte proprio poco dopo l'inizio della campagna elettorale per le presidenziali. Ripeto: Donald Trump sostiene Israele perché ritiene che ciò gli faccia comodo, ma sarebbe capacissimo di cancellare anche domani qualsiasi sostegno degli Usa ad Israele, se solo ritenesse che ciò potrebbe tornare a suo personale vantaggio. State attenti: l'etica, in lui, è una dimensione assente.

Andrea Trombini

Gentile Andrea,

Trump, da uomo d'azione quale è, ha attuato quello che era anche un desiderio di Barak Obama, favorevole alla pena di morte (Gianni Riotta http://www.ristretti.org/index.php?option=com_content&view=article&id=81635:stati-uniti-trump-la-carta-del-boia-per-sfidare-i-democratici&catid=220:le-notizie-di-ristretti&Itemid=1) . Questo non è un argomento da prendere alla leggera ma penso che quando uno stermina una famiglia, ammazza vecchi o bambini, oppure, come nel caso Eichman, è responsabile di un genocidio, non meriti altro dalla giustizia. Senza contare che tra il processo e la pena passano quasi sempre molti anni quindi risulta abbastanza difficile giustiziare qualche innocente. Non vedo un nesso tra la pena di morte e l'amicizia di Trump per Israele.
Lei scrive che se non tornasse più a suo vantaggio, il presidente
abbandonerebbe lo stato ebraico. Questo è successo con quasi tutti i presidenti USA, escluso Reagan, ma non credo potrebbe accadere con Trump il cui legame con Israele è anche affettivo, non solo politico.
Chi vivrà vedrà.

 Un cordiale shalom


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