sabato 24 agosto 2019
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Papa Pacelli e ciò che gli viene rimproverato 19/07/21019

Gentilissima Signora Fait, l'amicizia fra Eugenio Pacelli e Guido Mendes, nata al Liceo Visconti di Roma, è nota da decenni, quantomeno da quando quest'ultimo, alla morte di Pio XII, ne parlò in un'intervista al Jerusalem Post. Fu lo stesso Mendes a rievocare la partecipazione dell'amico ad una cena di Shabbat (esperienza non molto comune per un cattolico alla fine dell'Ottocento) ed il suo interesse per la teologia ebraica. Anche la notizia dell'aiuto del card. Pacelli a Mendes e famiglia per lasciare l'Italia dopo le leggi razziali è nel Dizionario Biografico degli Italiani Treccani. Qualunque giudizio si voglia dare di Pio XII (che, alla fine, si riduce a chiedersi se avrebbe o no dovuto rischiare di esporre i cattolici a rappresaglie e persecuzioni da parte nazista, come già era capitato agli sventurati cattolici inglesi dopo la scomunica di Elisabetta I), non vi è ragione di dubitare dell'amicizia con Guido Mendes né di accusare la stampa cattolica di riscrivere la storia. Con i più cordiali saluti,

 Annalisa Ferramosca

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Trovo del tutto oltraggioso che IC ospiti articoli così virulenti nei confronti di un Papa che ha vissuto in tempi tempestosi e ha fatto più di tanti Ebrei sopratutto di quelli lontani dalle grinfie naziste, non solo per porre in salvo tani ebrei ma anche per evitare ulteriori ritorsioni nei confronti dei cattolici. IC perde di credibilità quando ospita simile spazzatura storica.

 Giovanni Battista Vargiu

Gentile Annalisa e Gentile Battista,

Sono anni che la figura di Papa Pacelli crea infinite discussioni. Il Vaticano finora è riuscito solo a dimostrare che Pio XII ha aiutato gli ebrei, almeno di Roma. La sua amicizia con la famiglia Mendes e il suo aiuto affinchè abbandonassero l'Italia non sono in discussione e nessuno ha mai accusato il Papa di antisemitismo, quello che gli si rimprovera è la sua mancanza di coraggio nell'ergersi in tutta la sua autorevolezza contro il Male nazista. Non ci è dato sapere se un suo atteggiamento più deciso avrebbe potuto aiutare gli ebrei e le altre vittime del nazismo ma certamente avrebbe dato un altro significato e forse un esito diverso alla Storia della Chiesa e dell'Europa in quel periodo infernale. Lei scrive, Annalisa, che, se il Papa si fosse esposto, avrebbe messo in pericolo la vita dei cattolici. Non possiamo saperlo ma quello che sappiamo per certo è che Cristiano X, re di Danimarca si oppose a Hitler, il popolo danese si mise la stella gialla sul petto e il 99% degli ebrei danesi fu salvo. Lo stesso accadde in Bulgaria dove il re e il popolo si opposero coraggiosamente ai nazisti difendendo i propri ebrei. Eppure non vi furono stragi di danesi cattolici o di bulgari ortodossi e i nazisti restarono con tanto di naso. Vi sono momenti nella vita in cui il coraggio diventa un valore fondamentale e chi ne è privo deve accettarne le conseguenze.

 Un cordiale shalom

 http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=7&sez=120&id=75321&fbclid=IwAR3Lzwqb7z0wfcKLn238b6Pt66MN9wGNAuZZuYUdbgba3ZxF7sGRnXeTAjs  


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