domenica 15 dicembre 2019
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Il negazionismo nel mondo arabo (Sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)


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Fiducia nei prossimi 4 anni 13/04/2019

Gentile sig.ra Deborah, la ringrazio per la precedente risposta che mi ha dato in merito ai falliti accordi di Camp David ; è evidente che Clinton aveva esercitato delle forti pressioni su un primo ministro debole come Barak. Rimane comunque incomprensibile come Barak possa avere offerto ad Arafat, oltre al 97% dei territori Gerusalemme est ed il Monte del Tempio, anche il rientro in Israele di 10.000 palestinesi, un numero elevatissimo per uno stato come Israele : basti pensare a come la grande Europa si trova in imbarazzo e comincia a litigare, quando deve / dovrebbe redistribuire al proprio interno 50 immigrati. E' facile intuire come Arafat avrebbe scelto questi 10.000 palestinesi, sarebbero state tutte persone perfettamente in grado di imbracciare le armi. La sistemazione non sarebbe stata un problema visto che Barak si era impegnato a costruire ad est di Gerusalemme una nuova città araba , Al Quds, ed un accesso diretto alla spianata delle moschee. Israele avrebbe quindi costruito, nel cuore della propria capitale, un enorme Cavallo di Troia che in caso di attacco , evento certo come la notte che segue il giorno, avrebbe portato a dei sanguinosissimi scontri corpo a corpo all'interno di Gerusalemme, visto che per difendere questa città non si possono certo usare missili o cannoni. L'incompetenza di Barak si sposava comunque molto bene con quella di Clinton, un presidente che di terrorismo capiva poco o niente : la sua mancanza di reazioni all'attacco di Al Qaida alla nave militare USS Cole nel porto di Aden, spianò la strada all'attacco alle torri gemelle un anno dopo. Sarebbe stato preferibile che invece di occuparsi di organizzare l'incontro con Arafat, Clinton fosse rimasto nel suo studio ovale a dedicarsi ai suoi giochini da liceali.

Cordiali saluti,
Enrico Stradoni

Gentile Enrico,

 

Credo sia meglio stendere il classico velo pietoso sulle indegne azioni di Ehud Barak. Per nostra fortuna, grazie all'intransigenza di Arafat e al sogno palestinese di avere tutto Israele e non qualche territorio, tutto è finito bene con la fuga del raiss dal tavolo delle trattative, inseguito invano dalla Segretaria di Stato Albright. Quanto a Clinton, ricordo ancora la sua visita a Ramallah, accolto da Arafat e dalla moglie Suha che, salita sul podio, ha detto che Israele avvelenava l'aria dei palestinesi. I due Clinton, anziché ribattere, sono stati in silenzio, con dei sorrisetti imbarazzati sul volto. Un presidente degli Stati Uniti e una che anni dopo si sarebbe candidata alla presidenza. Due pagliacci presi in giro dalla coppia più diabolica del Medio oriente. Da dimenticare!
Speriamo in quattro anni di successi con Netanyahu premier e l'amico Trump al fianco di Israele.

 

Un cordiale shalom

 

 


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