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Da Ratisbona al Marocco 05/04/2019

Gentile signora Deborah, Che differenza tra i due. Dal discorso di Ratisbona col quale ammoniva, invitava i mussulmani a ragionare su fede e ragione per finire con le proteste a proposito delle stragi dei Copti nel 2011. Nel primo caso ci furono violenze in molti paesi islamici con incendi di chiese e uccisioni, nel secondo l'iman di Al Ahzar lo zittì in modo brusco e quasi scurrile. Cosa aveva fatto, in fin dei conti, aveva argomentato e protestato mentre tutti tacciono. Non ebbe nessun appoggio nè dagli altri gradi del Vaticano nè dai politici della UE. Forse anche per questi motivi si è dimesso o lo hanno fatto dimettere? Saluti.
R. Razza

Gentile Roberto,
Il discorso di Ratisbona è stato importante e coraggioso degno di un teologo del calibro di Papa Ratzinger. Questo gli è costato molto e ha dato fastidio alle sfere del Vaticano. Forse i retroscena non li conosceremo mai ma anch'io penso, come tanti, che fu proprio quel discorso l'inizio della sua fine come Papa e dell'elezione di Bergoglio che è di tutt'altra pasta, molto meno fine. Tutti sappiamo che l'islam è intoccabile e l'attuale Papa è la persona giusta per guardarsi bene dal farlo, con furbizia e cinismo.
Un cordiale shalom


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