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Nicea e l'antisemitismo 01/02/2019

Gentilissima Signora Fait, vorrei sapere in base a quali elementi il lettore Canetti imputa l’origine dell’antisemitismo fra i cristiani al Concilio di Nicea (325 d.C.), il quale è sì di fondamentale importanza nella storia della Chiesa, ma perché ha condannato l’eresia di Ario secondo cui Gesù sarebbe soltanto uomo e riaffermato solennemente la sua divinità, con una formulazione (“Dio da Dio”, “della stessa sostanza del Padre”) che è alla base del Credo della maggior parte delle confessioni cristiane. Spero che non basti credere nella Santissima Trinità per essere considerati degli irrecuperabili odiatori di ebrei. Se, poi, la ragione fossero le parole che, secondo Eusebio di Cesarea, Costantino avrebbe pronunciate a sostegno dell’adozione, da parte del Concilio, di un criterio per la fissazione della data della Pasqua cristiana indipendente da quella di Pesach (affinché cada sempre il primo giorno dopo il sabato, dato che celebra la Resurrezione di Gesù), da un lato, le parole dell’imperatore non sono atti del Concilio; dall’altro, Eusebio non è una fonte storica sempre affidabile. Non voglio sollevare questioni teologiche e mi scuso di tornare a scriverLe per la terza volta in pochi giorni, ma, se la fede cristiana è ritenuta in se stessa l’origine del male dell’odio verso gli ebrei, ciò implica, logicamente, ritenere che qualunque cristiano credente e coerente con la sua fede sia o possa diventare un pericolo pubblico e non può non avere effetti molto negativi sui rapporti ebraico-cristiani. Con i più cordiali saluti,

Annalisa Ferramosca

Gent.ma Sig.ra Fait, Su IC di ieri, martedí 28.01.2019, ho letto la lettera del lettore Fulvio Canetti, che mi ha lasciato perplesso: infatti, l'argomento ivi trattato (il primo nella bimillenaria Storia della Chiesa) non riguardava affatto né l'Ebraismo né tanto meno aveva lo scopo di seminare odio con gli Ebrei, bensí la persona di Gesú Cristo, in particolare a proposito dell'eresia di Ario, la cui dottrina effettivamente venne scomunicata e condannata. Comunque, di ebraismo non c'era la minima traccia. Shalom.

Mario Salvatore Manca di Villahermosa

Gentile Annalisa e Mario Salvatore,
Mi spiace contraddire entrambi ma con l'avvento al potere di Costantino il Grande, precisamente dal 313 fino al 325 (concilio di Nicea), e poi a seguire nei secoli, l'ebraismo divenne "setta nefasta e sacrilega". Costantino sposò la tesi antigiudaica più diffusa del deicidio e da quel momento per gli ebrei dell'Impero la vita si fece molto difficile. Le norme che emanò Costantino furono molto severe e persecutorie, fu vietato l'accesso a determinati lavori, fu vietata la circoncisione, vietati i matrimoni misti, è ancora famosa la frase "Nulla si abbia a che fare con l'odiosissima turba giudaica" e altre espressioni oltraggiose che ben presto si trasformarono in violenza. In questo periodo si piantarono le radici dell'antigiudaismo, talmente profonde, che divennero la base di tutto l'odio contro gli ebrei nei secoli. Non significa che ogni cristiano dell'epoca debba aver odiato gli ebrei ma il virus ormai era stato impiantato e ne subiamo ancora le conseguenze.
Un cordiale shalom


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