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L'articolo di Vito Mancuso 19/12/2018

Gentilissima Signora Fait, mi permetto di non condividere il ‘kol hakavod’ di IC all’articolo odierno di Vito Mancuso e, soprattutto, la sua qualificazione come “testo coraggioso”: non ci vuole molto coraggio, oggi, a criticare il cristianesimo; non si corre alcun rischio né fisico, né di reputazione in società. Prima di accusare la Bibbia di contenere brani “paragonabili a cellule cancerogene”, sarebbe almeno doveroso evitare di citare versetti isolati. Entrare nel merito di ogni passo citato nell’articolo richiederebbe pagine intere (sui versetti della Lettera ai Tessalonicesi su cui Mancuso si sofferma ho letto anni fa un intero saggio, di tenore opposto). Solo a titolo di esempio, osservo che: - nel capitolo 8 del Vangelo secondo Giovanni, i soggetti cui Gesù dice che hanno “per padre il diavolo” e ne seguono i desideri non sono tutti gli ebrei, bensì alcuni che, immediatamente prima, Gesù ha accusati di cercare di ucciderlo; - “tutto il popolo” in Matteo 27, 25 è solo la folla che si è radunata davanti al palazzo di Pilato, per sostenere l’accusa del Sinedrio contro Gesù o per chiedere la liberazione dello zelota Barabba; - la Lettera agli Ebrei tratta della morte e Resurrezione di Gesù come sacrificio perfetto che sostituisce i sacrifici di animali prescritti dalla Torah e inaugura quell’Alleanza nuova di cui parla il profeta Geremia: ciò che è ‘prossimo a scomparire’ non è l’amore di Dio per Israele, ma il culto sacrificale nelle forme prescritte nel Pentateuco. Quanto all’interrogativo di Mancuso su quale sarebbe “la ragione teologica” del genocidio degli Armeni o dello sterminio dei contadini ucraini, l’insegnamento della Chiesa (che mi sembra di capire dal suo sito che Mancuso non condivida) è che, con il peccato originale, quello commesso da Adamo ed Eva, sono entrati nel mondo il peccato, il dolore e la morte. Solo Dio sa in che misura ciò che ciascun uomo soffre sia una punizione per i suoi peccati (peraltro, volta a correggerlo ed evitargli la dannazione) o un’occasione, per quanto dura, di crescere in santità o, addirittura, di intercedere per la salvezza di altri. Perciò, da un lato, anche uno scellerato può contribuire, del tutto involontariamente e senza merito (come potrebbe farlo un virus o un terremoto), al disegno divino di salvezza, ma di certo non potrà vantarsene di fronte a Dio; dall’altro, è molto imprudente giudicare lo stato dell’altrui anima e coscienza (lo dico in generale: non ho letto il volume di Ceresani e le poche righe trascritte nell’articolo potrebbero assumere significati opposti secondo il complesso del libro). Mi scuso della lunghezza della lettera, ma le cattive esegesi hanno molto nociuto e nuocciono, in modi diversi secondo le condizioni storiche, ai rapporti fra ebrei e cristiani ed alla stima che si può, razionalmente, avere delle persone che credono che quei testi sono Parola di Dio (non è molto diverso, in linea di principio, dalla questione di come debba essere interpretato il Corano e, conseguentemente, che cosa ci si possa attendere da un musulmano credente). Con i più cordiali saluti,

Annalisa Ferramosca

Gentile Annalisa,
Anch'io trovo coraggioso e realista l'articolo di Vito Mancuso. Certo, criticare il cristianesimo, come criticare l'ebraismo, non comporta rischi, nessuno mai minaccerà Mancuso per la sua analisi. Comunque sottovalutare la responsabilità della Chiesa per l'antigiudasimo è sbagliato e pericoloso soprattutto in questo momento storico in cui l'odio per gli ebrei è rinato con grande violenza in Europa. La Chiesa ha perseguitato gli ebrei in tutti i modi possibili, la Santa Inquisizione non è durata un paio di mesi ma ben 400 anni facendo in modo che le radici dell'odio entrassero nel profondo dell'animo delle popolazioni europee per lo più, all' epoca, analfabete e miserabili quindi felici di avere un capro espiatorio su cui sfogarsi . Non è un caso che il nazismo abbia trovato maggior seguito nei confronti dello sterminio degli ebrei in paesi profondamente cattolici come la Polonia e l'Austria per poi dilagare in tutta Europa. La Russia ortodossa degli Zar, secondo alcuni documenti, ha ammazzato circa due milioni di ebrei russi tra pogrom e altri tipi di persecuzioni. Lei scrive che Gesù condannò solo alcuni ebrei, non tutti ed è vero ma è inutile negare che, nell'animo avvelenato del popolino, la colpa di un ebreo diventava, e diventa ancora, una colpa collettiva. Io sono convinta che senza l'antigiudaismo non sarebbe mai nato l'antisemitismo, conseguenza logica di un odio profondo coltivato per secoli. Il nazifascismo ebbe, nel preparare e attuare lo sterminio, il consenso e l'aiuto della maggior parte delle e popolazioni europee, sature di pregiudizi contro gli ebrei. Che Cristiano Ceresani giustifichi addirittura la Shoah scrivendo che "le intricate vicende storiche degli ebrei hanno condotto alla Shoah" è semplicemente mostruoso. Dare agli ebrei la colpa dello sterminio nazista per aver rifiutato il Verbo è barbaro. Ed è quindi logico che Mancuso si chieda quale sia stato il motivo dello sterminio degli armeni che, essendo cristiani, avevano accettato e seguivano il messaggio di Gesù. L'esempio del Corano non quadra perchè ai musulmani viene ordinato di ammazzare tutti gli infedeli, senza preferenze verso un popolo o l'altro mentre il cristianesimo si è accanito solo contro il popolo ebraico.
Un cordiale shalom
http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=8&sez=120&id=73054


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