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Il significato delle parole 24/11/2018

Gentile Deborah, desidero domandarle fino a che punto sia corretto continuare a utilizzare alcune definizioni nonostante in base alla loro diffusione l'individuazione dell'oggetto risulti più immediata. Non mi riferisco a termini suggeriti da atteggiamenti partigiani primi fra tutti 'colono' e 'occupazione', quanto ad altri che vengono impiegati più o meno da chiunque. Sembra che ormai tutti riconoscano che più opportuno è dire Shoah invece che Olocausto, e questa se non è una questione risolta poco ci manca. Sto però pensando se piuttosto che 'antisemitismo' non sarebbe il caso di parlare di 'antigiudaismo' per via del richiamo anche a stirpi arabe che il primo include, portando a una sorta di contraddizione in termini che farebbe impallidire coloro che avversano gli ebrei se solo ci facessero caso. A proposito di popoli, mi domando inoltre se non sia giunto il momento di definire arabo-palestinesi coloro che tout court son detti palestinesi. In fondo la Palestina, al di là di un'accezione amministrativa che risale al II secolo dell'era comune e si è esaurita in altre circostanze nel XX col Mandato Britannico, essendo fra l'altro abitata anche da ebrei, oggi al di là di forzature politiche resta sostanzialmente un'area geografica più o meno come lo fu in principio duemilacinquecento anni fa. Pensando anche a come nell'ebraismo il concetto di impegno ai fini dell'apprendimento sia considerato fondamentale in opposizione alle scorciatoie comunicative e d'insegnamento che appartengono ad altri mondi, in definitiva mi domando se non sarebbe il caso poco a poco di introdurre o se vuole anche solo proporre alcune corrette definizioni fra cui queste - fermo restando che lo siano, che è la ragione per cui le scrivo.

Cordialmente,
Andrea Ciprandi

Gentile Andrea,

 Il termine antisemitismo fu coniato nel 1879 dal nazionalista tedesco Wilhelm Barr nel suo scritto "La strada verso la vittoria del Germanesimo sul Giudaismo". Antisemitismus diventò sinonimo di Judenhass (odio per gli ebrei) . Nonostante l'etimologia possa comprendere altri popoli semiti, il termine fu riferito unicamente all'odio e alla discriminazione per gli ebrei. Sarebbe quindi questa la definizione storicamente più giusta però lei ha ragione di dubitare che tutti la capiscano nel modo corretto. Attualmente, a causa della propaganda filoaraba, molti odiatori di ebrei attribuiscono tale termine anche agli arabi allo scopo di creare confusione. Sarebbe quindi più esatto, visto che i tempi cambiano ma l'odio resta sempre uguale, usare, come lei suggerisce, definizioni più chiare e incontrastabili come giudeofobia, antigiudaismo, antiebraismo. A proposito di arabo-palestinesi, termine che ormai uso sempre nei miei articoli, è stata coniata una nuova parola, palestinisti, allo scopo di rilevare la differenza tra questi ultimi, usurpatori della storia come delle definizioni, e i veri palestinesi, cioè gli ebrei prima della fondazione di Israele. L'idea di creare una breve eleco di termini corretti è ottima, io aggiungerei anche "colono, israeliano, Cisgiordania, Giudea e Samaria; Territori occupati, territori contesi, Palestina, area geografica.
La ringrazio per il suggerimento e le auguro Shabat shalom


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