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Pétain e Vichy 10/11/2018

Non saprei neppure io come giudicare: in effetti, fa comodo dimenticare che Pétain fu l'eroe di Verdun nella prima guerra mondiale. Oltretutto, il signor De Gaulle l'ebbe troppo facile a fuggire in Inghilterra quando i tedeschi invasero la Francia. E a tentare di levare le castagne dal fuoco fu lasciato quel povero vecchio Pétain, per tentare di salvare quel poco che c'era da salvare. E si dimentica che negli ultimi mesi di guerra fu arrestato dai tedeschi prima dell'arrivo a Parigi delle Forze Armate Alleate. E stavano per eliminarlo, quando fu clamorosamente liberato per essere riportato in Francia e processarlo... per tradimento (?). Troppo comodo vedere le cose coi nostri occhi, seduti ai nostri scranni, ma occorre trovarcisi in mezzo prima di giudicare. Tanto per la cronaca, poi, Pétain, come pure i Re Leopoldo III del Belgio e Cristiano X di Danimarca, furono condannati per essere rimasti al loro posto anziché fuggire in Inghilterra. E Vittorio Emanuele III, per aver lasciato Roma, ma non l'Italia, dopo l'armistizio, fu esecrato anche lui per la ragione opposta. Sempre i soliti 2 pesi e 2 misure che tornano sempre comodi ai vincitori.

Mario Salvatore Manca di Villahermosa

Gentile Mario Salvatore,
non sono d'accordo con lei. Pétain sarà stato anche un grande soldato ma fu anche un grande antisemita, uno che tradì la Francia collaborando con i nazisti ed ebbe pieni poteri nel governo Vichy di cui fu primo ministro fino al 1942. Il governo collaborazionista permise l'infamia del Velodromo d'inverno dove nel luglio del 1942 vennero tenuti prigionieri 13.152 ebrei, in seguito portati ad Auschwitz per lo sterminio. E' vero che, se non tutti i francesi, una gran parte di essi collaborò con i tedeschi vedendo in questo tradimento un modo per salvarsi. Certamente ai francesi come a Petain non interessò la consapevolezza che così facendo stavano vendendo i loro compatrioti ebrei ai nazisti. Gli ebrei francesi ammazzati dai nazisti e dai loro collaboratori furono 77.000. Credo che Macron abbia fatto malissimo a riabilitare la figura di Pétain, si rischia di cambiare la storia e mettere confusione nelle giovani generazioni che sono già molto frastornate.
Un cordiale shalom


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