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Solidarietà contro le fiamme 19/07/2018

Gentilissima Signora Fait, vorrei esprimere tutta la mia solidarietà agli israeliani che da mesi fronteggiano la minaccia del terrorismo degli aquiloni e palloni incendiari ed esplosivi lanciati dalla Striscia di Gaza per far terra bruciata dei campi coltivati e delle riserve naturali in territorio israeliano, in aggiunta ai ‘soliti’ razzi e/o missili (tecnicamente, si tratta di due diverse categorie di armi, ma i resoconti giornalistici sono abbastanza imprecisi) ora giunti (di nuovo, temo sia già accaduto in passato) a colpire asili e sinagoghe. Oltre all’evidente grave pericolo per l’incolumità delle persone, mi piange il cuore al pensiero di tanta bellezza – frutto del duro lavoro di generazioni di pionieri e agricoltori – andata letteralmente in fumo per puro, sterile odio. Spero che Israele trovi in fretta il modo di ovviare anche a questa barbara tecnica di guerra e che le nazioni civili vogliano ancora potersi definire tali e si decidano a decurtare le elargizioni che direttamente o indirettamente sovvenzionano i terroristi (se ho ben capito, l’ANP ha da tempo sospeso il sostegno finanziario alla Striscia di Gaza, anche se non proprio per amore di Israele, ma ci sono pur sempre diversi enti internazionali che mantengono la popolazione di Gaza). Con i più cordiali saluti,

Annalisa Ferramosca

P.S.: Ho letto la Sua risposta alla lettrice Brazza e le ultime parole mi hanno, al contempo, gelato il sangue e mi hanno indignata. Davvero Lei augura ai giovani italiani di rifugiarsi all’altro capo del mondo, anziché battersi per difendere la patria e la libertà propria, dei connazionali e delle future generazioni? Davvero vuole che ci rassegniamo all’estinzione come popolo, dopo quasi tremila anni di storia? Spero che l’affetto per i singoli Le abbia fatto velo, perché non potrei essere in più fiero dissenso: il diritto dell’Italia ad un futuro libero e felice non mi sta certo meno a cuore di quello di Israele.

Gentile Annalisa,
La ringrazio dal profondo del cuore per le sue parole di solidarietà alla popolazione del sud di Israele che, oltre alla paura, devono anche sopportare la distruzione di tutto il loro lavoro. Serviranno anni prima di rendere nuovamente fertili quelle terre e raggiungere un equilibrio tra flora e fauna poichè centinaia di animali grandi e piccoli sono morti tra le fiamme, ma Israele ce la farà anche questa volta. Ieri un pallone incendiario è caduto su un asilo fortunatamente senza fare vittime ma tanto spavento. Quanto all'Italia posso dirle che io sono italiana, nata e vissuta in Italia, Paese che amo e di cui parlo sempre qui in Israele dove, per fortuna, esiste un'ammirazione incondizionata per la musica, l'arte, la bellezza della natura, il cibo e la moda del nostro Paese. Sarei felice quanto lei che l'Italia avesse un futuro di libertà e di felicità per i nostri figli e nipoti ma al momento non lo vedo. Lei ha perfettamente ragione che andarsene non è una soluzione però le posso dire che, avendo io due nipoti in Italia, sono molto in pena per loro e so che la loro madre li accompagna e va a prenderli a scuola, anche se hanno 12 e 14 anni, per il timore che accada loro qualcosa. E' vita questa? Io capisco la sua indignazione ma capisco anche chi vorrebbe per i propri figli una vita più sicura e un futuro più roseo. Dalle notizie che sento ai telegiornali non mi sembra sia questo il futuro dell'Italia anche se, proprio perchè mi sta a cuore avendo io due patrie amate, non posso che sperare in un cambiamento.
Un cordiale shalom


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