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L'ipocrisia del cardinale Parolin 23/12/2017

Ringrazio informazione corretta per l esauriente articolo ma cortesemente vorrei aggiungere che la santa sede ha gia riconosciuto ufficialmente uno stato palestinese mai esistito ed e gia questa una gravissima lacuna storica del Vaticano. Secondariamente il cardinale di stato Parolin parla di pace ma dove lascia i continui attentati a civili e soldati ebrei al grido Allah U Akbar?? E tutti i tentativi di costruire la pace dove li lascia il cardinale?? Si guardi per favore la conferenza di Davos su Youtube nel 2009 tra l arrogante Erdogan e Z"l Shimon Peres poi ci dica di quale pace si parla. AM ISRAEL HAI AND YERUSHALAIM ETERNAL CAPITAL OF ISRAEL

Maria Wolf

Gentile Maria,

Ricordo perfettamente quella conferenza a Davos e l'aggressione verbale di Erdogan a Shimon Peres, ricordo anche che nessuno reagì indignato all'arroganza del sultano turco. Il cardinale Parolin parla a sproposito pur sapendo perfettamente chi è che non vuole questa benedetta pace ma la parte dell'intervista che mi ha lasciata interdetta per la grande ipocrisia che contiene è questa: «Gerusalemme è una città unica e sacra per ebrei, cristiani e musulmani. Dovrebbe avere uno statuto speciale che ne faccia una "città aperta", offra assicurazioni di libertà religiosa per i membri delle tre religioni che condividono i luoghi santi e permetta l'accesso ai pellegrini. II cuore della proposta, quindi, è quello di uno statuto speciale garantito internazionalmente». Non lo sa, il cardinale, che a Gerusalemme esiste libertà di culto assoluta per tutte le fedi solamente da quando la città è stata liberata dal giogo islamico nel 1967?
Sono sicura che monsignor Parolin ne è a conoscenza ed è proprio questa ipocrisia che fa male. Non ammettere mai che Gerusalemme è aperta da 50 anni e assicura libertà religiosa per tutti, cristiani, musulmani, proprio da quando è a sovranità israeliana. Si, il Vaticano ha riconosciuto l'inesistente Palestina a dimostrazione di quanto la sua politica sia sempre inguaribilmente antiisraeliana, a cominciare dal lontano 1948.

Un cordiale shalom


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