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Cristo asiatico? 14/10/2017

Gentilissima Signora Fait,
IC ha commentato oggi con molta durezza il titolo dell’intervista del card.Tagle a La Repubblica, intitolata (ovviamente non dall’intervistato) “Gesù Cristo era asiatico e con il sorriso tornerà in Cina”, e sembra prendersela con il cardinale e “le alte gerarchie vaticane” come se si negasse che Gesù era – ed è, per chi crede in Lui – ebreo.
In effetti, Israele è in Asia e Gesù, quale ebreo nato e vissuto nella Terra d’Israele, è asiatico (che non significa solo cinese o coreano) e, nell’intervista, il card. Tagle ha semplicemente ricordato un discorso di Giovanni Paolo II (sì, proprio lui) ai vescovi dell’Asia che li invitava a considerare che Gesù è nato in Asia e dall’Asia la Sua luce si è diffusa nel mondo ed ha osservato che vi sono alcuni profili culturali (la narrazione in luogo dell’astrazione) che accomunano tradizioni religiose e filosofiche di parti dell’Asia lontanissime fra loro.
Sullo sfondo vi è il gravissimo problema della precaria situazione dei cristiani in Cina ed in altri Paesi asiatici (non solo musulmani) dove governi e/o maggioranze non cristiane vedono il cristianesimo come una religione straniera e nemica.

Molto cordialmente,
Annalisa Ferramosca

 P.S.: Solo ora ho letto gli articoli dell’Avvenire e dell’Osservatore Romano sulle approvazioni di progetti edilizi israeliani ‘oltre la linea verde’ e l’interrogativo di IC su perché gli stessi giornali non si occupino anche delle costruzioni palestinesi. Posso rispondere di aver letto più volte sulla stampa cattolica anche notizie sulle costruzioni palestinesi nell’area C, amministrata da Israele secondo gli Accordi di Oslo, contestate per difetto di licenza edilizia o per problemi paesaggistici ed ambientali da organizzazioni o singoli cittadini ebrei israeliani o minacciate di demolizione e, talvolta, effettivamente demolite dalle autorità israeliane in quanto, appunto, abusive (l’attività edilizia araba nelle zone amministrate dall’ANP non mi sembra sia contestata da Israele e non fa notizia all’estero più di quella degli israeliani ebrei a Rehovot).
Il problema è che, se gli israeliani denunciano l’abusivismo, gli arabi lamentano di non riuscire ad ottenere licenze edilizie, anche per costruire in terreni di loro non contestata proprietà. Questo è uno di quei casi in cui mi piacerebbe conoscere l’effettivo stato di cose, che cosa prevedono la legge e l’Amministrazione israeliana per le costruzioni nei villaggi e zone rurali arabi dell’area C (dove la popolazione araba è certo abbastanza scarsa, ma comunque esiste), se vi sono e come sono approvati i piani regolatori e con quali criteri si rilasciano o negano licenze edilizie, se vi è o no una tendenza restrittiva al riguardo e con quali motivazioni, quante licenze vengono richieste e quante accolte.
Un’indagine troppo vasta ed impegnativa, anche sotto il profilo delle conoscenze linguistiche e giuridiche, per giornali italiani, su un tema su cui non sono riuscita a scoprire quasi nulla neppure dalla stampa israeliana in lingua inglese.

 Gentile Annalisa,

Se andiamo avanti di questo passo prima o poi salterà fuori un sacerdote esquimese che dirà "Gesù era esquimese" e così via. E' vero che Israele si trova nel continente asiatico ma nessun ebreo nato e vissuto in Israele si sentirà abitante dell'Asia, semmai del Medio Oriente. Parlare di un Gesù asiatico significa mettere confusione nel cervello della gente quindi trovo le parole del Monsignore, come quelle del Papa, molto ambigue e incoerenti. Ripeto, e spero di non sembrarle blasfema, lasciamo in pace quel povero Cristo! Era ebreo e ne era orgoglioso, a che serve farlo diventare altro se non mancare di rispetto alla Sua memoria? Riguardo a cosa prevede l'amministrazione israeliana per la costruzione di case arabe nell'area C , non essendo io un tecnico, non saprei cosa dirle se non che ogni domanda è un caso a se' e viene consultata individualmente dalle autorità competenti. Certo è che le licenze non vengono date con facilità anche perchè il primissimo criterio è la sicurezza.

 Un cordiale shalom


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