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'I Goldbaum', di Natasha Solomons 12/07/2019

I Goldbaum
Natasha Solomons
Traduzione di Laura Prandino
Neri Pozza euro 18

“Otto sentì il sudore che gli colava dalla fronte e gli faceva bruciare gli occhi….alzò lo sguardo verso il cielo perforato dagli alberi. Sentì il profumo di pini e abeti. Da qualche parte un uccello cantò…”

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Ambientato all’inizio del Novecento, “I Goldbaum” della scrittrice inglese Natasha Solomons è un avvincente romanzo storico incentrato sulle vicende di un’influente famiglia di banchieri di origine ebraica, negli anni che precedono e attraversano la Prima Guerra Mondiale. I Goldbaum che “si diceva fossero così ricchi e potenti che nelle giornate uggiose noleggiavano il sole perché brillasse per loro” sono a capo di istituti bancari nelle principali città europee da Parigi a Londra da Vienna a Berlino e gestiscono un imponente impero finanziario che deve la sua solidità anche all’unità e alla continuità della famiglia. Per questo con matrimoni combinati i rampolli maschi sposano, ormai da generazioni, cugine di secondo grado dalla cui unione nasceranno bambini Goldbaum destinati a prendere le redini della famiglia e a continuare l’impero dei padri. La vicenda prende avvio a Vienna nella splendida dimora sulla Heugasse, Palazzo Goldbaum, fatto di pietra e non d’oro anche se era “la pietra bianca più bella d’Austria, trasportata dalle Alpi fino a Vienna sulla ferrovia costruita grazie a un prestito della Banca Goldbaum, con un treno di proprietà della compagnia ferroviaria Goldbaum dipinto con i colori di famiglia azzurro e oro e adorno del suo stemma: cinque cardellini su un ramo di sicomoro”. Non solo banchieri ma anche collezionisti di gioielli, dipinti preziosi e antiche opere d’arte, come tutti i Goldbaum sparsi in Europa, il ramo austrico della famiglia è composto dal barone Peter, dalla baronessa Emmeline e dai loro due figli Otto e Greta di temperamento molto diverso l’uno dall’altra: tanto Otto è riflessivo, responsabile e accomodante quanto Greta è impulsiva, ribelle e volitiva. Entrambi sono ben consapevoli di ciò che la famiglia si aspetta da loro. Otto pur appassionato di astronomia è avviato al lavoro in banca, Greta non ancora ventenne sa che il matrimonio con il giovane Albert del ramo inglese dei Goldbaum è il punto di partenza di un percorso che altri hanno tracciato per lei. Prima di arrivare a Londra per le nozze i Goldbaum austriaci attraversano l’Europa sul prestigioso Goldbaum Trans-Europe Express che ogni anno li porta verso le vacanze estive nella villa sul lago di Ginevra e fanno una prima sosta a Parigi, ospiti del ramo francese della famiglia, il barone Jacques e il figlio Henri, quest’ultimo alle prese con una relazione sentimentale invisa alla famiglia. Le rigide tradizioni familiari che impongono a tutti Goldbaum di sposarsi fra di loro non consentono deroghe dinanzi all’amore o alla volontà di decidere del proprio destino! Mentre fervono i preparativi per le nozze gli uomini Goldbaum si incontrano per discutere di affari e di prestiti analizzando con puntigliosità possibili fruttuosi investimenti. Nel contempo le donne trascorrono il tempo a discettare di corredo, giardinaggio e abiti.

Dopo il matrimonio nella sinagoga di Piccadilly i due giovani si trasferiscono nella tenuta di Temple Court nello Hampshire. E’ un inizio difficile per Greta, pervasa di nostalgia per la sua famiglia, estranea nella nuova patria e lontana dal marito Albert impegnato oltre che negli affari a collezionare insetti, farfalle e coleotteri. Nel volgere di alcuni mesi tuttavia fra i due nasce un forte sentimento prima di attrazione fisica poi di amore vero. Greta si impegna nel giardino donatole dalla suocera coltivando varie specie di piante e fiori e trovando in questa occupazione uno scopo nella vita, senza dimenticare i suoi doveri di madre della piccola Clelia e dell’ultimo arrivato Benjamin. Da giovane ribelle, viziata e anticonformista Greta si trasforma in una donna consapevole e matura che senza perdere l’indipendenza di giudizio è capace di condividere le sue ricchezze con i più sfortunati e di affrontare con coraggio gli eventi tragici che la vita le riserva. Attraverso il mondo di Albert e Greta conosciamo le vicende di altri personaggi indimenticabili di questo romanzo. Fra questi Adelheid, la mamma di Albert, che lungi dal mettersi in competizione con la giovane nuora, si adopra – con sensibilità e tatto - per accoglierla nella nuova famiglia; Clement il fratello maggiore di Albert è un uomo fragile, appassionato di scacchi e di cibo che nasconde per lungo tempo ai familiari i ripetuti fallimenti finanziari, incapace di superare i propri vizi; Karl un orfano abbandonato che, dopo aver vissuto nei bassifondi della città, trova nella generosità dei Goldbaum un modo per riscattarsi. E’ una delle figure più intense nella seconda parte del romanzo insieme al fratello di Greta al quale, per un incredibile scherzo del destino, legherà la propria vita. Otto, personaggio di grande umanità e di solidi principi morali, si rivela nel dispiegarsi della trama il fulcro attorno al quale ruota la narrazione dell’ultima parte della storia; le drammatiche vicissitudini di guerra in cui sarà coinvolto nella Russia bianca commuoveranno il lettore fino all’epilogo atteso. Il talento dell’autrice nel descrivere la saga dei Goldbaum sullo sfondo della caduta dell’Impero Austro-Ungarico raggiunge il punto più alto nella seconda parte del libro quando racconta la Prima Guerra Mondiale e le vicende dei componenti della famiglia arruolati in eserciti che combattono su fronti opposti. Sono pagine poetiche, di struggente intensità quelle che narrano la crudeltà della guerra, le sofferenze dei soldati nelle trincee, il freddo, la fame, la paura di non rivedere i propri cari, il valore dell’amicizia capace di superare la morte, la devozione per il proprio paese che induce a gesti di eroismo, impensabili in tempo di pace.

Ispirato alla storia bancaria e personale dei Rothschild, I Goldbaum è una potente saga familiare narrata con uno stile raffinato e accurato nel tratteggiare luoghi e personaggi con immagini vivide che restano scolpite nella mente del lettore. Solo in alcune pagine l’autrice dispiega uno stile troppo prolisso, in particolare nelle minuziose descrizioni delle varietà di piante, farfalle, fiori e dei metodi di coltivazione dei frutti della terra. Specchio della società benestante di inizio Novecento, l’ultima opera di Natasha Solomons getta uno sguardo sulla complessità dell’identità ebraica, sulle tradizioni ebraiche che legano i Goldbaum fra le varie nazioni europee e sul pericolo dell’antisemitismo che pervade, come un veleno sottile, ogni strato della società e dal quale nemmeno l’influente famiglia di banchieri si salva, nonostante le ricchezze e il potere. Attraverso pagine di inconsueta bellezza l’autrice dona al lettore un romanzo-mondo capace di catturare con la magia di una scrittura autentica e di riaccendere la passione per le narrazioni epiche.


Giorgia Greco


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