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'Il tempo fa il suo mestiere', di Mariastella Eisenberg 21/11/2017
Il tempo fa il suo mestiere
Mariastella Eisenberg
Edizioni Spartaco euro 12,00

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La copertina (Spartaco ed.)

Il tempo nel suo trascorrere lento o impetuoso come un fiume che accompagna la vita dell’uomo dalla nascita alla morte è il filo conduttore dell’intenso romanzo di Mariastella Eisenberg, una saga familiare che nell’arco di oltre un secolo, dal 1912 al 2014, racconta la storia dei Rosenberg, una famiglia di ebrei rumeni di etnia tedesca. La vicenda prende avvio nel 1912 a Jassi nella Moldavia romena quando Sara, figlia irrequieta e ribelle di Mosè Rosenberg, commerciante di tessuti, e di Malca Schachter durante una delle sue frequenti “scorribande” in campagna cade dal calesse nella neve sporcandosi di fango dalla testa ai piedi. Proprio in quel momento la vede un giovane figlio di contadini, solitario e poco loquace, che le porge aiuto accompagnandola nella dimora semplice ma accogliente dei genitori: da quell’incontro fortuito scaturirà per Sara una serie di drammatiche conseguenze che coinvolgeranno molte persone della famiglia. Sin dalle prime pagine l’autrice, con impareggiabile arte narrativa, ci conduce a esplorare un universo femminile composito immergendoci nell’esistenza di donne segnate dalla vita o per scelte individuali o per decisioni prese da altri a fin di bene, ma non per questo meno dolorose.

C’è Sara che nel monastero di Sucevita darà alla luce due gemelli, Tobia e Simone, ma solo il primo sarà accolto nella famiglia Rosenberg come fratello di Sara per salvaguardare le apparenze, mentre dell’esistenza del secondo verrà a conoscenza dopo molti anni quando Tatiana, la giovane novizia che la accompagna nei mesi della gravidanza, confesserà quel terribile segreto destinato ad aprire un vuoto incolmabile nell’animo di Sara. Se Malca, la madre, è l’artefice di quell’inganno Annutza, levatrice e confidente delle neomamme (“…una donna strana, concreta quanto occorre per un mestiere impegnativo come il suo, e insieme dolce e sognatrice”), con i suoi riti e la sua fiducia nella vita è colei che più di tutte aiuterà Sara nei primi difficili giorni dopo il parto.

C’è Lia, di religione cattolica, incapace di comprendere l’irrequietezza del marito Tobia che dopo gli studi in Francia è approdato nella splendida Napoli per formare una famiglia ma non si dà pace, pervaso dalla nostalgia per la patria perduta. Fa da contrappunto a Lia, la figlia Miriam, di indole dolce e introspettiva, determinata nelle scelte professionali sarà vittima di un matrimonio deludente. A Miriam l’autrice riserverà nelle ultime pagine del libro il compito di portare alla luce, grazie alla curiosità della figlia Alessia, quel terribile segreto che ha sconvolto la vita di Sara deviando il destino dei suoi figli. Se le figure femminili costituiscono il baricentro attorno al quale ruota l’intero romanzo, è nella nascita dei gemelli Tobia e Simone, cresciuti ignorando l’esistenza l’uno dell’altro, che si trova l’elemento cardine che intreccia, spezza e riannoda i fili di un destino imposto da altri.

Fra i personaggi di questa saga imperdibile un posto di rilievo spetta ai due patriarchi: Mosè Rosenberg padre di quindici figli che dopo molti anni troverà il coraggio di spiegare, con quell’amore speciale che i padri riservano alle figlie, le verità dolorose che hanno sconvolto la vita di Sara dando voce al rimorso che lo tormenta e Alberto Bardi, professore di scienze a Napoli, suocero di Tobia, che saprà farsi interprete con garbo e sensibilità del turbamento racchiuso nel cuore di Sara. Qual è il ruolo che compete al tempo nell’ epopea dei Rosenberg, richiamato nel titolo e più volte nello svolgersi della trama? “…il mio tempo – ricorda Sara in una lettera a Tatiana – è stato un enorme pendolo che è andato, e va ancora e andrà sempre, avanti e indietro”. Entità ben definita, il tempo scava ferite, consente istanti di fugace felicità, non rispetta le promesse sbaragliando progetti e impegni e segnando in modo indelebile la vita dei personaggi, fra rancori, dolori irrisolti, illusioni e speranze disattese.

Pregio indiscutibile del libro di Eisenberg è la ricchezza lessicale che si esprime sia nell’analisi introspettiva della psicologia dei personaggi, con un attento scavo interiore che esalta la dimensione intima, sia nelle descrizioni accurate della geografia dei luoghi e dei rituali della tradizione ebraica. Dalla ricca e prospera città di Jassi con l’università e il conservatorio musicale, alla quiete della Bucovina “il paese dei faggi come veniva chiamato per l’abbondanza davvero spettacolare di quegli alberi”, dai luoghi dell’esilio, Galati, Timisoara, Bucarest dove gli orrori della guerra e delle persecuzioni antisemite avevano “sparpagliato qua e là” i componenti della famiglia Rosenberg, alla magnificenza di Napoli con le botteghe di antiquari e il mare che “lambiva Via Caracciolo”, un mondo colorato e luminoso che affascina Sara giunta in Italia dopo il 1945, per arrivare nelle ultime pagine del libro nella Terra Promessa, il rifugio di tutti gli ebrei, dove a Gerusalemme un incontro emozionante fra un ebreo e un frate cattolico riannoderà i fili spezzati di due esistenze.

Un cenno a parte merita la struttura del romanzo in cui l’autrice dispiega un autentico talento narrativo alternando frammenti di testimonianze, lettere, brani di diario, un intenso memoriale (quasi un racconto nel racconto), accurate ricostruzioni della storia della Romania nell’arco di un secolo, fino alla rievocazione dei conflitti in terra d’Israele. Autrice di libri di poesia, romanzi e testi di critica letteraria, Mariastella Eisenberg che ha lasciato la carriera di dirigente scolastico per dedicarsi dal 2004 alla scrittura e all’impegno sociale, ci consegna un’opera che affronta temi di stringente attualità - la condizione della donna, l’antisemitismo, l’accoglienza - e che si farà ricordare a lungo per la prosa ricercata, per la trama coinvolgente e in definitiva per la straordinaria ricchezza dei personaggi.

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Giorgia Greco

www.jerusalemonline.com
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