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Adonis - Violenza e islam - 15/12/2015

Violenza e islam
Adonis Houria Abdelouahed
Guanda

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Non usa mezzi termini Ali Ahmad Sa’id, 85 anni, in arte Adonis. Lui il mondo islamico lo conosce bene, essendo nato e vissuto in quella Siria ora terra di conquista dell'Isis. Ne è convinto: "Verrà sconfitto". Ma, aggiunge, non sono i radicalisti il problema, piuttosto l'Islam stesso che "nasce come una religione di conquista. E nelle conquiste la violenza è inevitabile". Il suo libro "Violenza e Islam" uscirà il 3 dicembre anche nelle librerie italiane e ad oggi è il più venduto in Francia.

L'esistenza di un Islam moderato, dunque, perde consistenza nelle parole di Adonis. E dalla sua bocca escono parole di riconoscimento all'operato di Putin. "Sì, sostengo la politica della Russia, sicuro! Sostengo la Russia, perché colpisce l’Isis". Nessun dubbio, anche se la Russia sostiene quel Bashar Al-Assad che lui stesso ha combattuto in tempi passati. "Non lo ho mai sostenuto - dice - Ho detto soltanto che il problema non è la persona, quanto il sistema, la mentalità, la cultura. L’Occidente vuole imporre un presidente alla Siria, decidere al posto dei siriani. Io credo che sia il popolo a dover scegliere, a dire sì o no. Un presidente non può essere imposto dall’esterno. Spetta al popolo, attraverso libere elezioni". L'accusa principale è contro l'Europa e gli Stati Uniti che "non s’interessano agli esseri umani nei Paesi arabi. Questo potrebbe voler dire che l’Occidente detesta i musulmani, li utilizza e basta. Però io non sono un politico e non voglio parlare di politica".

"Prima ancora - aggiunge - gli americani hanno creato Al Qaeda e poi, con la caduta di Saddam Hussein in Iraq, alcuni Paesi arabi hanno finanziato e armato i jihadisti. Ma neanche gli Stati Uniti sono del tutto estranei". La colpa maggiore dell'Occidente, poi, è quella di essere "stati in silenzio di fronte alla devastazione dell’Iraq e della Siria, due Paesi che sono all’origine della nostra civiltà. L’errore è di identificare i popoli con i loro regimi e abbandonarli al saccheggio e alla barbarie dei terroristi. Lo stesso sta accadendo ora in Yemen, e non parliamo della Libia. Senza dimenticare la Turchia e il suo ruolo criminale. La comunità internazionale si è svegliata soltanto ora, dopo quanto accaduto a Parigi. Con 10 anni di ritardo".

La riflessione si sposta poi sulla violenza espressa dall'Islam: "Esiste anche in altre religioni, certamente: il filosofo René Girard, da poco scomparso, era l’autore più importante su questo tema. Ma oggi il problema è con l’Islam, nel nome del quale Isis e compagni perpetrano i loro attacchi. Nel seno dell’Islam c’è l’Islam, mentre il Cristianesimo comprende varie confessioni, cattolica, protestante, ortodossa. Nell’Islam esiste l’ortodossia dei sunniti, che accettano soltanto una lettura letterale del Corano. Senza interpretazioni metaforiche o simboliche. Per questo non c’è spazio per arte e poesia tra gli ortodossi, c’è soltanto la giurisprudenza. La cultura del potere e della sua conservazione, a qualunque costo. L’Islam nasce proprio come religione di conquista. E, nelle conquiste, la violenza è inevitabile".

L'unica soluzione, quindi, è la guerra: "Dietro i kamikaze - dice Adonis - c’è gente ben organizzata e ben pagata. L’Isis è diventato uno Stato, con un budget più importante di quello di molti governi arabi. Alle sue spalle ci sono regimi ben noti a tutto il mondo. L’Europa deve svegliarsi e fare la guerra a questa organizzazione psicopatica finché non avrà sterminato i selvaggi. Che non vanno confusi con i musulmani: aggredire una donna in metrò perché velata, come è successo, è un tragico errore. Le donne vanno aiutate a strapparsi il velo, a trovare un lavoro. Perché una donna che trova lavoro è una donna libera".

Claudio Cartaldo - Il Giornale


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