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Riccardo Calimani Storia degli ebrei italiani 15/07/2014

Riccardo Calimani
Storia degli ebrei italiani 
Mondadori   euro 28

Storia degli ebrei italiani. Vol. 2: Dal XVI al XVIII secolo.

Se l’argomento non avesse lo spessore storico che ha, protagonisti di grande rilievo, eventi non di rado tragici, questo imponente volume di Riccardo Calimani si potrebbe leggere come un romanzo d’avventure. L’eminente storico dell’ebraismo che è Calimani, manda in libreria il secondo volume della sua Storia degli ebrei italiani che copre i secoli dal XVI al XVIII. In termini di fatti accaduti si va dal 1492, anno in cui Isabella la cattolica espulse gli ebrei dalla Spagna, al 1815, anno in cui il Congresso di Vienna, chiuso il turbinoso quindicennio napoleonico, aprì la tetra fase della Restaurazione particolarmente dura in Italia. Ma, sempre valutando in base ai principali episodi, quelli narrati da Calimani sono anche i secoli della Riforma Luterana (1517) e, per l’Italia, della Controriforma sancita dal Concilio di Trento nonché gli anni in cui a Venezia viene aperto (per l’esattezza dovrei dire: chiuso) il primo ghetto della storia (1516), seguito pochi anni dopo dal ghetto romano (1555) fortemente voluto da papa Paolo IV. Sul finale del periodo compreso nel volume si aprono invece le speranze del XVIII secolo segnato dalla filosofia illuministica e dalla Rivoluzione francese (1789). La Restaurazione citata sopra tenterà di fermare la storia ma com’è noto si tratta di operazioni impossibili. Le vicende degli ebrei come l’autore le racconta
sono in realtà anche la storia dell’Italia e degli italiani vista al rovescio.
Se si leggono queste vicende tenendo presente la storia del nostro Paese, sembra di guardare la faccia inferiore di un tappeto di cui abbiamo sempre visto il lato superiore.
I rapporti tra la Chiesa cattolica e gli ebrei italiani sono sempre stati duplici. Condanna
dottrinale da una parte, rapporti d’interesse dall’altra. Non solo finanziari ma per esempio nell’assistenza sanitaria, essendo i medici ebrei molto rinomati. A papi durissimi, come il citato Paolo IV Carafa, se ne alternano altri assai più benevoli come Clemente VII De’ Medici (1523-1534). Di particolare interesse il capitolo sul Granducato di Toscana che fa un po’ storia a sé e dove, anche in presenza di episodi drammatici, prevalse un’atmosfera di particolare liberalità.


Corrado Augias
Il Venerdì di Reubblica


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