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Deborah Fait
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Gli algoritmi e il politicamente corretto che governano un mondo alla rovescia 28/03/2021
Gli algoritmi e il politicamente corretto che governano un mondo alla rovescia
Commento di Deborah Fait

A destra: stop al politicamente corretto

Ogni giorno si leggono cose da mettersi le mani nei capelli, ogni giorno siamo sottoposti a notizie talmente assurde da sembrare bufale pazzesche per poi capire che invece sono purtroppo tristi verità. Come la maggior parte di miei coetanei sono stata educata nel rispetto della cultura e del bello che questi valori potevano offrire. Il 68 aveva voluto cancellare il vecchio per modernizzare la società in cui vivevamo ma se noi, i giovani di allora, avessimo saputo dove saremmo arrivati, ci saremmo limitati ai balli e ai canti sui prati fioriti e avremmo lasciato da parte occupazioni di università, e gli slogan del tipo: " Fascisti, borghesi, ancora pochi mesi! – Fate l’amore, non fate la guerra– Godetevela senza freni- Lotta dura, senza paura– Mettete fiori nei vostri cannoni– Pagherete caro, pagherete tutto–Vogliamo tutto e subito!– Una rivoluzione non si vota, si fa– Non è che l’inizio. La lotta continua."

Chi della mia età non se li ricorda? E molti di noi ci credevano. Era tutto bello, era tutto giusto all'epoca, ci sentivamo degli eroi, il vecchio mondo, noioso e autoritario doveva finire per lasciare il posto alla libertà. Non sapevamo bene quale tipo di società avremmo creato, mancava un movimento comune di ricostruzione e mal ce ne incolse perché alla rivoluzione culturale seguì il sei politico. Si formarono così generazioni di ignoranti che stiamo sopportando ancora oggi,  un'ignoranza che è peggio, molto peggio del vecchio che volevamo eliminare. L'ignoranza ha creato oggi movimenti di poveracci violenti che abbattono statue millenarie, che urlano #MeToo, che vogliono eliminare tutto ciò che è bianco, che rendono eroi dei veri criminali come fa il Black Lives Matter, che vogliono distruggere definitivamente la cultura che ancora ci era rimasta. Stanno uccidendo la libertà di espressione dei nostri sogni di un tempo e ci riportano indietro, non al pre-68 ma un medioevo culturale, alla dittatura del politicamente corretto dove chi è bianco non dovrebbe avere alcun diritto, dove chi non è di sinistra viene considerato un delinquente, dove chi è ebreo e cammina tranquillamente per la sua strada rischia ancora di venire linciato (per gli ebrei nulla cambia, ogni epoca storica li vede nemici da eliminare). Recentemente abbiamo scoperto che nessun bianco può permettersi di tradurre e recitare le poesie infantili della giovane poetessa e attivista afroamericana Amanda Gorman, quella che ha letto una delle sue "opere" alla nomina di Joe Biden alla presidenza degli Stati Uniti. Solo i neri come lei possono farlo. A teatro, al cinema gli attori bianchi vengono sostituiti da quelli neri, se fossero più bravi lo capirei e ne sarei felice, ma succede solo a causa del colore della pelle. Si sta verificando una vera e propria sostituzione etnica che potrebbe andar bene se non fosse   razzista esattamente come quella che vogliono combattere, la prevalenza dei bianchi. Persino i Simpson avranno doppiatori neri a dar voce ai personaggi non bianchi. "Uccideremo tutti i bianchi insieme ai loro figli, le loro donne, i loro cani, i loro gatti e tutto ciò che troveremo sulla nostra strada" è lo slogan (dal 2018) enunciato in un discorso da un parlamentare sudafricano marxista.

Dantedì: il 25 marzo l'Italia celebra Dante Alighieri. E c'è anche una app  - Prima il Canavese

Ma c'è di più e c'è di peggio, adesso, per non offendere i musulmani, si censura il Sommo Poeta, Dante Alighieri (1265-1321) e la sua Divina Commedia. A 700 anni dalla sua morte, il Poeta che regalò il Bello a generazioni di esseri umani adesso viene umiliato e demonizzato. In Germania gli danno dell'arrivista, in Belgio e Olanda hanno ritradotto la sua Opera in modo politicamente corretto, cioè eliminando i versi in cui il Sommo Poeta parla di Maometto ubicandolo all'Inferno. Mentre in Italia si celebra il Dantedì, in altri paesi d'Europa, di questa povera serva Europa, censurano i versi che potrebbero offendere l'islam.  Ricordo che mesi fa lo scrivevo su Facebook a mo' di barzelletta, "censureranno anche Dante", ridevo come se non potesse accadere mai una simile bestialità e invece eccoci qua, è successo anche l'impossibile.  Ma non basta. Anche i numeri romani danno fastidio, per più di 2000 anni tutte le generazioni li hanno letti senza problemi, era logico per tutti ma adesso hanno scoperto che possono essere motivo di offesa per l'islam e allora via! Eliminiamoli! Cribbio, non vogliamo mica che i musulmani che visitano i musei europei a milioni, c'è sempre una fila chilometrica di musulmani fuori dai musei d'Europa, si sentano offesi perché non sanno leggere i numeri romani! Ma come, a scuola persino i più asini tra noi studenti erano riusciti a imparare i numeri della civiltà da cui deriva l'Europa intera e gli arabi non possono? E allora via quello che è nostro, che è parte predominante della nostra cultura, il nostro glorioso passato, riduciamoci alla mediocrità e alla non cultura dei tempi che corrono! Copriamo le statue, demoliamo Cristoforo Colombo, demoliamo Dante, massacriamo tutto quello che sa di bello, di colto, di antico, di storia e sostituiamo anche i numeri romani con quelli "cosiddetti arabi". In Olanda e in Danimarca è già legge, nei musei francesi hanno sostituito e i vari re Luigi trasformandoli in miserrimi Luigi 14, Luigi 15 e così via. Ho scritto "cosiddetti numeri arabi" perché è giusto precisare che l'islam si è appropriato anche di questi che in realtà sono di origine indù. Il sistema numerico indù, basato sul concetto di zero, fu pubblicato anche in arabo ma era usato solamente dai matematici, la popolazione non li conosceva e non li capiva. E così oltre alle religioni( ebraismo e cristianesimo) i musulmani hanno copiato anche i numeri facendosi passare per inventori.

Adesso veniamo agli algoritmi che stanno cambiando i social dove la fanno da padroni. Su Facebook vi sono alcune parole impossibile da pronunciare, pena il blocco. Se uno fa di cognome Negri viene subito censurato in Neri e, se gli va proprio male e l'algoritmo è particolarmente incazzato, viene anche bloccato per un tot di giorni. Scherzo ma non del tutto, sappiatelo!  Impossibile protestare. Giorni fa è accaduto ancora una volta a me. Avevo scritto per Informazione corretta un articolo sulla terrorista Ahlam Tamimi e l'avevo intitolato con triste sarcasmo "Sempre valido lo slogan: uccidere gli ebrei non è reato". Pubblicato l'articolo sulla mia pagina di FB , ecco che arriva immediata la punizione: "quello che hai scritto è contrario ai nostri standard. Sei bloccata per tre giorni". Poi siccome sono gentili e democratici ti chiedono "sei d'accordo ?" Tu rispondi naturalmente NO e appare la scritta CHIUDI. Basta, con questo sei escluso da ogni tipo di spiegazione o di protesta per il sopruso. Viviamo in tempi tristissimi non solo per la pandemia che prima o poi passerà, quello che non passerà sarà invece questa dittatura dell'ignoranza, del buonismo e del politicamente corretto che non dà più la possibilità di esprimersi liberamente, che censura i grandi del passato, quelli che avevano fatto grande l'Italia e l'Europa. O ti adegui al sistema oppure ti zittiscono con il loro oscuro potere che lascerà ai posteri un mondo privo di cultura, della bellezza dell'arte e di quella libertà che, nonostante gli errori,  sognavamo noi giovani di tanti anni fa.

Auguro ai lettori di Informazione Corretta Pesach Sameach! Buon Pesach.

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Deborah Fait
"Gerusalemme, capitale unica e indivisibile dello Stato di Israele"


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